L'Ue accelera sulla tutela dei minori online: verso nuove regole per rendere più sicuri i social

di

Ennio Bassi

Al centro dell'iniziativa ci sono verifica dell'età, sicurezza "by design" e limitazioni alle funzionalità che favoriscono dipendenza e rischi online

L'Ue accelera sulla tutela dei minori online: verso nuove regole per rendere più sicuri i social

L'Unione europea si prepara a rafforzare le regole sulla sicurezza dei minori nell'ambiente digitale, con l'obiettivo di rendere le piattaforme social più sicure e limitarne i rischi per bambini e adolescenti. Dopo l'estate, la Commissione europea presenterà una proposta legislativa ispirata alle raccomandazioni di un gruppo indipendente di esperti incaricato di valutare l'impatto dei social media sul benessere dei più giovani.

Secondo Bruxelles, l'attuale ecosistema digitale non garantisce un livello di protezione adeguato ai minori. Cyberbullismo, contatti indesiderati, esposizione a contenuti dannosi e meccanismi che incentivano un utilizzo eccessivo delle piattaforme rappresentano alcune delle principali criticità individuate dal rapporto.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha sottolineato la necessità di introdurre un'età minima per l'accesso legale ai social network, paragonando la misura alle norme che regolano l'acquisto di alcolici o la guida di un'automobile. L'obiettivo, ha spiegato, è garantire ai più giovani un ambiente digitale progettato per proteggerli, anziché affidare esclusivamente alle famiglie il compito di gestire i rischi.

Uno dei principi cardine della futura strategia europea è quello della "safety by design", secondo cui la sicurezza dei minori deve essere integrata fin dalla progettazione delle piattaforme. Ciò potrebbe tradursi nell'obbligo per le aziende tecnologiche di ridurre o eliminare funzionalità considerate capaci di alimentare dipendenza, come lo scrolling infinito, l'autoplay dei contenuti, le notifiche continue e gli algoritmi che incentivano una permanenza prolungata online.

La Commissione punta inoltre all'introduzione di standard comuni europei per la verifica dell'età, così da rendere più efficace l'applicazione delle limitazioni previste per le diverse fasce d'età. Tra le raccomandazioni figura la possibilità di impedire l'accesso autonomo ai social ai minori di 13 anni, pur lasciando ai singoli Stati membri la facoltà di adottare limiti più restrittivi.

Il documento propone un approccio differenziato: evitare l'esposizione agli schermi nei primi anni di vita, prevedere un utilizzo dei servizi digitali sempre supervisionato tra i 3 e i 13 anni e garantire, oltre questa soglia, un accesso progressivamente più autonomo, ma all'interno di piattaforme conformi agli standard europei di sicurezza previsti dal Digital Services Act.

Secondo la Commissione, la tutela dei minori non può basarsi soltanto sul controllo dei genitori, ma richiede un'assunzione di responsabilità diretta da parte delle piattaforme digitali, chiamate a progettare servizi che riducano i rischi per la salute mentale, il benessere e lo sviluppo dei più giovani.

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