Trump al vertice NATO: "Meloni è una brava persona, ma ha sbagliato". Si raffreddano i rapporti con l'Italia

di

Carlo Longo

Al vertice NATO di Ankara Donald Trump torna a parlare di Giorgia Meloni. Il presidente americano definisce la premier italiana "una brava persona", ma critica la posizione dell'Italia sull'Iran, ammettendo che i rapporti si sono raffreddati

Trump al vertice NATO: "Meloni è una brava persona, ma ha sbagliato". Si raffreddano i rapporti con l'Italia

Il vertice NATO di Ankara si apre con un nuovo capitolo dello scontro diplomatico tra Donald Trump e Giorgia Meloni. Interpellato dai giornalisti sul rapporto con la presidente del Consiglio italiana, il capo della Casa Bianca ha scelto un tono meno duro rispetto ai giorni precedenti, ma ha confermato che tra i due leader qualcosa si è incrinato.

«Giorgia Meloni è una brava persona, ma ha commesso un errore», ha dichiarato Trump, riferendosi alla decisione del governo italiano di non sostenere l'intervento militare americano contro l'Iran. Il presidente statunitense ha aggiunto che proprio quella scelta «ha raffreddato i rapporti» tra Washington e Roma.

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Secondo Trump, il principale motivo della tensione resta la crisi mediorientale.

Il presidente americano continua a ritenere che gli alleati della NATO avrebbero dovuto sostenere con maggiore convinzione la strategia degli Stati Uniti per impedire all'Iran di sviluppare capacità nucleari. L'Italia, invece, ha mantenuto una linea più prudente, escludendo un coinvolgimento diretto nelle operazioni militari e privilegiando la strada diplomatica. Una scelta che, secondo Trump, rappresenta un errore politico che ha inevitabilmente inciso sul rapporto personale con Meloni.

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Nonostante le critiche, Trump ha evitato un attacco frontale.

Parlando con la stampa ad Ankara, il presidente americano ha definito Meloni «una persona piacevole» e ha riconosciuto di aver sempre avuto un buon rapporto con la leader italiana. Tuttavia ha ribadito che il dissenso sull'Iran ha cambiato il clima tra i due governi, confermando quanto già scritto nei giorni scorsi sui suoi profili social.

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Le dichiarazioni arrivano dopo una serie di polemiche che hanno segnato i rapporti tra i due leader.

Nelle settimane precedenti Trump aveva sostenuto che Meloni lo avrebbe «pregato» di scattare una fotografia insieme durante il G7, ricostruzione che la presidente del Consiglio aveva definito completamente falsa. Successivamente il presidente americano aveva pubblicato su Truth Social un fotomontaggio accompagnato dalla frase «Restraining order needed», alimentando ulteriormente la tensione diplomatica alla vigilia del summit NATO.

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Da parte italiana la linea resta improntata alla prudenza.

Palazzo Chigi non ha replicato alle nuove dichiarazioni del presidente americano, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro della Difesa Guido Crosetto hanno ribadito che i rapporti tra Italia e Stati Uniti vanno oltre le polemiche personali tra i rispettivi leader. L'obiettivo del governo italiano resta quello di preservare il dialogo strategico con Washington, soprattutto all'interno della NATO.

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Oltre al confronto con Meloni, Trump ha rilanciato anche il tema dell'aumento delle spese militari europee.

Il presidente americano continua a chiedere agli alleati di rispettare gli impegni assunti all'interno dell'Alleanza e di incrementare gli investimenti nella difesa, criticando quei Paesi che, a suo giudizio, non contribuiscono in misura sufficiente alla sicurezza collettiva. Il tema rappresenta uno dei dossier principali del vertice di Ankara.

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Il vertice NATO rappresenta il primo vero faccia a faccia tra Trump e Meloni dopo settimane di tensioni.

Nonostante il raffreddamento dei rapporti personali, entrambi i governi sembrano intenzionati a evitare che le divergenze sull'Iran compromettano la storica alleanza tra Roma e Washington. Resta però evidente che il rapporto privilegiato che aveva caratterizzato i primi mesi della nuova amministrazione americana attraversa oggi una fase molto più complessa.

Le parole pronunciate da Trump ad Ankara confermano infatti un cambio di tono significativo: Meloni continua a essere definita una leader rispettata, ma il dissenso sulla politica estera, e in particolare sulla crisi iraniana, ha aperto una frattura che il vertice NATO potrebbe contribuire a ricomporre oppure ad approfondire ulteriormente.

 

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