Trump scarica Zelensky: «L'Ucraina ha bisogno di un nuovo presidente». Scontro sul diesel russo, Putin ringrazia

di

Mario Tosetti

Trump chiede un nuovo presidente per l'Ucraina e attacca Zelensky dopo l'accordo con Putin sul diesel russo. Kiev protesta, l'Europa critica le sanzioni revocate e la guerra continua

Trump scarica Zelensky: «L'Ucraina ha bisogno di un nuovo presidente». Scontro sul diesel russo, Putin ringrazia

Il presidente americano chiede un cambio alla guida di Kiev e accusa Zelensky di ostacolare la pace. La rottura arriva dopo l'accordo tra Washington e Mosca sulle forniture di gasolio, mentre i negoziati proseguono tra forti tensioni. L'Europa critica la revoca delle sanzioni e nuovi bombardamenti russi provocano vittime civili in Ucraina.

Donald Trump torna ad attaccare Volodymyr Zelensky, ma questa volta mette apertamente in discussione la sua permanenza alla guida dell'Ucraina. «È arrivato il momento che l'Ucraina abbia un nuovo presidente», ha dichiarato il capo della Casa Bianca sabato 10 ottobre, accusando il leader ucraino di aver lasciato sfumare diverse occasioni per raggiungere un accordo con la Russia.

Le parole arrivano al termine di quarantotto ore che hanno segnato un nuovo deterioramento dei rapporti tra Washington e Kiev. Al centro dello scontro c'è l'intesa raggiunta da Trump con Vladimir Putin per consentire la vendita di gasolio russo sui mercati internazionali, alleggerendo le sanzioni americane imposte a Mosca.

Una decisione che Zelensky ha duramente contestato, considerandola un aiuto economico alla Russia proprio mentre l'esercito di Putin continua a bombardare le città ucraine.

La replica americana non si è fatta attendere. Trump ha accusato il presidente ucraino di non voler concludere la guerra e ha chiesto di interrompere gli attacchi contro le raffinerie russe, sostenendo che contribuiscano all'aumento dei prezzi energetici negli Stati Uniti.

Link to Trump contro Zelensky: «Serve un leader capace di fare un accordo»Trump contro Zelensky: «Serve un leader capace di fare un accordo»

Parlando con i giornalisti prima di partire per un comizio elettorale in Tennessee, Trump ha rivolto a Zelensky uno degli attacchi più espliciti dall'inizio del suo secondo mandato.

«Suggerisco che trovino un nuovo leader capace di raggiungere un accordo», ha dichiarato, sostenendo che il presidente ucraino avrebbe potuto porre fine al conflitto in numerose occasioni.

Secondo Trump, Zelensky starebbe creando problemi non soltanto agli Stati Uniti, ma anche all'economia internazionale, in particolare al settore agricolo, colpito dall'aumento del costo dei carburanti.

Il presidente americano ha poi concentrato le critiche sulle operazioni militari ucraine contro gli impianti petroliferi russi.

Trump sostiene di aver chiesto ripetutamente a Kiev di interrompere questi attacchi e ha ribadito che, pur riconoscendo all'Ucraina la possibilità di colpire obiettivi militari, non intende tollerare ulteriori bombardamenti delle raffinerie.

Si tratta di una posizione che accentua il contrasto con la strategia ucraina. Kiev considera infatti le infrastrutture petrolifere russe un obiettivo rilevante per ridurre le risorse economiche e logistiche con cui Mosca sostiene la guerra.

Link to L'accordo tra Trump e Putin sul diesel russoL'accordo tra Trump e Putin sul diesel russo

A provocare la crisi diplomatica è stata soprattutto la telefonata tra Donald Trump e Vladimir Putin del 9 ottobre.

Al termine del colloquio, il presidente americano ha annunciato un'intesa per permettere alla Russia di esportare grandi quantità di gasolio verso gli Stati Uniti e altri mercati, attraverso un alleggerimento delle restrizioni commerciali.

La Casa Bianca presenta l'accordo come una misura necessaria per aumentare l'offerta di carburanti e contenere i prezzi, cresciuti sensibilmente anche a causa delle tensioni in Medio Oriente e della guerra che coinvolge gli Stati Uniti e l'Iran.

Il tema è particolarmente delicato per Trump, a poche settimane dalle elezioni di metà mandato del 3 novembre. Il costo del diesel incide infatti sui trasporti, sull'agricoltura e sulla distribuzione delle merci, diventando una questione economica centrale per gli elettori americani.

