Leonardo Maria Del Vecchio vuole comprare Il Fatto Quotidiano, ma Travaglio e i soci fondatori dicono no: offerta da oltre 7 milioni

di

Mario Tosetti

Leonardo Maria Del Vecchio punta al Fatto Quotidiano con una possibile Opa da 7,15 milioni. Travaglio e i soci fondatori rifiutano di vendere le quote

Leonardo Maria Del Vecchio vuole comprare Il Fatto Quotidiano, ma Travaglio e i soci fondatori dicono no: offerta da oltre 7 milioni

Un'offerta da oltre sette milioni di euro per acquisire la società che pubblica Il Fatto Quotidiano e ritirarla dalla Borsa. È l'ultima iniziativa di Leonardo Maria Del Vecchio, che attraverso Lmdv Media, società di investimento nel settore editoriale riconducibile al family office Lmdv Capital, ha avviato le verifiche preliminari per una possibile acquisizione di Società Editoriale Il Fatto (Seif).

La decisione è stata comunicata domenica 25 ottobre, quando il consiglio di amministrazione di Lmdv Media ha autorizzato una due diligence, vale a dire un'analisi approfondita delle informazioni economiche e finanziarie della società, finalizzata alla presentazione di un'offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria.

L'operazione, tuttavia, incontra subito un ostacolo decisivo. I soci fondatori del quotidiano diretto da Marco Travaglio, che rappresentano complessivamente la maggioranza del capitale sociale, hanno comunicato ufficialmente di non essere interessati a cedere le proprie partecipazioni.

L'offerta di Del Vecchio: 0,286 euro per azione e un premio del 30%

Il progetto di Lmdv Media prevede, in caso di esito positivo delle verifiche, un'offerta di 0,286 euro per ciascuna azione Seif, per un controvalore complessivo di 7.152.860 euro.

La cifra incorpora un premio di circa il 30% rispetto alla quotazione ufficiale registrata il 23 ottobre e del 16,85% rispetto alla media dei prezzi degli ultimi sei mesi.

L'obiettivo non sarebbe soltanto quello di entrare nel capitale della società editrice, ma di acquisirne il controllo e procedere al cosiddetto delisting, ossia al ritiro delle azioni dal mercato azionario.

Lmdv Media ha inoltre indicato la possibilità di destinare fino a quattro milioni di euro aggiuntivi al rafforzamento finanziario della società nei successivi ventiquattro mesi, sulla base delle necessità che dovessero emergere dalle verifiche.

Nel progetto illustrato dall'investitore sarebbe prevista anche la conferma di Marco Travaglio alla direzione del quotidiano, con l'intenzione dichiarata di preservarne l'attuale linea editoriale.

Travaglio, Padellaro e gli altri fondatori respingono l'operazione

La risposta dei soci storici non si è fatta attendere. Antonio Padellaro, Cinzia Monteverdi, Francesco Aliberti, Peter Gomez, Marco Travaglio, Marco Lillo e Luca d'Aprile hanno trasmesso una comunicazione ufficiale alla società editrice, escludendo la disponibilità a vendere le rispettive quote.

Un rifiuto che assume particolare rilevanza alla luce delle condizioni previste per l'operazione.

L'eventuale offerta, infatti, sarebbe subordinata al raggiungimento di almeno l'82,9% del capitale con diritto di voto. Una soglia necessaria per superare il limite statutario che impedisce a un singolo azionista di detenere più del 17% della società.

La posizione dei fondatori, titolari della maggioranza del capitale, rende quindi irraggiungibile la soglia prevista, almeno nelle condizioni attuali.

Il consiglio di amministrazione di Seif si riunirà nei prossimi giorni per esaminare formalmente la comunicazione ricevuta e valutare gli sviluppi dell'iniziativa.

Dal Giornale al Quotidiano Nazionale: il progetto editoriale di Del Vecchio

Il tentativo di acquisire Il Fatto Quotidiano si inserisce in una strategia di espansione che negli ultimi mesi ha portato Leonardo Maria Del Vecchio ad assumere un ruolo sempre più rilevante nell'editoria italiana.

Attraverso le proprie società, l'imprenditore ha acquisito una partecipazione del 30% nel Giornale, quotidiano storicamente vicino al centrodestra, e successivamente l'80% di Editoriale Nazionale, gruppo che controlla testate come Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino e QN Quotidiano Nazionale.

In precedenza, Del Vecchio aveva inoltre manifestato interesse per il gruppo Gedi, editore di Repubblica, La Stampa e diverse emittenti radiofoniche, senza arrivare alla conclusione dell'operazione.

L'interesse per Il Fatto Quotidiano rappresenta dunque un ulteriore passaggio nella costruzione di un portafoglio editoriale che comprende testate con storie, orientamenti e pubblici molto differenti.

Una strategia che solleva anche interrogativi sul futuro degli equilibri proprietari dell'informazione italiana, in un mercato nel quale le difficoltà economiche delle imprese editoriali favoriscono processi di concentrazione e acquisizione.

La proposta dopo lo scontro tra Del Vecchio e Il Fatto Quotidiano

A rendere particolarmente singolare l'iniziativa è anche la tempistica. La proposta arriva a pochi giorni da una serie di articoli pubblicati dal quotidiano diretto da Travaglio su vicende riguardanti lo stesso Del Vecchio.

Il giornale aveva riportato alcuni contenuti riconducibili all'inchiesta Equalize e successivamente ripreso un'indagine giornalistica del New York Times relativa a presunte iniziative contro l'ex compagna dell'imprenditore, Jessica Serfaty.

Del Vecchio aveva reagito pubblicamente ad alcune delle ricostruzioni, contestandone il contenuto.

Non ci sono elementi sufficienti per stabilire un collegamento causale tra queste vicende e la decisione di valutare l'acquisizione della società editrice. La vicinanza temporale ha tuttavia attirato l'attenzione sul tentativo di comprare un quotidiano che, proprio nei giorni precedenti, aveva pubblicato notizie riguardanti il potenziale acquirente.

Il futuro del Fatto Quotidiano: operazione già in salita

La vicenda si presenta quindi come un'operazione finanziaria ancora nella fase preliminare, ma già fortemente condizionata dal rifiuto degli azionisti di maggioranza.

Lmdv Media ha annunciato l'intenzione di valutare un'offerta, non un'acquisizione già conclusa. La due diligence costituisce il primo passaggio e non comporta automaticamente la presentazione dell'Opa.

Il diniego dei fondatori rende particolarmente difficile procedere alle condizioni indicate, anche perché il raggiungimento dell'82,9% del capitale rappresenta un requisito essenziale per il progetto.

Resta sullo sfondo una questione più ampia: il rapporto tra sostenibilità economica, indipendenza editoriale e assetti proprietari dei giornali. Del Vecchio continua a investire nel settore dell'informazione, mentre i fondatori del Fatto rivendicano, attraverso la decisione di non vendere, la volontà di mantenere l'attuale controllo della società.

Per il momento, dunque, Il Fatto Quotidiano non cambia proprietà. E il progetto di Leonardo Maria Del Vecchio, almeno nella forma annunciata, incontra un ostacolo difficilmente superabile senza un ripensamento degli azionisti storici.

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