Il Governo sceglie la Val di Susa per lanciare un messaggio di fermezza dopo gli assalti ai cantieri della Torino-Lione. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi hanno effettuato oggi un sopralluogo nel cantiere di Chiomonte, teatro delle violenze che nei giorni scorsi hanno provocato oltre cento feriti tra le forze dell'ordine e ingenti danni alle strutture.
I due esponenti dell'Esecutivo hanno raggiunto il sito in elicottero dopo un sorvolo dell'area e hanno incontrato agenti, operai e rappresentanti della società Telt, ribadendo il sostegno dello Stato a chi garantisce la sicurezza e porta avanti i lavori dell'infrastruttura.
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Nel corso della visita, Meloni ha definito quanto accaduto «violenza organizzata» e ha assicurato che il Governo farà tutto il possibile per individuare e perseguire i responsabili.
La premier ha sottolineato come gli agenti impegnati nella vigilanza del cantiere siano costretti a presidiare l'area ogni giorno dell'anno e ha espresso solidarietà anche ai lavoratori che hanno visto danneggiati mezzi e strutture. Secondo Meloni, chi ha trasformato una manifestazione di protesta in un'azione violenta dovrà risponderne davanti alla giustizia.
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Sulla stessa linea il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, che ha parlato della presenza di gruppi organizzati provenienti anche dall'estero, descrivendo gli episodi come il frutto di una vera e propria «internazionale della violenza».
Le forze dell'ordine hanno nel frattempo intensificato i controlli nella zona. Sono oltre un migliaio le persone identificate tra i partecipanti alle manifestazioni e quattro cittadini stranieri sono stati fermati, mentre gli investigatori continuano a ricostruire le responsabilità degli assalti ai cantieri.
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La visita del Governo ha riacceso anche il confronto politico. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha ribadito la condanna delle violenze contro le forze dell'ordine e i danneggiamenti ai cantieri, invitando però l'Esecutivo a non utilizzare gli scontri per alimentare uno scontro politico sul movimento No Tav.
Dal fronte della protesta, alcuni esponenti del movimento hanno invece respinto le accuse del Governo, sostenendo che la mobilitazione continuerà nonostante il rafforzamento dei controlli e delle misure di sicurezza.
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La Procura di Torino prosegue le indagini sugli episodi di guerriglia che hanno interessato i cantieri della Torino-Lione. Tra le ipotesi di reato figura quella di devastazione, senza escludere contestazioni più gravi qualora emergessero elementi che dimostrino un'organizzazione preventiva delle azioni violente.
Nel frattempo proseguono le verifiche sui danni subiti dai cantieri, mentre il Governo ribadisce che i lavori dell'opera strategica proseguiranno senza rallentamenti e con un rafforzamento delle misure di sicurezza.
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