Domenica 27 e lunedì 28 settembre quasi 350 mila elettori, distribuiti in 71 comuni jonici e grecanici, sono chiamati a votare. 167 mila sono invece solo i reggini che voteranno per le elezioni suppletive, cioè per scegliere chi dovrà subentrare a un deputato, Francesco Cannizzaro (Forza Italia), eletto sindaco della città e quindi decaduto da parlamentare.
Reggio Calabria diventa per due giorni il centro della politica italiana: per la prima volta nella sua storia, infatti, Futuro Nazionale parteciperà alla prova elettorale con un candidato tutto suo, sfidando il centrosinistra, ma soprattutto il centrodestra. Una contesa che sa di anticipazione di quelle che saranno le elezioni nazionali del prossimo anno, ma anche di verifica, seppur limitata a un comune con le proprie dinamiche locali, del peso elettorale (al di là di quello mediatico) del generale, cioè di quanto possa arrivare a togliere alla coalizione del centrodestra, favorendo il campo largo.
Alle elezioni reggine, nel feudo di Forza Italia, Vannacci sfida il centrodestra con un ex forzista, Domenico Giannetta. Già ex consigliere regionale e capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Giannetta si è unito a Futuro Nazionale solo un mese fa, candidandosi contro la sua ex coalizione e scombinando le carte. La sua scelta di candidarsi nella compagine vannacciana ha suscitato non poco stupore sul piano locale: Giannetta è infatti un noto moderato e si è distinto in consiglio regionale per le sue doti compromissorie. "Vale la mia storia personale, a cui rimarrò fedele", ha risposto a chi gli contestava questo trasloco verso Vannacci.
Forza Italia che prima dell'uscita di Giannetta vantava di una presa più salda sulla città calabrese, ha ripiegato quindi su Fabio Roscioli, storico avvocato di Fininvest, caldeggiato da Marina Berlusconi e dal governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, da sempre molto vicino alla famiglia del Cavaliere. Scelta che sembrerebbe aver causato frizioni interne al partito: Antonio Tajani ha infatti dichiarato che “Fare il deputato non deve diventare l’obiettivo di chi fa politica”, un commento che molti hanno interpretato come chiaro riferimento alla scelta di Roscioli.
Proprio ieri, in piazza Duomo a Reggio Calabria, si è svolto il comizio elettorale che ha visto salire sul palco Vannacci insieme al suo aspirante sindaco per chiudere la campagna elettorale. Ironizzando sul candidato forzista, che non è calabrese, il generale ha detto: "Per venire qui deve prendere il navigatore". Continuando ha poi affermato: "Reggio Calabria sarà la nostra Sassonia futurista. I reggini meritano un proprio rappresentante nelle aule di Montecitorio che sappia portare le istanze e le necessità della popolazione e della società locale che lui conosce come le sue tasche". Accanto a lui, il candidato Giannetta: "Reggio Calabria sta scrivendo la storia di questo movimento e concludiamo questa campagna insieme alla gente, in piazza, con l’entusiasmo di chi ha vissuto ogni giorno tra i cittadini una campagna breve, intensa e piena di passione".
A difendere Forza Italia e il candidato del centrodestra ci sono sia il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, che il neo-sindaco Cannizzaro che dice: "Io ho proposto a Fabio Roscioli di sostituirmi a Montecitorio. Averlo in parlamento e considerarlo una sorta di assessore esterno dislocato a Montecitorio è un fatto quasi determinante per risollevare le sorti della città". Poi risponde a Vannacci e il tono la dice lunga su questa battaglia tutta interna alla destra: "A chi pensa che si possano vincere battaglie utilizzando i mercenari e i traditori noi diciamo che con i mercenari e i traditori le battaglie non si vincono. E quando, dopo la loro sconfitta, i mercenari e i traditori verranno da noi inchinandosi, come facevano prima, diremo che non c'è più posto in questa maggioranza".
Roscioli usa però termini più pacati: "La mia priorità sarà portare avanti dossier che sono ancora aperti. Sarò onorato di essere considerato dai reggini un interlocutore capace di proseguire e rafforzare quella filiera istituzionale già ben avviata dal governo di centrodestra". In suo soccorso è arrivato anche l’ex sindaco di Reggio Calabria ed ex presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, ex Msi, An, Pdl che ha affermato: "Credo che Reggio Calabria abbia ben chiari gli autentici valori della destra di governo, quelli attualmente espressi da Giorgia Meloni, quindi i salti all’indietro e i populismi qui non sono praticabili. Reggio Calabria non è la Sassonia". Da Roma poi è arrivata la benedizione di Giovanni Donzelli, responsabile organizzativo di Fratelli d’Italia, che ha detto: "I cittadini avranno di fronte una scelta chiara: dare fiducia a chi, come Roscioli, lavorerà in sintonia con il governo Meloni per portare risorse ed investimenti concreti al Sud, oppure scegliere rappresentanti destinati all'opposizione e alla sola protesta".
Tuttavia, rimane aperta una grande domanda: la spaccatura del centrodestra causata da Vannacci, potrà portare alla vittoria il centrosinistra? Il campo largo ha, infatti, presentato un unico candidato sostenuto da ben 12 liste. Il candidato è Francesco Antonio Benedetto, noto medico cardiologo di Reggio Calabria, primario nell'Azienda ospedaliera ed ex consigliere comunale e capogruppo del Pd al Comune. Il campo progressista sembra aver accolto l'appello alla candidatura unitaria proveniente dal basso, dai cittadini agli esponenti della sinistra locale, fino agli intellettuali. Che non sia anche questa un'anticipazione delle prossime elezioni?
Per queste ragioni, il voto locale a Reggio Calabria ha le potenzialità di oltrepassare i confini calabresi per investire le dinamiche romane, influenzando la politica nazionale e anticipando quelle che saranno le elezioni del prossimo 2027.
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