Manovra, lunedì vertice decisivo con Meloni: maggioranza divisa su banche, tasse e pensioni

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Corinna Pindaro

Lunedì 19 ottobre vertice di maggioranza sulla manovra 2027. Meloni riunisce Giorgetti, Salvini, Tajani e Lupi: confronto su banche, Irpef e pensioni

Manovra, lunedì vertice decisivo con Meloni: maggioranza divisa su banche, tasse e pensioni

La cornice economica è stata definita, ma il contenuto della prossima legge di Bilancio resta ancora da costruire. Per questo lunedì 19 ottobre Giorgia Meloni dovrebbe riunire i principali esponenti della maggioranza in un vertice dedicato alla manovra 2027, con l'obiettivo di individuare le misure prioritarie e superare le divergenze che stanno rallentando il confronto tra gli alleati.

All'incontro, secondo quanto emerge da fonti del centrodestra, parteciperanno il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi.

La riunione arriva dopo giorni di trattative su tasse, pensioni, sostegno alle famiglie e contributo delle banche. Questioni sulle quali i partiti della coalizione continuano a esprimere priorità differenti, mentre il Ministero dell'Economia richiama tutti alla necessità di rispettare i vincoli di bilancio.

Il Documento programmatico di bilancio ha delineato una manovra da circa 23,5 miliardi di euro. Una cifra che rappresenta il perimetro entro cui costruire gli interventi, ma che non consente di finanziare contemporaneamente tutte le richieste avanzate dai partiti.

Meloni convoca gli alleati: la manovra entra nella fase delle scelte

Il vertice di lunedì rappresenterà il primo vero tentativo di definire una sintesi politica sulle misure da inserire nella legge di Bilancio.

Finora il confronto si è concentrato soprattutto sugli obiettivi generali e sulle risorse disponibili. Adesso il governo dovrà stabilire quali interventi finanziare, con quali coperture e quali richieste rinviare.

Il ministro Giorgetti ha già chiarito che i margini sono limitati e che sarà necessario scegliere tra misure rivolte a categorie specifiche e interventi fiscali più estesi.

È proprio questa alternativa a rendere complessa la trattativa. Un taglio delle imposte destinato a una platea ampia comporta un costo maggiore, mentre interventi selettivi consentirebbero di concentrare le risorse, ma lascerebbero escluse alcune categorie di contribuenti.

La riunione non coinciderà con l'approvazione definitiva della manovra. Il Consiglio dei ministri previsto per venerdì 23 ottobre non dovrebbe ancora essere quello del varo, che potrebbe slittare all'ultima settimana del mese.

Il nodo delle banche divide Lega e Forza Italia

Uno dei punti più delicati riguarda il contributo richiesto agli istituti di credito.

Matteo Salvini insiste sulla necessità di destinare una parte degli utili bancari al finanziamento degli interventi economici e sociali.

Il leader della Lega ha richiamato i risultati ottenuti dal settore negli ultimi anni, sostenendo che un contributo di almeno cinque miliardi di euro sarebbe sostenibile alla luce dei profitti registrati.

La posizione del Carroccio si scontra con le cautele espresse da Forza Italia.

Antonio Tajani non esclude un intervento a carico delle banche, ma chiede che venga definito attraverso il confronto con il settore e senza misure considerate punitive.

Il contrasto riguarda quindi non soltanto l'entità del contributo, ma anche la sua natura e le modalità con cui dovrebbe essere introdotto.

Giorgetti ha confermato l'intenzione di prevedere un apporto degli istituti di credito, precisando però che dovrà essere sostenibile.

La questione è destinata a occupare una parte importante della riunione di lunedì, anche perché dalle eventuali entrate aggiuntive potrebbero dipendere alcune delle misure richieste dagli alleati.

Taglio dell'Irpef, resta aperta la partita sul ceto medio

Un altro tema centrale è la riduzione dell'Irpef.

Forza Italia insiste su un alleggerimento della pressione fiscale per i redditi medi, con particolare attenzione ai contribuenti fino a 60mila euro.

L'ipotesi di un nuovo taglio delle aliquote incontra però il problema delle coperture.

Il ministro dell'Economia ha posto la questione in termini di sostenibilità: bisognerà decidere se destinare le risorse a un intervento generalizzato oppure concentrare i benefici su fasce di reddito più ristrette.

La scelta avrà conseguenze sia sul costo complessivo della misura sia sul numero dei contribuenti coinvolti.

La riduzione delle tasse rimane una priorità politica della maggioranza, ma il vertice dovrà chiarire quanto spazio effettivo potrà trovare nella legge di Bilancio.

Pensioni, la Lega torna a chiedere maggiore flessibilità

Sul fronte previdenziale, Matteo Salvini continua a sostenere la possibilità di ampliare le forme di uscita anticipata dal lavoro.

Tra le richieste della Lega figura l'accesso alla pensione a 64 anni, una misura che dovrà essere valutata alla luce dei costi e delle condizioni necessarie per applicarla.

Il tema è particolarmente delicato perché qualsiasi modifica strutturale al sistema pensionistico può produrre effetti sulla spesa pubblica anche negli anni successivi.

