Trump e il terzo mandato (impossibile): cappellino rosso e show alla cena dei corrispondenti

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Redazione

"Sono lieto di annunciare la mia intenzione di candidarmi come presidente degli Stati Uniti", ha esordito Trump verso la fine di un discorso fiume durato circa un'ora, dicendo "Dovrebbe essere facile. Ormai sono diventato molto bravo a candidarmi alla presidenza". Una gag studiata a tavolino

Trump e il  terzo mandato (impossibile): cappellino rosso e show alla cena dei corrispondenti


Tra una stoccata ai media, la rievocazione di un'estate blindata dalla sicurezza e l'ennesimo colpo di teatro, Donald Trump è riuscito a fare ciò che gli riesce meglio: rubare la scena. Durante la cena di gala dell'Associazione dei corrispondenti della Casa Bianca — l'appuntamento che storicamente mescola il glamour di Washington con il sarcasmo della stampa — il presidente ha tirato fuori dal cilindro la provocazione definitiva, sventolando un cappellino rosso fiammante con la scritta "Trump 2028".

"Sono lieto di annunciare la mia intenzione di candidarmi come presidente degli Stati Uniti", ha esordito Trump verso la fine di un discorso fiume durato circa un'ora, dicendo "Dovrebbe essere facile. Ormai sono diventato molto bravo a candidarmi alla presidenza".

Una gag studiata a tavolino che ha strappato risate e sguardi perplessi nella sala, consapevole del dettaglio non trascurabile: la Costituzione americana. Il XXII Emendamento, infatti, blindato da decenni di storia repubblicana, vieta categoricamente a qualsiasi inquilino dello Studio Ovale di superare la soglia dei due mandati. Ma con Trump, si sa, la linea di confine tra la boutade e la strategia mediatica è un territorio perennemente in movimento. Prima e dopo lo sketch elettorale, il discorso ha toccato i nodi caldi dell'attualità. Trump ha confermato il vertice in agenda per la prossima settimana a Washington con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, inserendo nel mirino anche il sindaco di New York, Zohran Mamdani. Quest'ultimo, dopo aver evocato l'arresto di Netanyahu per poi fare parziale marcia indietro a causa dei limiti legali della sua carica, continua a chiedere l'esecuzione del mandato della Corte penale internazionale da parte del governo federale.

La serata, originariamente rinviata a causa dello sventato attentato dello scorso aprile, ha offerto al presidente anche l'occasione per un passaggio istituzionale e solenne. "Stasera siamo di nuovo qui tutti insieme rispondendo all'attacco con determinazione", ha affermato Trump davanti ai giornalisti, ribadendo che l'America "non si piega alla violenza politica" e che il dissenso, nel Paese, si combatte con la forza delle parole e non con i proiettili. Un messaggio di unità che, neanche a dirlo, è durato il tempo di indossare un cappellino con il "2028".

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