Benedetta Tobagi: "Il mondo brucia, ma Tajani e Vannacci parlano di gonne. Sono solo armi di distrazione di massa". E invita i giovani a ripartire da Emma Bonino

di

Pierpaolo Carmine Beccarisi

A margine del suo intervento al Roma Storia Festival, la scrittrice ha rilasciato un'intervista esclusiva ad Associated Medias con un monito: "La democrazia è come una bicicletta: se smetti di pedalare cadi"

Benedetta Tobagi: "Il mondo brucia, ma Tajani e Vannacci parlano di gonne. Sono solo armi di distrazione di massa". E invita i giovani a ripartire da Emma Bonino

Roma. Tutto è rosso in Piazza di Pietra: dalle luci agli schermi, fino alle undici colonne del Tempio di Adriano, trasformate, per una sera, in lingue di fuoco, vive, ma dal fusto marmoreo e dal capitello corinzio. Rosso è anche il colore della casa editrice Laterza che per la quinta edizione organizza il Roma Storia Festival, la kermesse dedicata al racconto e alla memoria dei grandi eventi che hanno caratterizzato la lunga vita della Città Eterna, e di riflesso quella dell'Italia. 

A parlare, con una lectio magistralis dal titolo "1 marzo 1968. Valle Giulia”, c'è Benedetta Tobagi, scrittrice, storica, intellettuale, libera mente engagé. La fila per entrare è molto lunga, variegata: uomini e donne che compostamente si accomodano nel salotto più bello della città. Una platea, con qualche ospite di rilievo come il sindaco Roberto Gualtieri, che unita si alza in piedi per il toccante minuto di silenzio in ricordo del giovanissimo operaio morto pochi giorni prima in un cantiere del Colosseo. E poi via, subito in quei giorni del '68, o anche prima. Si fanno nomi importanti, si citano eventi spartiacque e tematiche centrali nelle richieste di quella generazione, beat, che con un sogno scese in piazza senza più scappare via. 

Benedetta Tobagi per un'ora intrattiene con un ritmo incalzante, testimoniato dal fatto che al termine dal suo intervento si sente dire "Già finito?". Di quei temi del '68, ancora molto attuali, ne abbiamo parlato insieme a lei, a margine della lezione.

Benedetta Tobagi, lei si è occupata molto di memoria, soprattutto con numerosi studi sul femminismo. Una figura molto importante per questo tema, Emma Bonino, ci ha da poco lasciato. Come la descriverebbe a un giovane e com'è giusto, secondo lei, ricordarla?

"Io sono una storica e una scrittrice, per cui mi piacerebbe raccontare la sua figura anche attraverso quello che ho scritto di recente in un libro sulle donne degli anni Settanta (Agosti, Tobagi, "Covando un mondo nuovo. Viaggio tra le donne degli anni Settanta", ndr). Nel volume si mette a fuoco lo straordinario lavoro che Emma Bonino fece per depenalizzare l'aborto: una battaglia che portò avanti a partire dai propri vissuti personali, insieme al CISA (Centro Italiano Sterilizzazione e Aborto) e con altre straordinarie figure come Adele Faccio e Adelaide Aglietta, quest'ultima prima donna segretaria del Partito Radicale nel 1976.

E' importantissimo ricordare che Emma Bonino fu arrestata e praticò la disobbedienza civile, insegnando al contempo a praticare l'aborto con il metodo Karman, una tecnica molto meno dolorosa, invasiva e pericolosa. C'era l'idea precisa che una donna che sceglie di interrompere una gravidanza non dovesse farsi carico della sofferenza fisica, del rischio e della vergogna. Di Emma Bonino ricorderei la scelta, pur nella fierezza della disobbedienza civile, di credere fino in fondo nelle istituzioni democratiche. E infine due insegnamenti: anzitutto, la frase bellissima che diceva sempre: “i diritti e la democrazia non sono mai per sempre”, accompagnata dalla geniale metafora della bicicletta: se smetti di pedalare cadi. E poi la sua esortazione più limpida: "Studiate, studiate, studiate! Bisogna responsabilizzarsi e capire le cose prima di riuscire a cambiarle". 

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Tornando ora sull'attualità, ma rimanendo sempre legati al femminismo, ultimamente abbiamo ascoltato spesso delle uscite un po' spiacevoli, prima quella di Tajani sulla lunghezza della gonna e poi l'ultima di Vannacci, che preferisce una donna senza gonna. Non le chiedo un commento sulla frase, che potrei immaginare, ma invece un parere sul perché nel nostro contesto c'è spazio per queste dichiarazioni? A chi si rivolgono veramente i politici, in questo caso Vannacci e Tajani?

"Prima di tutto, Tajani è vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri. Con un mondo in fiamme, una riunione dell'ONU a cui peraltro nemmeno la Premier ha partecipato e una crisi internazionale gravissima, siamo di fronte a uno scenario drammatico. Mi chiedo: con quello che sta succedendo nel mondo e le minacce all'Italia, con la guerra che entra nelle case degli italiani e i suoi costi, ma veramente il nostro Ministro degli Esteri non trova davvero niente di meglio di cui parlare?" 
D'altronde, le varie ondate del femminismo ce lo hanno insegnato: il patriarcato è un sistema di potere antico, che permea le strutture materiali economiche, ma anche l'immaginario e la cultura più profonda. E' per questo che certe frasi trovano ancora terreno fertile e fanno presa su qualcuno. 
Ma, soprattutto, non dobbiamo dimenticarci che provocazioni simili funzionano come straordinarie armi di distrazione di massa".

E su Vannacci? A chi si rivolge secondo lei?  

"Di lui si parla già abbastanza - taglia corto la storica - si rivolge a un ventre del Paese. Però non sento il bisogno di interloquire con lui. Oggi, lo spazio pubblico della parola è prezioso, mentre il sistema mediatico è inondato di dichiarazioni e informazioni. Il mio invito è un altro: riempiamo questo spazio di questioni cruciali non solo per noi, ma per tutta l'umanità. Penso al riscaldamento globale, alla crisi del multilateralismo e alle grandi sfide del nostro tempo. Temi complessi su cui, come diceva Emma Bonino, abbiamo il dovere di studiare e impegnarci per portare a un cambiamento". 

Su Piazza di Pietra, nella serata d'apertura del Festival, cala così il sipario. Il fuoco si spegne e le colonne tornano ad essere quelle di sempre, mentre Benedetta Tobagi, tra un saluto e un ringraziamento, si addentra tra i vicoli di Roma. 

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