Una notte di tensione davanti alla Corte costituzionale di Varsavia ha portato allo scoperto lo scontro tra il premier Donald Tusk, centrista ed europeista, e il presidente Karol Nawrocki, esponente della destra nazionalista e vicino al PiS.
Nawrocki ha interrotto la visita ufficiale in Senegal ed è rientrato nella capitale. Poco dopo la mezzanotte ha raggiunto la sede della Corte, dove lo attendevano i suoi sostenitori, ed è rimasto nell’edificio fino alle prime ore del mattino. Ha denunciato una "violazione dell’ordine costituzionale" e l’ "occupazione forzata" di un organo dello Stato, chiedendo il ripristino della legalità e consultazioni urgenti con le forze parlamentari. Gli incontri sono stati fissati per oggi alle 13, al Palazzo presidenziale.
All’origine della crisi c’è la sospensione per un mese del presidente della Corte, Bogdan Święczkowski, e del suo vice, Bartłomiej Sochański, in base a un provvedimento firmato dalla giudice Anna Korwin-Piotrowska, la cui autorità è contestata da Nawrocki. Ai due sospesi è stato impedito l’accesso al tribunale.Il ministro della Giustizia Waldemar Żurek ha chiesto la revoca dell’immunità per Święczkowski e Sochański, accusandoli di aver ostacolato l’ingresso in servizio dei nuovi giudici.
La crisi si inserisce in un conflitto che va avanti da mesi sulla composizione e sull’indipendenza della Corte costituzionale. Il governo di Tusk vuole superare gli effetti delle riforme della magistratura introdotte dai precedenti esecutivi del PiS, il partito nazional-conservatore rimasto al potere dal 2015 al 2023. Quelle riforme avevano provocato un lungo braccio di ferro con l’Unione europea sul rispetto dello stato di diritto.
Nawrocki ha rifiutato di accettare il giuramento di cinque giudici eletti dal Parlamento. Święczkowski sostiene che, senza il giuramento davanti al presidente, i magistrati non possano assumere le proprie funzioni e non li ha quindi ammessi al lavoro.
La Commissione di Venezia, organo consultivo del Consiglio d’Europa, ha affermato che il rifiuto presidenziale non dovrebbe impedire ai giudici di entrare in carica. Il governo richiama inoltre una decisione della Corte di giustizia dell’Unione europea del 18 dicembre 2025, che ha rilevato violazioni del diritto europeo riguardo alla composizione e all’indipendenza della Corte polacca.
Nawrocki e l’opposizione contestano la regolarità delle procedure e rivendicano le prerogative presidenziali. La maggioranza sostiene invece che gli interventi siano necessari per ristabilire l’indipendenza della magistratura. È su queste opposte interpretazioni della legalità che si è aperta la crisi.
Dopo la sospensione dei due vertici, centinaia di sostenitori del PiS si sono radunati davanti alla Corte. Alcuni manifestanti avrebbero tentato di entrare nell’edificio, dando origine a momenti di tensione con la polizia. Le forze dell’ordine hanno dichiarato di essere intervenute soltanto all’esterno del tribunale.
Anche l’ingresso di Nawrocki nella sede è diventato oggetto di polemica. Il giudice Maciej Berek, vicino alla maggioranza, ha diffuso un video sostenendo che il presidente si sia fatto largo a spintoni e abbia urtato Korwin-Piotrowska, che si trovava sulla porta. Dal fronte opposto è arrivata una versione diversa: i sostenitori del capo dello Stato affermano che qualcuno abbia cercato di impedirgli l’accesso e di violare le sue prerogative.
Święczkowski ha definito gli avvenimenti un attacco a un organo costituzionale e ha accusato il governo di allontanare la Polonia dal gruppo delle democrazie. Anche Jarosław Kaczyński, leader e cofondatore del PiS, si è presentato davanti al tribunale e ha chiesto a Nawrocki di intervenire.
Tusk ha difeso l’operato del governo, sostenendo che «ripristinare lo stato di diritto è nostro dovere» e che, dopo anni di illegalità sotto il PiS, il processo sarà difficile e doloroso, ma necessario. A sostenerlo è intervenuto l’ex presidente Lech Wałęsa, che ha dichiarato di essere al suo fianco. Anche il vicepremier e ministro degli Esteri Radosław Sikorski ha descritto la crisi come parte del tentativo di riportare la Corte sotto la tutela dello stato di diritto.
Non è ancora chiaro se Święczkowski e Sochański potranno tornare nella sede della Corte o se la sospensione resterà in vigore. Le consultazioni convocate da Nawrocki dovranno affrontare una questione che va oltre la posizione dei due giudici: chi ha l’autorità di guidare la Corte e quali poteri spettano al presidente e al governo nella riforma della magistratura.
Lo scontro rischia di accentuare la polarizzazione del Paese in vista delle elezioni parlamentari del prossimo anno. I sondaggi, secondo il quadro descritto nell’articolo, indicano la possibilità di un ritorno al potere della destra nazionalista ed euroscettica.
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