Trump licenzia la sua nuova portavoce Katie Zacharia dopo appena cinque giorni

di

Velia Iacovino

Prima conferenza stampa disastrosa, polemiche sulle qualifiche da avvocata e critiche interne: la nomina lampo voluta dal presidente si trasforma in un caso. Ora Trump è di nuovo senza portavoce a poche settimane dalle elezioni di metà mandato.

Trump licenzia la sua nuova portavoce Katie Zacharia dopo appena cinque giorni

È durata appena cinque giorni l'esperienza di Katie Zacharia come portavoce della Casa Bianca. Il presidente americano Donald Trump ha deciso di rimuoverla dall'incarico dopo una serie di difficoltà pubbliche, polemiche sulle sue qualifiche professionali e una prima conferenza stampa giudicata deludente da diversi membri dell'amministrazione.

Secondo quanto ricostruito dalla Cnn, la nomina era nata dall'apprezzamento personale di Trump per Zacharia, presenza frequente nei programmi televisivi e convinta sostenitrice delle sue politiche. La scelta sarebbe stata presa senza un'adeguata verifica delle competenze e dell'esperienza necessarie per ricoprire uno degli incarichi più esposti dell'amministrazione.  La decisione di affidarle il ruolo sarebbe maturata rapidamente, in un momento in cui Trump lamentava la mancanza di voci capaci di difendere pubblicamente il suo operato, soprattutto in vista delle elezioni di metà mandato.

Dopo un colloquio telefonico con il presidente, Zacharia era arrivata a Washington e aveva ricevuto direttamente da lui l'offerta dell'incarico. La sua prima conferenza stampa, martedì 13 ottobre, si è però rivelata problematica: il discorso iniziale è apparso incerto e, durante le domande dei giornalisti, la nuova portavoce ha mostrato difficoltà nel rispondere su questioni delicate, tra cui la condivisione delle informazioni d'intelligence statunitensi con l'Ucraina.

La prestazione ha suscitato perplessità anche all'interno della Casa Bianca. Alcuni consiglieri avrebbero contestato la sua preparazione e la capacità di gestire il confronto con la stampa. «Qualcuno l'ha verificata?», si sarebbero chiesti alcuni esponenti dell'amministrazione, secondo le fonti citate dalla Cnn.

A complicare ulteriormente la situazione sono state le controversie sulle credenziali professionali di Zacharia. Presentatasi pubblicamente come avvocata, non risultava aver superato l'esame di abilitazione alla professione forense. La questione è stata rilanciata dal Wall Street Journal e ha alimentato le critiche nei suoi confronti.

Zacharia ha successivamente confermato di non aver superato l'esame, sostenendo di aver ricevuto indicazioni secondo cui avrebbe potuto comunque definirsi «lawyer», pur non essendo un'«attorney». Le sue spiegazioni, tuttavia, non sono riuscite a fermare le polemiche.Anche alcune apparizioni televisive si sono trasformate in momenti difficili. Durante un'intervista con Sean Hannity su Fox News, il conduttore le ha rivolto domande insistenti proprio sulle sue qualifiche professionali, aumentando la pressione sulla portavoce.Inizialmente, Trump non avrebbe giudicato particolarmente negativa la prima conferenza stampa di Zacharia. Successivamente, però, la copertura mediatica e le critiche interne avrebbero contribuito a modificare il suo atteggiamento.

Un altro episodio avrebbe evidenziato la scarsa familiarità della portavoce con le abitudini del presidente: durante una visita in Alaska, Zacharia avrebbe insistito per organizzare un'intervista televisiva dopo un comizio, nonostante le preferenze di Trump fossero note ai collaboratori. Il presidente si sarebbe irritato per la proposta.Dopo aver consultato alcuni dei suoi consiglieri, Trump ha comunicato a Zacharia la decisione di lasciarla fuori dall'incarico. «Sinceramente, al tuo posto ci ripenserei», le avrebbe detto, secondo il racconto fornito dallo stesso presidente.

Il direttore della comunicazione della Casa Bianca, Steven Cheung, ha respinto le ricostruzioni più critiche, definendole speculative e sostenendo che Zacharia continuerà a collaborare con l'amministrazione in un altro ruolo. Anche la diretta interessata ha dichiarato sui social che lavorare per Trump è stato un onore.La vicenda lascia nuovamente vacante il ruolo di portavoce presidenziale in una fase politicamente delicata, a poche settimane dalle elezioni di metà mandato. La ricerca di un sostituto dovrà ripartire da zero, mentre Trump deve affrontare le difficoltà del Partito repubblicano e le critiche sulla gestione della comunicazione.

 

 

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