A Milano il confronto interno al centrodestra è ormai entrato nel vivo in vista delle elezioni comunali del 2027. La coalizione non ha ancora individuato un candidato ufficiale per la successione a Giuseppe Sala e il dibattito continua a ruotare attorno a diversi profili.
Il nome di Maurizio Lupi resta sul tavolo, soprattutto nell'area vicina a Fratelli d'Italia e al presidente del Senato Ignazio La Russa. Ma la candidatura dell'ex ministro non sarebbe ancora stata formalmente investita dall'intera coalizione. Secondo le ricostruzioni più recenti, una decisione definitiva potrebbe arrivare tra la fine di settembre e ottobre, quando il dossier dovrebbe approdare al tavolo dei leader nazionali.
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Nel frattempo la Lega ha già fatto un passo avanti. Dopo le primarie organizzate dal partito a Milano, Matteo Salvini ha indicato Silvia Sardone come il nome che gli piacerebbe proporre per la corsa a Palazzo Marino.
L'europarlamentare ha dato la propria disponibilità, spiegando di essere pronta a correre qualora venissero organizzate primarie di coalizione. La Lega, però, ha precisato di non voler imporre il proprio candidato agli alleati.
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La posizione di Forza Italia appare invece orientata verso un profilo proveniente dalla società civile. Gli azzurri continuano infatti a sostenere l'idea di un candidato civico, ritenendo che possa rappresentare una soluzione più competitiva per contendere Milano al centrosinistra.
Tra i nomi circolati nelle ultime settimane c'è quello dell'imprenditore Antonio Civita, che ha manifestato pubblicamente la propria disponibilità, mentre il dibattito resta aperto su altri possibili profili del mondo imprenditoriale e professionale.
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Nel quadro delle ipotesi avanzate dal centrodestra è comparso nelle scorse settimane anche un nome sorprendente: Antonio Di Pietro.
A proporre l'ex magistrato di Mani Pulite era stata Daniela Santanchè, che lo aveva indicato come possibile candidato. Di Pietro, interpellato sull'ipotesi, non aveva però dato seguito alla proposta.
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A rendere ancora più complessa la ricerca di una candidatura unitaria c'è poi Roberto Vannacci. Futuro Nazionale ha annunciato l'intenzione di presentare un proprio candidato sindaco, aprendo di fatto alla possibilità di una corsa autonoma.
Il movimento punta molto sul tema della sicurezza e vuole ritagliarsi uno spazio significativo nella partita milanese. Una candidatura separata potrebbe quindi modificare gli equilibri del centrodestra già al primo turno.
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Uno dei punti di maggiore discussione riguarda proprio il metodo per arrivare alla scelta. Salvini ha aperto alla possibilità di primarie del centrodestra, soprattutto nelle città dove non esiste ancora un candidato condiviso.
Da Fratelli d'Italia, però, sono arrivati segnali di maggiore prudenza. La coalizione deve quindi decidere se affidarsi a una consultazione degli elettori oppure trovare un accordo diretto tra i partiti.
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La scelta del candidato non riguarda soltanto la politica milanese. Dopo oltre un decennio di amministrazioni di centrosinistra e con l'impossibilità per Giuseppe Sala di correre per un terzo mandato, la conquista di Palazzo Marino rappresenta uno degli obiettivi più importanti del centrodestra.
Al momento, però, il quadro resta aperto: Lupi è ancora in campo, la Lega spinge Sardone, Forza Italia preferisce un civico e Vannacci prepara una candidatura autonoma. La partita è appena iniziata e la decisione finale dovrà trovare un equilibrio tra le diverse anime della coalizione.
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