La Lazio non si ferma più. La squadra di Gennaro Gattuso passa anche all'Allianz Stadium, travolge la Juventus per 3-0 e conferma un avvio di campionato da record. A decidere la sfida sono le reti di Provstgaard, Isaksen e Dele-Bashiru, in una serata che fotografa alla perfezione il momento opposto delle due squadre.
Per i biancocelesti è la sesta vittoria nelle prime sette giornate, traguardo mai raggiunto prima dal club in Serie A. Cade anche un altro tabù: la Lazio non vinceva sul campo della Juventus dal 2017.
Gattuso sale così a quota 19 punti e continua a tenere il passo dell'Inter. La Juve, invece, resta otto lunghezze più indietro e incassa la contestazione dello Stadium. Una sola vittoria nelle ultime cinque giornate racconta le difficoltà attraversate dai bianconeri.
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Con Luciano Spalletti squalificato, in panchina c'è il vice Domenichini. La Juventus parte ancora con una sola punta: Kolo Muani viene preferito a Woltemade, mentre Conceicao comincia dalla panchina. Spazio a Nico Gonzalez, Douglas Luiz e Sarr, con Kalulu, Bremer, Lucumì e Celik davanti a Vicario.
Gattuso risponde affidandosi a Noslin come riferimento offensivo, con Belahyane in regia e Frattesi e Taylor a completare il centrocampo. In difesa Sutalo affianca Provstgaard.
La Lazio prova immediatamente a imporre ritmo, anche se la prima conclusione nello specchio è juventina, con Alajbegovic che trova una risposta senza problemi.
La gara resta intensa ma inizialmente povera di vere occasioni. Kolo Muani riesce anche a trovare la rete, annullata però per fuorigioco, mentre dall'altra parte Isaksen spreca di testa da posizione favorevole.
Sugli spalti si registrano anche alcuni momenti di tensione nel primo anello del settore Est, vicino alla curva Sud, con l'intervento degli steward e delle forze dell'ordine.
Al 37' arriva l'episodio che cambia la partita. Zaccagni disegna un cross a rientrare, Provstgaard prende posizione tra Bremer e Lucumì e di testa batte Vicario.
È l'1-0 della Lazio e lo Stadium comincia a rumoreggiare.
Prima dell'intervallo i biancocelesti vanno vicinissimi anche al raddoppio: Nuno Tavares conclude verso la porta e una netta deviazione di Bremer manda il pallone sulla traversa.
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Nella ripresa la Juventus prova a cambiare volto. Fuori Alajbegovic e dentro Woltemade, con il passaggio al 4-4-2 e la coppia offensiva formata dal tedesco e da Kolo Muani.
La mossa sembra produrre subito qualche effetto. Kolo Muani accelera sulla sinistra e serve Woltemade, che da buona posizione manda il pallone di poco a lato.
È però soltanto un'illusione.
La Lazio colpisce ancora sfruttando lo spazio lasciato dalla difesa juventina. Celik concede troppo campo a Isaksen, che rientra sul sinistro e trova il suo colpo migliore: conclusione a giro sul palo lontano e Vicario battuto per la seconda volta.
Sul 2-0 la serata della Juventus diventa ancora più complicata.
Domenichini inserisce Conceicao e Zhegrova nel tentativo di aumentare la pericolosità sulle fasce. Gattuso risponde mandando in campo Dele-Bashiru per l'acciaccato Taylor e Pinamonti al posto di Noslin.
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La reazione juventina rimane troppo debole. Kolo Muani manda alto un colpo di testa, Conceicao impegna Mandas con un sinistro controllato senza difficoltà dal portiere laziale e Zhegrova tenta la conclusione dalla distanza senza trovare la porta.
La Lazio, invece, continua a essere concreta e trova anche il terzo gol con Dele-Bashiru, chiudendo definitivamente la partita.
Sul 3-0 una parte del pubblico comincia ad abbandonare lo Stadium. Chi rimane accompagna con fischi pesanti gli ultimi minuti e contesta i giocatori anche quando la squadra si presenta sotto la curva al termine della gara.
La festa è tutta dall'altra parte, nel settore occupato dai sostenitori biancocelesti.
Per Gattuso arriva un'altra conferma di un inizio di stagione straordinario: sei vittorie in sette giornate, 19 punti e una Lazio capace di imporsi con autorità anche sul campo della Juventus.
Per i bianconeri, invece, il 3-0 apre una fase ancora più delicata. La classifica comincia ad allungarsi, i risultati non arrivano e lo Stadium ha espresso chiaramente il proprio malcontento. Tra Lazio e Juventus, dopo appena sette giornate, ci sono già otto punti di distanza.
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