Sanremo, parte l'era De Martino: pubblicato il nuovo regolamento

di

Pierpaolo Carmine Beccarisi

La 77esima edizione andrà in onda dal 16 al 20 febbraio

Sanremo, parte l'era De Martino: pubblicato il nuovo regolamento

Iniziano a delinearsi i contorni della nuova edizione del Festival di Sanremo, la prima dell'era Stefano De Martino. 

La prima novità è la 'Serata Performance', già ribattezzata 'Serata Eurovision'. Sarà la serata del venerdì, quella in cui i concorrenti vestiranno i loro brani in gara in maniera particolarmente spettacolare, dalla messa in scena alle coreografie, richiamando proprio il linguaggio visivo dell'Eurovision Song Contest. Il nuovo regolamento prevede che proprio in questa serata verrà designato il rappresentante italiano all'Eurovision che non sarà più automaticamente il vincitore del Festival. In questa serata, il sistema di voto della Serata Performance sarà coerente con l’obiettivo Eurovision e abbinerà il televoto con il voto di una Academy, una giuria di esperti internazionali di varie discipline dello spettacolo (non solo musica ma anche coreografia e scenografia, ad esempio).

Un'altra novità è che quest'anno tutti i cantanti in gara saliranno sul palco in ognuna delle cinque sere del festival, da martedì a sabato. I brani in gara verranno ascoltati dunque quattro volte (una serata resta dedicata all’esecuzione di cover con ospiti o duetti) prima della proclamazione del vincitore. 

Nelle diverse serate il meccanismo di voto sarà così articolato: al debutto del martedì voteranno la Giuria Popolare e la Giuria della Sala Stampa, Tv e Web; mercoledì toccherà alla Giuria Popolare e alla Giuria delle Radio; giovedì, nella serata cover, si esprimeranno congiuntamente Sala Stampa, Radio e Giuria Popolare; venerdì, per la Serata Performance, voteranno la Giuria Popolare e gli Esperti Internazionali; sabato sera, per la finale, voteranno di nuovo Sala Stampa, Radio e Giuria Popolare. Al termine, i punteggi della prima, seconda e quinta serata decreteranno la classifica generale, dalla quale emergeranno i finalisti delle prime posizioni, comunicati in ordine casuale in un numero compreso tra tre e cinque. Dopo la riproposizione delle loro canzoni, dal vivo o tramite registrazione, si aprirà la sfida decisiva: a votare sarà esclusivamente la Giuria Popolare per il 50%, mentre il restante 50% deriverà dalla dote complessiva dei punteggi accumulati nelle serate valide per la gara principale. La combinazione di questi due componenti stabilirà la graduatoria definitiva, incoronando il vincitore di Sanremo 2027.

Considerando il fatto che si prevede la presenza di tutti i cantanti in ciascuna serata, De Martino punta ridurre il numero di partecipanti rispetto alle edizioni precedenti. Fino a prova contraria, i cantanti in gara scenderanno a 24, rispetto ai 30 degli ultimi anni.

Altra novità sono i paletti sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale generativa: testi e musiche dovranno essere frutto esclusivo dell'ingegno dell'uomo, escludendo l'impiego di sistemi di intelligenza artificiale che possono sostituire, alterare o snaturare l'apporto creativo primario, riservando alla Rai e alla Direzione Artistica la facoltà di ricorrere a verifiche tecnologiche per scongiurarne qualsiasi abuso. Il festival, dunque, sposa le restrizioni già adottate dall'industria musicale. E sull'utilizzo dell'autotune ha detto: "non può essere un divieto ma un criterio di selezione, perché c’è tutta una scena musicale che ne fa un uso stilistico, come la trap ad esempio". Il conduttore ha poi aggiunto che "c’è molta attenzione e non arriverà mai in gara la canzone di un artista che pretende di cantare come Céline Dion e lo fa con l’Autotune ma sarà a favore del genere, per una questione stilistica. Va bene se è a servizio della canzone, se la natura del progetto è aderente all’uso dell’Autotune. È una gara di canzoni non di canto ma nelle selezioni teniamo ben presente che gli artisti sappiano cantare".

“C’è un tassativo orario: deve finire all’una e 03. Io dopo l’una me ne vado poi se volete rimanere voi…”, le parole del conduttore. “C’è il Dopofestival - ha aggiunto - ci tengo molto e spero vi piacerà tanto, è un po’ pirata”.

Infine, De Martino si soffermato sugli ospiti: "se i Maneskin dovessero fare una reunion sono invitati, ma siamo solo al 21 settembre. Se lo sapessi ve lo direi", ha poi spiegato tornando sulle indiscrezioni della reunion della band sul palco dell'Ariston. "Sugli ospiti internazionali terrei le aspettative basse, ogni giorno sento un nome diverso. La loro presenza è una grande ambizione da parte nostra e saranno la ciliegina sulla torta", ha continuato, aggiungendo: "Vogliamo riportare in gara più artisti italiani di alto calibro. Non vorrei fare una locandina di nomi ma il contrario - ha specificato - sicuramente l’edizione sarà impreziosita da nomi altisonanti ma non ogni sera per forza dobbiamo avere nomi internazionali. Vogliamo un grande cast di artisti italiani che basti a se stesso. L’artista internazionale è come il cioccolato a fine pasto, mangiarne troppo stomaca".
"Io ne ho invitati tanti di artisti a Sanremo, tra cui anche Emma, che non ha bisogno del mio invito", ha detto ancora. "Si è già presa il palco di Sanremo in passato - ha sottolineato - e se vuole tornare non ha difficoltà a farlo".

Per il conduttore, ora non rimane che ultimare la selezione dei cantanti. Il termine ultimo per la presentazione delle proposte è infatti il 23 novembre, mentre i nomi dei protagonisti scelti potranno essere ufficializzati a partire dal 29 novembre. Un dato che rende plausibile il tradizionale annuncio dei Campioni in gara al Tg1 delle 13:30 già per domenica 29 novembre, anticipando la successiva domenica 6 dicembre a ridosso del ponte dell'Immacolata.

 

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