Usa, arresti negli aeroporti per chi ha il visto scaduto: la stretta di Trump amplia la rete delle deportazioni

di

Aisha Harrison

L’amministrazione Trump ha avviato una nuova fase della campagna contro l’immigrazione irregolare, con arresti negli aeroporti di cittadini stranieri trovati con il visto scaduto, anche quando sono in attesa di regolarizzare la propria posizione o sono sposati con cittadini americani. Lo rivela un’inchiesta del New York Times, basata su documenti del Dipartimento della Sicurezza interna e sulle testimonianze di avvocati dell’immigrazione.

Usa, arresti negli aeroporti per chi ha il visto scaduto: la stretta di Trump amplia la rete delle deportazioni

L’amministrazione Trump ha avviato una nuova fase della campagna contro l’immigrazione irregolare, con arresti negli aeroporti di cittadini stranieri trovati con il visto scaduto, anche quando sono in attesa di regolarizzare la propria posizione o sono sposati con cittadini americani. Lo rivela un’inchiesta del New York Times, basata su documenti del Dipartimento della Sicurezza interna e sulle testimonianze di avvocati dell’immigrazione.

Secondo il quotidiano, nelle ultime settimane agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) hanno effettuato fermi in almeno 15 aeroporti statunitensi, spesso in abiti civili, intervenendo ai banchi del check-in o ai gate d’imbarco. In alcuni casi gli arresti sono avvenuti senza clamore, in altri sono stati ripresi dai passeggeri e diffusi sui social.

La nuova strategia sembra rappresentare un ampliamento del programma di collaborazione tra la Transportation Security Administration (Tsa), l’agenzia che controlla la sicurezza negli aeroporti, e l’Ice. In precedenza gli interventi riguardavano soprattutto persone con ordini definitivi di espulsione; ora, secondo il New York Times, il sistema sarebbe stato esteso anche a chi ha semplicemente superato la durata del visto.

Si tratta di una platea molto più ampia: ogni anno centinaia di migliaia di stranieri restano negli Stati Uniti oltre la scadenza del permesso di soggiorno. Molti si trovano in una situazione giuridica complessa perché hanno presentato richieste di proroga del visto, di permesso di lavoro o di carta verde. In passato queste persone raramente venivano arrestate durante le procedure di regolarizzazione, salvo casi legati a reati.

La linea dell’amministrazione Trump è però cambiata. Il Dipartimento della Sicurezza interna ha dichiarato che l’obiettivo è impedire agli stranieri presenti illegalmente negli Stati Uniti di viaggiare, salvo per lasciare il Paese volontariamente. La stessa agenzia non ha confermato ufficialmente l’estensione del programma, né ha fornito dati sul numero di arresti effettuati negli aeroporti.

Tra le persone coinvolte figurano un ingegnere in attesa del rinnovo del visto di lavoro, alcuni cittadini stranieri sposati con americani e un’ex ragazza alla pari. Tra i casi più discussi quello di Chantal Morales Rojas, 27 anni, cittadina ecuadoriana, fermata il 20 luglio mentre stava salendo su un volo della Southwest Airlines da Denver a Oakland. Secondo la famiglia per cui aveva lavorato come au pair, la donna era negli Stati Uniti in attesa di ripartire dopo una visita agli ex datori di lavoro.

Gli arresti hanno suscitato preoccupazione tra gli avvocati dell’immigrazione. «In 38 anni di professione non avevo mai visto una situazione simile», ha dichiarato Charles Kuck, legale di un ingegnere indiano fermato mentre aspettava il rinnovo del permesso di lavoro.

Anche le indicazioni ai clienti stanno cambiando. Shannon Shepherd, dell’American Immigration Lawyers Association di Chicago, ha spiegato che in passato agli stranieri in regola con i documenti veniva consigliato di viaggiare all’interno degli Stati Uniti con un documento valido. «Ora – ha detto – stiamo suggerendo a chi è in fase di cambio di status di evitare gli spostamenti».

La collaborazione tra Tsa e Ice era iniziata nel maggio 2025, quando l’agenzia per la sicurezza aeroportuale aveva iniziato a condividere informazioni utili ai controlli migratori. Secondo gli esperti, il cambiamento più rilevante è l’ampliamento dei criteri di selezione: «La rete per individuare le persone da fermare è diventata molto più ampia», ha osservato l’avvocato dell’immigrazione Ghassan Shamieh.

La nuova politica si inserisce nella campagna di espulsioni di massa promessa da Donald Trump, che punta ad aumentare significativamente il numero degli arresti quotidiani effettuati dall’Ice.

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