Per Kiev, però, la decisione rappresenta un cambiamento significativo nell'approccio statunitense alla Russia.

Le sanzioni sui prodotti energetici erano state introdotte anche per limitare le entrate utilizzabili dal Cremlino per finanziare le operazioni militari. Consentire nuove esportazioni significa dunque aprire una fonte di ricavi che l'Ucraina e diversi partner europei avrebbero voluto mantenere sotto pressione.

Link to Zelensky accusa Washington: «Un regalo a Putin»Zelensky accusa Washington: «Un regalo a Putin»

La reazione del presidente ucraino è stata particolarmente dura.

Zelensky ha definito l'intesa una decisione debole da parte di alleati forti, sostenendo che qualsiasi alleggerimento delle sanzioni energetiche finisca per avvantaggiare la Russia.

«I regali a Putin non porteranno la pace», ha scritto sui social, accusando Washington di offrire a Mosca nuove risorse economiche proprio mentre si cerca una soluzione diplomatica al conflitto.

Il leader ucraino ha inoltre contestato le modalità con cui l'accordo è stato raggiunto.

Una delegazione di Kiev si trovava infatti a Miami per partecipare ai colloqui con gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner, insieme a rappresentanti europei.

Secondo Zelensky, il negoziato sarebbe stato utilizzato come una copertura politica mentre Washington preparava una decisione favorevole agli interessi economici russi.

È un'accusa che evidenzia il deterioramento della fiducia tra le due amministrazioni. Per Kiev, qualsiasi trattativa di pace dovrebbe accompagnarsi a una pressione crescente su Mosca, non a concessioni economiche.

Link to A Miami i negoziati si trasformano in un caso diplomaticoA Miami i negoziati si trasformano in un caso diplomatico

La crisi è esplosa mentre Stati Uniti, Ucraina e Paesi europei cercavano di discutere nuove ipotesi per arrivare alla fine del conflitto.

A Miami erano previsti colloqui dedicati alle condizioni di un eventuale accordo, alle garanzie di sicurezza per Kiev e ai possibili assetti economici e diplomatici del dopoguerra.

L'annuncio dell'intesa sul diesel ha però cambiato il clima delle trattative.

Secondo ricostruzioni giornalistiche, i rappresentanti ucraini sarebbero rimasti sorpresi dalla decisione americana, comunicata mentre erano ancora in corso gli incontri.

L'ANSA riferisce inoltre di tensioni sulla possibile sospensione della condivisione di informazioni di intelligence statunitensi con Kiev. Si tratta di una prospettiva emersa nelle ricostruzioni diplomatiche, non di un'interruzione già formalmente annunciata.

La delegazione ucraina avrebbe quindi deciso di lasciare Miami in anticipo, mentre resta incerto il calendario dei successivi incontri.

Link to Mosca esulta, ma Putin non apre ai negoziatiMosca esulta, ma Putin non apre ai negoziati

La reazione russa alle parole di Trump è stata immediata.

Kirill Dmitriev, inviato del Cremlino impegnato nei contatti con Washington, ha accolto favorevolmente le dichiarazioni del presidente americano, pubblicando sui social una copertina del Time dedicata a Zelensky e commentando il momento come particolarmente significativo.

Il governo russo ha confermato l'allentamento di alcune restrizioni alle esportazioni di diesel, in linea con l'intesa annunciata dalla Casa Bianca.

Questo avvicinamento economico, tuttavia, non si è tradotto in una svolta diplomatica sulla guerra.

Secondo quanto riferito dal consigliere del Cremlino Yuri Ushakov, durante la telefonata con Trump Putin avrebbe ribadito di non voler riprendere i negoziati alle condizioni attualmente prospettate, insistendo sulla volontà di proseguire le operazioni militari fino al raggiungimento degli obiettivi russi.

Ne emerge una situazione contraddittoria: Washington alleggerisce la pressione economica su Mosca nella speranza di contenere i prezzi energetici, mentre il Cremlino non annuncia concessioni sul terreno del conflitto.

Link to Bombe russe su Zaporizhzhia: almeno venti mortiBombe russe su Zaporizhzhia: almeno venti morti

Mentre lo scontro diplomatico si intensificava, la guerra continuava a colpire la popolazione civile ucraina.

Nella giornata del 10 ottobre, un attacco russo con bombe aeree guidate ha colpito edifici residenziali a Zaporizhzhia, nel sud-est del Paese.

