Perito Moreno, arretramento record in Patagonia: il ghiacciaio perde 910 metri in appena 100 giorni

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Redazione

Allarme in Argentina per uno dei ghiacciai più celebri del pianeta, a lungo considerato stabile. I nuovi rilevamenti documentano una rapida ritirata del fronte glaciale

Perito Moreno, arretramento record in Patagonia: il ghiacciaio perde 910 metri in appena 100 giorni

Il ghiacciaio Perito Moreno, una delle meraviglie naturali più conosciute dell'Argentina, sta attraversando una fase di trasformazione che preoccupa la comunità scientifica. Nuovi monitoraggi hanno evidenziato un arretramento di circa 910 metri in appena 100 giorni, un dato particolarmente significativo per una formazione glaciale che, per lungo tempo, era stata considerata un'eccezione rispetto alla progressiva riduzione dei ghiacciai nel mondo.

La perdita è stata registrata tra febbraio e giugno 2026 nella zona in cui il fronte del ghiacciaio raggiungeva storicamente la sponda opposta, creando una spettacolare barriera naturale di ghiaccio.

Le misurazioni indicano un cambiamento importante nella dinamica del Perito Moreno, che in passato aveva mostrato una capacità relativamente elevata di compensare le perdite stagionali attraverso nuovi accumuli di neve e ghiaccio.

Il fenomeno non riguarda soltanto l'aspetto del paesaggio: secondo gli studiosi, potrebbe rappresentare il segnale di una modificazione profonda degli equilibri che hanno garantito per decenni la relativa stabilità del ghiacciaio.

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A rendere ancora più rilevanti i nuovi dati è il confronto con le osservazioni storiche. Nel 1899 il geologo tedesco Rudolf Hauthal aveva documentato un arretramento di circa 750 metri nella stessa area. Le rilevazioni più recenti indicano una distanza di 910 metri, superiore a quel riferimento storico. Il confronto deve essere interpretato tenendo conto delle differenti epoche e metodologie di osservazione, ma evidenzia comunque l'entità del cambiamento registrato.

Il Perito Moreno, infatti, non è un ghiacciaio qualsiasi. Per molti anni è stato considerato uno dei rari grandi ghiacciai capaci di mantenere una condizione di relativo equilibrio, mentre numerose altre masse glaciali subivano riduzioni sempre più marcate. La sua evoluzione attuale solleva quindi interrogativi sulla tenuta di sistemi naturali che, fino a tempi relativamente recenti, apparivano meno vulnerabili.

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I risultati emergono dalle attività di monitoraggio condotte dal Glaciarium, centro specializzato nello studio e nella divulgazione scientifica dei ghiacciai, in collaborazione con esperti del Parco nazionale Los Glaciares. Le osservazioni hanno permesso di documentare le modificazioni del fronte glaciale e di individuare alcuni dei meccanismi che potrebbero contribuire alla sua accelerata ritirata.

Il dato più preoccupante non è soltanto la quantità di ghiaccio perduta, ma il possibile cambiamento delle condizioni fisiche che regolano il comportamento del ghiacciaio. In passato, il Perito Moreno riusciva a mantenere una relativa stabilità grazie al rapporto tra accumulo e perdita di massa glaciale. Durante i mesi più freddi, le precipitazioni nevose contribuivano ad alimentare il sistema, compensando almeno in parte la fusione e i distacchi di ghiaccio. Le nuove osservazioni suggeriscono che questo equilibrio possa essere entrato in una fase di crescente instabilità.

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Tra i fattori individuati dagli studiosi assume particolare importanza la conformazione del fondale sul quale scorre il ghiacciaio. Per lungo tempo, una dorsale rocciosa sommersa ha contribuito a stabilizzare il fronte glaciale, funzionando come una sorta di punto di appoggio naturale. Con l'assottigliamento del ghiaccio e il progressivo arretramento del fronte, questa funzione stabilizzatrice si è indebolita.

La perdita del contatto con il rilievo subglaciale può favorire una maggiore instabilità della massa di ghiaccio, rendendola più esposta all'azione dell'acqua del lago. Si tratta di un meccanismo particolarmente delicato, perché può alimentare un processo di arretramento progressivo. Quando il fronte glaciale perde parte del proprio sostegno, una superficie maggiore entra in contatto con l'acqua, aumentando le possibilità di fusione e di distacco di grandi blocchi.

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Uno dei fenomeni osservati con maggiore attenzione è il cosiddetto calving, termine scientifico che indica il distacco di blocchi di ghiaccio dal fronte di un ghiacciaio che termina in acqua. Il Perito Moreno è celebre proprio per questi eventi, durante i quali enormi porzioni della parete glaciale precipitano nel lago, producendo onde e fragorosi crolli.

Si tratta di un processo naturale, che tuttavia può assumere caratteristiche differenti quando cambia l'equilibrio complessivo della massa glaciale. L'aumento della superficie di contatto tra ghiaccio e acqua può intensificare la fusione subacquea, indebolendo ulteriormente il fronte. Il distacco dei blocchi contribuisce poi all'arretramento, esponendo nuove porzioni di ghiaccio all'azione dell'acqua.

Secondo le valutazioni riportate nello studio, questa successione di fenomeni potrebbe innescare un meccanismo di progressiva destabilizzazione, con il rischio che il ritiro diventi difficile da arrestare. Non significa che la scomparsa del ghiacciaio sia imminente, ma indica la necessità di monitorare con attenzione la sua evoluzione.

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Il Perito Moreno si trova nella Patagonia argentina, all'interno del Parco nazionale Los Glaciares, nella provincia di Santa Cruz. Il parco è stato inserito nel 1981 nella lista del Patrimonio mondiale dell'Unesco, grazie all'eccezionale valore paesaggistico e ambientale delle sue formazioni glaciali. Il Perito Moreno si estende per circa 30 chilometri e occupa una superficie di circa 250 chilometri quadrati.

È uno dei ghiacciai più visitati dell'America meridionale, noto per la grande parete di ghiaccio che si affaccia sul Lago Argentino e per i frequenti distacchi visibili dalle passerelle panoramiche. Una delle sue caratteristiche più spettacolari è la formazione periodica di una diga naturale, prodotta dall'avanzamento del ghiaccio fino alla sponda opposta del canale.

Questa barriera può ostacolare il normale deflusso dell'acqua, provocando differenze di livello tra i bacini. Quando la pressione diventa sufficientemente elevata, l'acqua può aprire un passaggio attraverso il ghiaccio, dando origine a un fenomeno di rottura particolarmente spettacolare.

L'arretramento registrato nella zona storicamente interessata dalla formazione della diga potrebbe modificare anche la frequenza e le modalità di questi eventi.

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