Scuola, ecco la bozza del decreto: multe per burqa e niqab, corsi di italiano per i genitori

di

Carlo Longo

Sanzioni da 200 a mille euro per chi entra negli istituti con il volto coperto. Limite del 30% per alcuni studenti stranieri nelle classi, con deroghe e fondi aggiuntivi

Scuola, ecco la bozza del decreto: multe per burqa e niqab, corsi di italiano per i genitori

Multe fino a mille euro per chi si presenta a scuola con il volto coperto, corsi di italiano obbligatori per i genitori che non conoscono la lingua e un tetto del 30% per la presenza in classe di studenti stranieri che non abbiano maturato un determinato percorso scolastico in Italia.

Sono alcuni dei punti contenuti nella bozza del nuovo decreto sulla scuola esaminato dal Consiglio dei ministri.

Il testo introduce il divieto di utilizzare negli istituti indumenti che impediscano il riconoscimento del volto, compresi burqa e niqab. La sanzione prevista varia da 200 a mille euro. Quando a violare le disposizioni è un minorenne, a risponderne sono i genitori. La stretta riguarda anche l'uso delle mascherine chirurgiche in assenza di esigenze sanitarie.

Un altro capitolo riguarda la conoscenza della lingua italiana. Se uno studente presenta difficoltà linguistiche tali da poter incidere sul rendimento o sull'integrazione con i compagni e anche la sua famiglia non conosce l'italiano, per i genitori scatta l'obbligo di frequentare gratuitamente un corso di lingua. Anche in questo caso il mancato rispetto della disposizione può comportare una multa compresa tra 200 e mille euro.

La bozza interviene poi sulla formazione delle classi. La quota degli studenti senza cittadinanza italiana e privi dei requisiti scolastici individuati dal provvedimento non dovrebbe superare il 30% degli alunni.

Nella scuola primaria la norma riguarda gli studenti con cittadinanza non italiana che non siano nati in Italia oppure non abbiano frequentato almeno due anni della scuola dell'infanzia. Per le secondarie vengono invece considerati gli studenti che non abbiano completato con esito positivo almeno tre anni di scuola.

Sono comunque previste deroghe, a partire dai casi nei quali la composizione delle classi renda impossibile rispettare il limite, oltre alle situazioni legate al domicilio degli alunni o a comprovate esigenze familiari.

Per gli istituti che non riescono a rientrare nella soglia viene previsto un fondo da 17,5 milioni di euro destinato al potenziamento dell'italiano. Un ruolo di coordinamento nell'organizzazione territoriale viene assegnato agli Uffici scolastici provinciali.

Il decreto contiene anche nuovi stanziamenti: 8 milioni di euro in due anni per rafforzare il Fondo permanente contro il cyberbullismo e altri 21 milioni l'anno per sostenere la gratuità totale o parziale dei libri scolastici. Per questi ultimi viene innalzata da 30mila a 40mila euro la soglia Isee prevista per i beneficiari.

Altri 70 milioni vengono destinati ai docenti tutor. Cambiano inoltre le regole relative al Piano educativo individualizzato (Pei): una volta adottato all'inizio del ciclo scolastico, l'aggiornamento sarà necessario soltanto quando emergano nuovi elementi.

Sul tetto del 30% il governo sostiene che l'obiettivo sia favorire l'integrazione attraverso una maggiore conoscenza dell'italiano e impedire un'eccessiva concentrazione degli studenti con maggiori difficoltà linguistiche nelle stesse classi.

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