Madrid, sfrattata a 87 anni dopo 71 anni nella stessa casa: proteste e tensioni con la polizia

di

Ennio Bassi

Maricarmen viveva da oltre sette decenni nell’appartamento di calle Alcalde Sainz de Baranda. Il nuovo canone richiesto sarebbe passato da circa 500 a 2.650 euro al mese. Centinaia di persone hanno tentato di impedire lo sgombero, eseguito al quarto tentativo con un ampio dispiegamento di agenti

Madrid, sfrattata a 87 anni dopo 71 anni nella stessa casa: proteste e tensioni con la polizia

A 87 anni, dopo aver trascorso 71 anni nella stessa abitazione, Maricarmen è stata sfrattata dall’appartamento in cui viveva nel quartiere madrileno di Retiro, non lontano dall’omonimo parco e dall’ospedale Gregorio Marañón. Lo sgombero è stato eseguito mercoledì 23 settembre, nonostante una lunga mobilitazione di residenti e attivisti.

La donna, che ha una disabilità, è stata portata fuori dall’edificio in barella e successivamente trasferita in ambulanza. All’esterno, centinaia di persone riunite per opporsi allo sfratto hanno scandito slogan di solidarietà.

Al centro della vicenda c’è il forte aumento del canone richiesto dalla società proprietaria dell’immobile. Maricarmen pagava circa 500 euro al mese grazie a un contratto di vecchia data, mentre il nuovo affitto sarebbe dovuto salire a 2.650 euro mensili, una cifra che la donna non era in grado di sostenere.

Secondo quanto riferito dalla sua legale, Beatriz Duro, la proprietà, Urbagestión Desarrollo e Inversión, non avrebbe accettato né una rinegoziazione del contratto né un rinvio dello sgombero, respingendo anche la possibilità di concedere alcune settimane in più per permettere alla donna di lasciare l'abitazione in condizioni meno traumatiche.

Sempre secondo la difesa, non sarebbe stata individuata dalla proprietà alcuna soluzione abitativa alternativa. Anche l'offerta di una persona che si sarebbe detta disponibile a sostenere economicamente il pagamento dell'affitto di Maricarmen non avrebbe modificato la posizione della società.

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Lo sfratto, già rinviato in precedenza, è stato portato a termine al quarto tentativo. Dal pomeriggio del giorno precedente, decine e poi centinaia di persone si erano radunate davanti al civico 46 di calle Alcalde Sainz de Baranda, rispondendo all'appello del Sindacato degli Inquilini.

Il presidio è proseguito per tutta la notte. Alla protesta hanno partecipato residenti, attivisti e alcune personalità del mondo politico e culturale.

Nella mattinata di mercoledì la situazione si è fatta più tesa con l'arrivo delle unità antisommossa. Gli agenti hanno creato un perimetro di sicurezza attorno all'edificio e progressivamente allontanato i manifestanti che cercavano di ostacolare l'accesso alla commissione giudiziaria.

Alcuni partecipanti alla protesta hanno denunciato un uso sproporzionato della forza durante le operazioni di polizia. Secondo quanto comunicato dalle autorità, l'intervento degli agenti è avvenuto in esecuzione di un ordine giudiziario.

Dopo diverse ore di tensione, lo sgombero è stato completato poco prima delle 13.

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Il caso di Maricarmen ha avuto grande risonanza in Spagna, inserendosi nel più ampio dibattito sul costo degli affitti e sull'accessibilità degli alloggi, soprattutto nelle grandi città.

Madrid è da anni una delle aree maggiormente interessate dall'aumento dei prezzi immobiliari. La crescita dei canoni ha progressivamente spinto molti residenti a cercare abitazioni lontano dalle zone centrali, mentre anche in numerosi quartieri periferici il costo della casa è diventato sempre più difficile da sostenere per una parte della popolazione.

La questione degli sfratti ha segnato profondamente la Spagna soprattutto negli anni successivi alla crisi finanziaria. Nel 2012 Madrid, Comunità Valenciana e Andalusia furono tra i territori con il maggior numero di procedure.

Nel 2013 gli sfratti eseguiti a livello nazionale superarono quota 67 mila, con una parte consistente dei procedimenti collegata al mancato pagamento dell'affitto e alle esecuzioni ipotecarie.

Dopo anni di andamento discontinuo, il fenomeno ha registrato una nuova crescita nel 2024: secondo i dati citati nell'articolo di partenza, le esecuzioni furono 27.564, il 3,4% in più rispetto all'anno precedente, e quasi tre quarti risultavano collegate alla morosità nel pagamento del canone.

Lo sgombero di Maricarmen ha così riacceso una discussione già molto accesa in Spagna: quella sul rapporto tra tutela della proprietà, diritto alla casa, aumento dei prezzi e protezione delle persone più vulnerabili.

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