Intesa Trump Putin per la fornitura di diesel russo ai mercati internazionali, l' ira di Kiev

di

Aisha Harrison

La decisione di Washington ha provocato la reazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che teme che i ricavi derivanti dalla vendita di prodotti petroliferi possano contribuire a sostenere lo sforzo bellico russo.

Intesa Trump Putin per la fornitura di diesel russo ai mercati internazionali, l' ira di Kiev

Il presidente americano Donald Trump annuncia un’intesa con il leader russo Vladimir Putin per la fornitura di diesel russo ai mercati internazionali e la sospensione temporanea delle sanzioni statunitensi sul carburante fino al 7 aprile 2027. Secondo la Casa Bianca, l’accordo dovrebbe contribuire a ridurre i prezzi dell’energia, mentre la decisione apre un nuovo fronte di tensione con Kiev, preoccupata per le risorse economiche che Mosca potrebbe ricavare dalle esportazioni.

Stando a quanto riferito da Trump sul social Truth, la Russia fornirà inizialmente oltre 300 mila tonnellate di diesel, seguite da altre 500 mila tonnellate a novembre e da un ulteriore milione di tonnellate in una fase successiva. Il presidente americano ha inoltre indicato la possibilità di ulteriori forniture per tre milioni di tonnellate, subordinatamente alla capacità delle raffinerie russe. Putin ha confermato la disponibilità di Mosca a rifornire i mercati statunitensi e internazionali, sostenendo che l’intesa potrà avere effetti positivi sull’economia globale.

La decisione di Washington ha provocato la reazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che teme che i ricavi derivanti dalla vendita di prodotti petroliferi possano contribuire a sostenere lo sforzo bellico russo. «La Russia ripagherà il diesel con ulteriore terrore e perfidia», ha dichiarato il leader ucraino, criticando l’allentamento delle restrizioni proprio mentre continuano gli attacchi contro le città e le infrastrutture del Paese.


Le tensioni si riflettono anche sul piano diplomatico. Gli incontri a Miami tra la delegazione ucraina, i rappresentanti degli Stati Uniti e gli esponenti europei e della Nato si sono conclusi prima del previsto. La seconda giornata di colloqui, inizialmente programmata per il 10 ottobre, è stata annullata. La delegazione di Kiev, composta tra gli altri da Kyrylo Budanov, Rustem Umerov, David Arakhamia e Sergiy Kyslytsya, era arrivata negli Stati Uniti per discutere nuove proposte volte a ridurre l’escalation del conflitto e favorire una possibile tregua. Al tavolo erano presenti anche l’inviato speciale americano Steve Witkoff e Jared Kushner, insieme a rappresentanti di Regno Unito, Francia, Germania, Commissione europea e Nato.

Secondo quanto riferito da Zelensky, la delegazione ucraina sarebbe stata informata soltanto poco prima dell’annuncio pubblico dell’accordo tra Trump e Putin. Il presidente ha criticato la gestione dei contatti con Mosca, sostenendo che Kiev non fosse stata adeguatamente coinvolta in una decisione destinata ad avere conseguenze dirette sulla sicurezza e sulle prospettive economiche del Paese.

Non è stato tuttavia confermato ufficialmente un legame diretto tra l’intesa sul diesel e la conclusione anticipata degli incontri. Witkoff ha descritto i colloqui come «costruttivi», spiegando che le discussioni hanno riguardato la sicurezza energetica dell’Ucraina, le esportazioni di cereali, le garanzie di sicurezza per Kiev e per l’Europa, la ricostruzione postbellica e il percorso di adesione ucraino all’Unione europea.

Sul fronte militare, continua a salire il bilancio delle vittime degli attacchi russi. A Zaporizhzhia, nel sud-est dell’Ucraina, sette persone sono morte in seguito a un raid che ha colpito un edificio residenziale di cinque piani. Tra le vittime ci sono tre bambini. Almeno dieci persone sono rimaste ferite.Le squadre di soccorso sono intervenute per cercare eventuali sopravvissuti tra le macerie. Il bilancio, secondo le autorità locali, potrebbe essere ancora provvisorio, mentre proseguono le operazioni di ricerca e assistenza ai residenti coinvolti.

Nelle stesse ore, Mosca ha riferito di aver colpito una nave da carico diretta al porto di Odessa, sostenendo che trasportasse materiale militare destinato alle forze armate ucraine. La notizia è stata diffusa dall’agenzia russa Tass, che cita il ministero della Difesa di Mosca. In Russia, invece, un vasto incendio è stato segnalato nel terminal petrolifero Yug Rusi, a Rostov sul Don, dopo un presunto attacco con droni ucraini. Le autorità hanno confermato l’incendio e l’intervento della difesa aerea, senza precisare se l’impianto sia stato effettivamente colpito.

Nonostante le tensioni, resta aperta la prospettiva di nuovi tentativi negoziali. Secondo quanto riportato da Axios, Witkoff e Kushner stanno valutando una visita a Mosca e Kiev nella settimana successiva, con l’obiettivo di discutere ulteriori proposte per porre fine alla guerra. Non è ancora chiaro se l’accordo energetico tra Washington e Mosca avrà conseguenze sui tempi e sulle modalità di questi incontri.

Il presidente americano ha ribadito di essere vicino a una soluzione dei conflitti in Ucraina e in Iran, rivendicando i propri sforzi diplomatici. Sul versante della sicurezza europea, il presidente del Comitato militare della Nato, l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, ha escluso che l’Alleanza stia preparando un blocco di Kaliningrad e ha confermato il sostegno all’Ucraina, sottolineando la funzione di deterrenza della Nato.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

Breaking News