In un post social, Giorgia Meloni attacca le opposizioni in materia di lavoro.
Scrive: "Leggo alcuni post di esponenti di primo piano del Partito Democratico e non so sinceramente cosa sia più grave: se, quando li hanno scritti, fossero consapevoli di raccontare una cosa falsa oppure se non lo fossero. Ci raccontano che dal 2027 il governo avrebbe fatto sparire la clausola di salvaguardia sul Tfr, con una ‘stangata silenziosa’ ai danni dei lavoratori. E per dimostrarlo citano trionfalmente l’abrogazione prevista dall’articolo 376 del D.Lgs. 117/2026. C’è solo un piccolo problema. Quello che stanno citando è un Testo unico. E nello stesso identico decreto, prima di arrivare all’articolo 376, sarebbe bastato fermarsi all’articolo 21. Al comma 11 la clausola di salvaguardia sul Tfr è lì, nero su bianco. E, nel caso non fosse abbastanza chiaro, lo stesso articolo la richiama espressamente".
La presidente del Consiglio ha continuato: "Quindi cosa succede davvero? Una cosa molto semplice – prosegue la premier -. Il Testo unico riordina la disciplina, riproduce la clausola di salvaguardia nella nuova normativa e abroga la vecchia disposizione che sostituisce. Loro, invece, prendono l’abrogazione della vecchia norma e la presentano come l’abolizione della tutela. È campagna elettorale? Non sanno come funziona un Testo unico? Temo sia molto peggio: che non abbiano nemmeno letto il provvedimento che stanno commentando. Perché sarebbe stato difficile arrivare all’articolo 376 senza accorgersi che l’articolo 21 smentisce tutta la storia. E questi signori, sono politici ed esponenti delle istituzioni del Pd", conclude Giorgia Meloni.
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