La posizione del Ministero dell'Economia resta improntata alla prudenza.

Il confronto dovrà quindi stabilire se introdurre nuove forme di flessibilità, limitare gli interventi a determinate categorie oppure rinviare le modifiche più onerose.

Anche su questo punto il vertice sarà chiamato a conciliare le richieste politiche con la necessità di mantenere sotto controllo i conti pubblici.

Famiglie, giovani e sanità: le priorità dei partiti

Accanto ai principali capitoli fiscali e previdenziali, ogni forza di maggioranza porterà al tavolo le proprie proposte.

Fratelli d'Italia punta a rafforzare il sostegno alle famiglie e agli anziani, oltre a rendere strutturale la detassazione di alcuni benefici aziendali.

Forza Italia insiste sugli interventi per il ceto medio, sulla sanità, sulle opportunità per i giovani e su alcune questioni fiscali, tra cui il bollo auto.

La Lega chiede misure sulle pensioni e un ampliamento della flat tax, con particolare attenzione alla soglia dei 100mila euro.

Noi Moderati considera prioritari gli interventi destinati ai giovani e ai nuclei familiari.

Si tratta di richieste che dovranno essere selezionate e quantificate. Non tutte potranno trovare spazio nel testo definitivo, soprattutto se il governo deciderà di concentrare una parte consistente delle risorse sul taglio delle imposte o sul sostegno ai redditi.

La prudenza di Giorgetti e il problema delle coperture

A complicare la trattativa è il contesto economico internazionale.

L'incertezza legata ai conflitti, ai prezzi dell'energia e alle prospettive della crescita impone al governo di mantenere margini di sicurezza nella gestione dei conti.

Giorgetti, intervenuto durante gli incontri internazionali a Bangkok, ha ribadito la necessità di proteggere la crescita senza compromettere la sostenibilità del debito pubblico.

La manovra dovrà quindi rispettare un equilibrio difficile: sostenere famiglie e imprese, finanziare gli interventi ritenuti prioritari e contenere gli effetti sul deficit.

La questione delle coperture resta decisiva anche per evitare che misure annunciate politicamente debbano essere ridimensionate durante la stesura del testo.

Il vertice di lunedì servirà proprio a verificare quali proposte siano compatibili con le risorse individuate.

La Cgil annuncia lo sciopero generale del 20 novembre

Mentre il governo cerca un accordo interno, cresce la mobilitazione sindacale.

Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ha annunciato uno sciopero generale per il 20 novembre, contestando l'impostazione della manovra ancora prima della definizione del testo definitivo.

Secondo il sindacato, le misure finora prospettate non rispondono adeguatamente alle difficoltà dei lavoratori e dei pensionati.

Al centro delle critiche ci sono il potere d'acquisto dei salari, il finanziamento dei servizi pubblici e la necessità di una distribuzione più equa del carico fiscale.

L'annuncio anticipa un confronto sociale che potrebbe intensificarsi nelle prossime settimane, quando saranno disponibili i contenuti dettagliati della legge di Bilancio.

Il governo dovrà dunque gestire contemporaneamente le richieste degli alleati e quelle delle organizzazioni sindacali.

Anche i Comuni chiedono risorse

Un altro fronte aperto riguarda gli enti locali.

I Comuni denunciano una crescente pressione sui bilanci, legata all'aumento dei costi dei servizi e alla necessità di garantire le prestazioni essenziali.

Tra le richieste avanzate figura uno stanziamento di circa un miliardo di euro per sostenere le amministrazioni locali.

La questione si aggiunge alle altre domande di finanziamento rivolte al governo e rende ancora più complessa la distribuzione delle risorse.

Il rischio, per gli enti locali, è dover affrontare ulteriori difficoltà nella gestione dei servizi senza un adeguato sostegno statale.

Anche questo capitolo dovrà essere valutato nella fase di definizione della manovra.

La partita politica prima del Consiglio dei ministri

Il vertice del 19 ottobre sarà un passaggio importante, ma non necessariamente conclusivo.

La presidente del Consiglio dovrà cercare un accordo tra partiti che condividono la responsabilità di governo, ma che continuano a distinguersi sulle priorità economiche.

Per Meloni, il problema sarà individuare una linea capace di tenere insieme la riduzione delle tasse, il sostegno alle famiglie e la prudenza sui conti pubblici.

Per Giorgetti, invece, la sfida sarà trasformare le richieste politiche in misure finanziariamente sostenibili.

La discussione sul contributo delle banche, in particolare, potrebbe diventare determinante per la definizione delle coperture e per gli equilibri interni alla coalizione.

Al momento non esiste ancora un accordo definitivo sui principali interventi.

La riunione di lunedì servirà a capire quali proposte potranno entrare nella legge di Bilancio e quali dovranno essere ridimensionate.

Con l'approvazione del testo attesa non prima dell'ultima settimana di ottobre, il governo dispone ancora di alcuni giorni per chiudere la trattativa.

Ma il tempo delle dichiarazioni di principio sta lasciando spazio a quello delle decisioni: la manovra da 23,5 miliardi dovrà presto diventare un insieme preciso di norme, risorse e beneficiari.

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