Usa-Iran, cresce il rischio di una nuova escalation. Il Qatar tenta la mediazione

di

Carlo Longo

Teheran esamina nuove proposte sul nucleare, mentre la mediazione del Qatar cerca di scongiurare un’escalation dopo il voto di midterm negli Stati Uniti

Usa-Iran, cresce il rischio di una nuova escalation. Il Qatar tenta la mediazione

 

Washington avrebbe avvertito i Paesi del Golfo della possibilità di nuovi raid contro obiettivi iraniani a partire dal 4 novembre, il giorno successivo alle elezioni di metà mandato. Le eventuali operazioni militari, secondo le indiscrezioni circolate, sarebbero concentrate in una campagna breve ma particolarmente intensa. Intanto, la diplomazia cerca di scongiurare una ripresa delle ostilità, mentre nella regione si rafforza l'allerta militare. lI Qatar mantiene aperto il canale di dialogo tra Washington e Teheran. Dopo una lunga serie di colloqui nella capitale iraniana, i negoziati dovrebbero proseguire a Doha. Sul tavolo ci sarebbero nuove proposte relative al programma nucleare, che il governo iraniano starebbe valutando. Teheran chiede tuttavia anche la revoca del blocco navale statunitense, lo sblocco dei fondi congelati e la possibilità di riprendere le esportazioni di petrolio. Gli Stati Uniti puntano invece a ottenere garanzie sul programma nucleare e l'accesso degli ispettori internazionali ai siti colpiti.

La trattativa resta condizionata dalla profonda distanza tra le posizioni delle due parti. L'Iran ha avvertito che un nuovo attacco provocherebbe un allargamento del conflitto, minacciando una risposta senza limiti geografici in caso di ulteriori operazioni militari. Le preoccupazioni riguardano in particolare lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio mondiale di petrolio, e i Paesi del Golfo, esposti al rischio di eventuali ritorsioni.

Sul piano politico, il presidente americano ha ribadito che gli Stati Uniti non consentiranno a Teheran di acquisire un'arma nucleare. Resta da capire se la mediazione del Qatar riuscirà a tradurre le aperture negoziali in un'intesa concreta. Il fallimento dei colloqui potrebbe infatti riportare in primo piano l'opzione militare, con conseguenze per l'intera regione e per gli equilibri energetici internazionali.

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