L’ultimo saluto a Emma Bonino, applausi in Campidoglio per la storica leader radicale

di

Carlo Longo

Presenti Mattarella, Meloni e La Russa. Prodi: “La difesa dei deboli è stata la sua stella polare”. Letta: “Emma appartiene ai giovani”

L’ultimo saluto a Emma Bonino, applausi in Campidoglio per la storica leader radicale

Un lungo applauso ha accompagnato il feretro di Emma Bonino all’uscita dal Campidoglio, al termine dei funerali di Stato celebrati in forma laica nella Sala della Protomoteca. È stato l’ultimo saluto pubblico alla storica leader radicale, morta l’11 settembre all’età di 78 anni dopo una lunga malattia.

Alla cerimonia hanno partecipato le più alte cariche dello Stato, tra cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente del Senato Ignazio La Russa, insieme a numerosi esponenti politici di maggioranza e opposizione.

Al termine delle esequie, Mattarella e Meloni hanno accompagnato il feretro fino all’esterno del palazzo, insieme ai familiari. In piazza, tra applausi e commozione, si è concluso il saluto istituzionale e civile a una delle figure più riconoscibili della storia radicale italiana.

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Tra gli interventi più significativi quello di Romano Prodi, che ha ricordato Bonino come una figura segnata da una tenacia costante nella difesa dei diritti.

“La battaglia per i deboli e gli indifesi è stata la sua stella polare”, ha detto l’ex presidente del Consiglio, ricordando anche l’impegno condiviso su temi come la pena di morte, le mine antiuomo e la tutela dei diritti civili.

Prodi ha sottolineato anche il forte europeismo di Bonino, descritto come concreto, razionale e lontano da ogni retorica. Per l’ex premier, il legame tra il destino italiano e quello europeo è stato uno dei punti fermi della sua azione politica.

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A chiudere la cerimonia è stato Enrico Letta, che nel suo governo aveva affidato a Bonino il ministero degli Esteri. “Emma appartiene ai giovani, ai giovani di oggi”, ha detto, ricordando il rapporto particolare che la leader radicale aveva con gli studenti e con le nuove generazioni.

Letta ha descritto Bonino come una donna capace di stare dentro le istituzioni senza lasciarsi immobilizzare da esse, utilizzandole invece come strumento di cambiamento. “Non voleva essere un’anima bella, voleva essere un’anima che provocava il cambiamento”, ha osservato.

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Il segretario di +Europa, Riccardo Magi, ha ricordato il tratto più radicale della sua azione politica: la disobbedienza civile. Secondo Magi, Bonino non ha mai contestato le istituzioni per delegittimarle, ma per trasformarle e ampliarne gli spazi di libertà.

Nel suo intervento ha richiamato il metodo nonviolento e l’idea di democrazia come terreno di battaglia permanente per la conquista di nuovi diritti.

A ricordare Bonino sono stati anche Benedetto Della Vedova, Filomena Gallo dell’Associazione Luca Coscioni e Carla Taibi, per anni sua collaboratrice e assistente.

Taibi ha ripercorso alcune delle battaglie che hanno segnato l’impegno di Bonino: dai diritti delle donne alla lotta contro l’aborto clandestino, dalla violenza di genere alla Corte penale internazionale, fino alla battaglia contro la pena di morte, le mutilazioni genitali femminili, i matrimoni forzati e per i diritti dei migranti.

Link to Una cerimonia laica e istituzionaleUna cerimonia laica e istituzionale

Il Campidoglio è stato sottoposto a un imponente dispositivo di sicurezza, con accessi controllati, bonifiche e misure anti-drone. La cerimonia, trasmessa anche in diretta Rai, ha raccolto nella Sala della Protomoteca rappresentanti delle istituzioni e delle principali forze politiche.

Tra i presenti anche Elly Schlein, Giuseppe Conte, Matteo Renzi, Carlo Calenda, Paolo Gentiloni, Massimo D’Alema, Mario Monti, Roberto Giachetti, Maria Elena Boschi, Angelo Bonelli e diversi ministri del governo.

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