Secondo il bilancio diffuso dalle autorità ucraine e riportato da Reuters, le vittime sono state almeno venti, tra cui tre bambini. Il numero potrebbe essere aggiornato con il proseguimento delle operazioni di soccorso.

Zelensky ha collegato politicamente l'attacco alla decisione americana, sostenendo che Mosca avesse risposto all'alleggerimento delle sanzioni con nuovi bombardamenti.

Non ci sono tuttavia elementi per affermare che l'offensiva sia stata ordinata come conseguenza diretta dell'accordo sul diesel. La successione temporale è certa; il nesso causale non è dimostrato.

Resta il fatto che i bombardamenti sono proseguiti mentre le diplomazie discutevano possibili soluzioni per fermare la guerra.

Link to L'Europa critica Trump: «La revoca delle sanzioni aiuta la Russia»L'Europa critica Trump: «La revoca delle sanzioni aiuta la Russia»

L'intesa tra Washington e Mosca ha provocato preoccupazione anche nelle capitali europee.

L'Alta rappresentante dell'Unione europea per gli Affari esteri, Kaja Kallas, ha criticato la scelta americana, osservando che l'allentamento delle restrizioni sulle esportazioni russe rischia di rafforzare la capacità del Cremlino di sostenere il conflitto.

La posizione europea rimane quella di mantenere una pressione economica significativa sulla Russia, considerata uno strumento necessario per favorire negoziati credibili.

Anche negli Stati Uniti sono arrivate contestazioni.

Esponenti democratici, tra cui Chuck Schumer ed Elizabeth Warren, hanno accusato Trump di indebolire la politica delle sanzioni. Critiche sono state espresse anche da alcuni parlamentari repubblicani, preoccupati per le conseguenze dell'accordo sulla sicurezza americana e sul sostegno all'Ucraina.

Il presidente statunitense, al contrario, continua a difendere la scelta come una risposta concreta all'emergenza dei prezzi energetici.

Link to Trump può davvero chiedere la sostituzione di Zelensky?Trump può davvero chiedere la sostituzione di Zelensky?

Le parole del presidente americano aprono anche una questione istituzionale.

Trump può auspicare pubblicamente un cambio alla guida dell'Ucraina, ma non dispone di alcun potere per imporlo.

La scelta del presidente ucraino spetta ai cittadini del Paese attraverso le procedure previste dall'ordinamento nazionale.

Le elezioni presidenziali, inizialmente previste nel 2024, non si sono svolte a causa della legge marziale in vigore dall'invasione russa del febbraio 2022. Zelensky continua a esercitare le proprie funzioni nell'attuale quadro costituzionale.

La richiesta americana ha quindi un significato politico e diplomatico, non costituisce una decisione istituzionale capace di determinare automaticamente la fine della presidenza ucraina.

La distinzione è importante anche perché la guerra rende particolarmente complessa l'organizzazione di elezioni, tra territori occupati, cittadini sfollati e militari impegnati al fronte.

Link to Una nuova crisi tra Washington e KievUna nuova crisi tra Washington e Kiev

Il confronto tra Trump e Zelensky riporta i rapporti tra Stati Uniti e Ucraina a un livello di tensione che ricorda lo scontro pubblico avvenuto nello Studio Ovale nel febbraio 2025.

Questa volta, però, la questione non riguarda soltanto le condizioni per un accordo di pace.

Al centro ci sono anche gli interessi economici americani, il costo dell'energia e il ruolo delle sanzioni come strumento di pressione internazionale.

Trump considera prioritario abbassare i prezzi del diesel negli Stati Uniti e chiede a Kiev di modificare la propria strategia militare. Zelensky ritiene invece che concedere nuove entrate alla Russia significhi indebolire la possibilità di arrivare a una pace duratura.

Le posizioni restano distanti e il Cremlino, almeno per il momento, non ha mostrato segnali concreti di disponibilità a modificare le proprie richieste.

La conseguenza è una crisi che rischia di pesare sui prossimi negoziati e sui rapporti tra Washington e gli alleati europei.

Con la richiesta di un nuovo presidente ucraino, Trump ha compiuto un ulteriore passo nello scontro con Zelensky. Resta da capire se si tratti di una pressione destinata a incidere sulle trattative o dell'inizio di un cambiamento più profondo nella politica americana verso Kiev.

 

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

Breaking News