Petroliera americana colpita da un drone in Egitto: cresce la tensione nel Mediterraneo

di

Carlo Longo

Una petroliera di proprietà statunitense è stata colpita da un drone nel porto egiziano di Damietta. Nessuna vittima, ma l'episodio riaccende l'allarme sulla sicurezza delle rotte energetiche nel Mediterraneo

Petroliera americana colpita da un drone in Egitto: cresce la tensione nel Mediterraneo

Nuova escalation sul fronte della sicurezza marittima nel Mediterraneo orientale. Una petroliera di proprietà statunitense è stata colpita da quello che, secondo diverse società specializzate nella sicurezza navale, sarebbe stato un drone mentre si trovava ormeggiata nel porto egiziano di Damietta, importante terminal per il gas naturale liquefatto. L'impatto ha provocato un incendio a bordo dell'unità, successivamente esteso a una seconda nave presente nelle vicinanze.

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Le autorità egiziane hanno confermato che l'incendio è stato rapidamente contenuto grazie all'intervento delle squadre di emergenza presenti nel porto. Non si registrano morti né feriti tra i membri dell'equipaggio o tra gli operatori portuali.

La nave coinvolta è la Energos Winter, una unità galleggiante destinata allo stoccaggio e alla rigassificazione del gas naturale liquefatto, gestita da società statunitensi. Secondo le prime ricostruzioni avrebbe riportato danni sul lato di dritta, mentre le verifiche tecniche sono ancora in corso.

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Sulla dinamica dell'incidente restano però versioni differenti. Il Ministero del Petrolio egiziano ha confermato l'esplosione e il successivo incendio, ma non ha attribuito ufficialmente le cause dell'accaduto a un attacco esterno.

Diversa la valutazione delle società di sicurezza marittima Ambrey e Vanguard, secondo cui gli elementi raccolti finora e le informazioni disponibili indicano con elevata probabilità l'impiego di un drone contro la nave. Le autorità egiziane proseguono gli accertamenti per chiarire l'origine dell'esplosione.

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L'incidente arriva in una fase di forte instabilità nell'area mediorientale, caratterizzata dal moltiplicarsi di attacchi contro infrastrutture energetiche e traffico commerciale.

Negli ultimi mesi il settore marittimo è diventato uno degli obiettivi più sensibili delle tensioni regionali, con compagnie di navigazione e assicurazioni costrette a rivedere rotte e protocolli di sicurezza per limitare i rischi lungo i principali corridoi energetici.

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Pur non essendo ancora stata attribuita ufficialmente la responsabilità dell'attacco, l'episodio conferma come anche i porti del Mediterraneo stiano diventando aree sempre più esposte ai rischi legati ai conflitti regionali.

La vicenda viene seguita con particolare attenzione dai mercati energetici internazionali, che temono nuove ripercussioni sulla sicurezza delle forniture di gas naturale liquefatto. Nelle prossime ore saranno le indagini delle autorità egiziane e degli organismi internazionali competenti a stabilire se si sia trattato effettivamente di un attacco deliberato oppure di un incidente di diversa natura.

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