Trump-Netanyahu, vertice alla Casa Bianca

di

Redazione

Al centro del colloqui i dossier più delicati del Medio Oriente: Iran, Gaza e Libano. Il confronto, non aperto alla stampa, arriva in un momento in cui emergono divergenze soprattutto sulla strategia nei confronti di Teheran. Netanyahu punta su una linea più dura

Trump-Netanyahu, vertice alla Casa Bianca

È un incontro ad alta tensione quello previsto oggi alla Casa Bianca tra il presidente americano Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Al centro del vertice, dopo settimane di attriti tra i due alleati, ci sono i dossier più delicati del Medio Oriente: Iran, Gaza e Libano. Il confronto, non aperto alla stampa, arriva in un momento in cui emergono divergenze soprattutto sulla strategia nei confronti di Teheran. Netanyahu punta su una linea più dura e non esclude nuove operazioni militari contro il programma nucleare iraniano, mentre Trump sembra orientato a privilegiare una soluzione diplomatica per evitare una nuova escalation.

Sul tavolo anche Gaza. Alla vigilia della visita a Washington, il governo israeliano ha approvato un accordo con il Board of Peace, organismo creato da Trump per sostenere il cessate il fuoco nella Striscia, che prevede l’ingresso di una forza internazionale di stabilizzazione in una zona limitata del territorio e la realizzazione di due campi per gli sfollati.

Secondo analisti citati dalla stampa israeliana, le aperture di Netanyahu su Gaza e sul Libano rappresenterebbero un tentativo di arrivare all’incontro con Trump con segnali concreti di collaborazione, in un momento in cui il premier israeliano avrebbe bisogno del sostegno americano. Resta però il nodo Iran. Netanyahu vorrebbe un maggiore coinvolgimento militare degli Stati Uniti contro Teheran, mentre diversi Paesi della regione, tra cui gli Emirati Arabi Uniti, premono per evitare un nuovo conflitto.

Intanto Washington ha confermato nuovi colloqui tra Israele e Libano a Roma dal 4 al 6 agosto. L’obiettivo è rafforzare l’accordo quadro raggiunto a giugno attraverso la creazione di “zone pilota” nel sud del Libano, dove dovrebbe essere progressivamente dispiegato l’esercito libanese in cambio del ritiro israeliano e del disarmo di Hezbollah.

 

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

Breaking News