Carburanti, Eni proroga i prezzi calmierati fino al 31 dicembre: confermato il tetto su benzina e diesel

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Mario Tosetti

Eni conferma il tetto ai prezzi di benzina e diesel fino al 31 dicembre 2026. Ecco i prezzi massimi, le possibili variazioni e le altre compagnie coinvolte

Carburanti, Eni proroga i prezzi calmierati fino al 31 dicembre: confermato il tetto su benzina e diesel

Una proroga fino al 31 dicembre per alleggerire il peso del caro carburanti sui bilanci delle famiglie e delle imprese. Eni ha deciso di mantenere il meccanismo dei prezzi calmierati introdotto a fine settembre presso la rete di distribuzione Enilive, inizialmente previsto per trenta giorni. A confermarlo è stato l'amministratore delegato Claudio Descalzi, precisando che la misura proseguirà per tutto il 2026, pur con possibili adeguamenti dei valori massimi.

Attualmente il limite è fissato a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,25 euro per il diesel. Due soglie che, tuttavia, non resteranno necessariamente invariate nei prossimi mesi. Il gruppo continuerà infatti a valutare l'evoluzione delle quotazioni internazionali, la disponibilità delle forniture e le condizioni della propria rete logistica, così da adeguare il tetto alle effettive dinamiche del mercato.

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L'iniziativa era partita il 28 settembre, in una fase particolarmente delicata per il mercato petrolifero, con un tetto iniziale di 1,99 euro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio. Quest'ultimo è stato successivamente portato a 2,25 euro, anche in seguito alla progressiva eliminazione degli sconti sulle accise disposti dal governo.

La decisione di prolungare il meccanismo arriva mentre le tensioni geopolitiche continuano a condizionare le quotazioni dei prodotti raffinati. Alla volatilità del petrolio si aggiungono le difficoltà strutturali del settore europeo della raffinazione, che negli ultimi quindici anni ha registrato una significativa riduzione degli impianti operativi.

Per Eni, mantenere i prezzi al di sotto dei livelli che potrebbero derivare dalle condizioni di mercato comporta un impegno economico rilevante. Secondo le stime del gruppo, le politiche commerciali di contenimento avviate a marzo, insieme all'introduzione del tetto massimo, potrebbero raggiungere un costo complessivo di circa 700 milioni di euro entro la fine dell'anno.

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La scelta di Eni potrebbe essere seguita da altri operatori del settore. Tra questi Q8, per la quale è emersa una disponibilità a proseguire con le misure di contenimento dei prezzi anche nei prossimi mesi, nell'ambito dei colloqui tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e l'emiro del Kuwait.

Nel frattempo, anche altre compagnie, tra cui IP e Tamoil, hanno adottato iniziative per limitare gli aumenti alla pompa, contribuendo a estendere la diffusione dei prezzi calmierati sul territorio nazionale.

Resta tuttavia aperta la questione della sostenibilità di queste misure nel lungo periodo. L'Unione nazionale consumatori, pur accogliendo positivamente la proroga, ha richiamato il governo alla necessità di intervenire sul fronte delle accise, affinché l'impegno delle compagnie petrolifere non sostituisca gli strumenti pubblici di contrasto al caro carburanti.

La conferma del tetto fino a dicembre rappresenta dunque una garanzia sulla prosecuzione del meccanismo di contenimento, ma non equivale a un blocco definitivo dei listini. I prezzi massimi attualmente in vigore resteranno validi fino a eventuali nuove comunicazioni, mentre i prossimi aggiornamenti dipenderanno dall'evoluzione del mercato internazionale.

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