UEFA contro il piano di Infantino: è scontro totale con la FIFA, spunta l'ipotesi boicottaggio

di

Mario Tosetti

La UEFA e le 55 federazioni europee respingono il piano di Gianni Infantino per aprire ai capitali privati la gestione commerciale dei Mondiali. Sul tavolo anche l'ipotesi di boicottare le competizioni FIFA

UEFA contro il piano di Infantino: è scontro totale con la FIFA, spunta l'ipotesi boicottaggio

Lo scontro tra UEFA e FIFA entra in una nuova fase. La Confederazione europea, insieme alle sue 55 federazioni affiliate, ha respinto con fermezza il progetto promosso dal presidente Gianni Infantino, che punta a trasferire la gestione commerciale dei Mondiali e delle principali competizioni FIFA in una nuova società aperta all'ingresso di investitori privati.

Secondo quanto emerso nelle ultime ore, la UEFA considera il piano incompatibile con il modello di governance del calcio internazionale e teme che possa trasformare la competizione più importante del mondo in un prodotto sempre più orientato alla massimizzazione dei profitti.

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Il progetto prevede la nascita di una nuova società, controllata dalla FIFA, alla quale verrebbero conferiti i diritti commerciali e televisivi dei Mondiali e di altri eventi organizzati dalla federazione internazionale.

L'obiettivo dichiarato da Infantino sarebbe quello di attrarre capitali privati, valorizzare il patrimonio commerciale della FIFA e generare nuove risorse economiche da redistribuire alle federazioni nazionali. Secondo le indiscrezioni, il valore dell'operazione potrebbe aggirarsi intorno ai 20 miliardi di dollari.

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La reazione della UEFA è stata durissima. Il presidente Aleksander Ceferin e le federazioni europee contestano sia il metodo sia il merito dell'iniziativa, denunciando una scarsa trasparenza nella gestione del progetto e il rischio che interessi finanziari esterni possano condizionare le decisioni sportive.

Nel documento approvato all'unanimità viene chiesto alla FIFA di ritirare il piano. In caso contrario, la UEFA valuta anche misure drastiche, compresa la possibilità di non partecipare alle future competizioni organizzate dalla FIFA, ipotesi che rappresenterebbe uno strappo senza precedenti nei rapporti tra le due principali istituzioni del calcio mondiale.

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Alla base delle critiche c'è la convinzione che il calcio internazionale stia attraversando una fase di crescente commercializzazione. Per la UEFA, il Mondiale rappresenta un patrimonio sportivo globale che non dovrebbe essere gestito secondo logiche esclusivamente finanziarie.

Anche alcuni governi europei e la Commissione europea hanno fatto sapere di seguire con attenzione gli sviluppi della vicenda, sottolineando la necessità di garantire il rispetto delle regole sulla concorrenza e sulla governance dello sport.

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Il confronto tra FIFA e UEFA rischia ora di avere conseguenze ben oltre il piano economico. Se le parti non dovessero trovare un compromesso, potrebbero emergere tensioni sulla gestione del calendario internazionale, sull'organizzazione dei tornei e sui rapporti tra federazioni nazionali e organismi calcistici.

Per il momento Gianni Infantino non ha mostrato segnali di voler ritirare il progetto. La UEFA, invece, conferma la linea della fermezza. Le prossime settimane saranno decisive per capire se lo scontro potrà rientrare attraverso il dialogo oppure se il calcio internazionale si avvierà verso una delle più profonde crisi istituzionali della sua storia recente.

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