Al British Museum arriva l’Arazzo di Bayeux in prestito dalla Normandia

di

Pierpaolo Carmine Beccarisi

Il museo stima che la mostra richiamerà 7,5 milioni di visitatori in dieci mesi. Ed è già boom di biglietti venduti

Al British Museum arriva l’Arazzo di Bayeux in prestito dalla Normandia

Il British Museum presenta la mostra che, dal 10 settembre 2026 all'11 luglio 2027, porta a Londra, per la prima volta in mille anni, l’Arazzo di Bayeux. Come affermato dal museo, si tratta di "un documento storico, un’opera d'arte e un oggetto della memoria europea" che arriva nel Regno Unito con "uno dei più significativi prestiti internazionali tra musei mai realizzati".

Come ha osservato Nicholas Cullinan, direttore del British Museum, "l’Arazzo di Bayeux è uno dei manufatti culturali più importanti e unici al mondo. Illustra i profondi legami tra Gran Bretagna e Francia e continua ad affascinare persone di ogni luogo e generazione". 

L'opera è più propriamente una broderie: un ricamo di lino lungo 70 m e alto 69 cm realizzato alla fine dell’XI secolo, probabilmente su commissione di Oddone, vescovo di Bayeux. Vi si narrano 58 scene, con oltre 600 figure e 200 cavalli, in cui si descrive la conquista dell’Inghilterra da parte di Guglielmo il Conquistatore culminata nella battaglia di Hastings del 1066, offrendo al tempo stesso una preziosa documentazione sulla vita, le armi, le architetture e la società dell’epoca. 

La collocazione all'interno del museo permette ai visitatori di osservare l’Arazzo da vicino e poi da una passerella-balcone, potendo così godere di una visione d'insieme. L'intendo dell'esposizione è permettere la lettura dell’opera come "una lunga narrazione continua". 

Sempre Nicholas Cullinan, a giugno aveva scritto su Le Monde che "Per i britannici, l’Arazzo di Bayeux racconta un momento di grandi sconvolgimenti della loro storia. La conquista normanna trasformò profondamente la monarchia, la lingua, la legge e, in definitiva, il Paese che divenne il Regno Unito. Da quasi un millennio, la Francia custodisce uno dei più grandi tesori del patrimonio mondiale. Generazioni di curatori francesi hanno permesso a quest’opera di attraversare i secoli, le rivoluzioni, le guerre e le occupazioni, conservando un capolavoro dell’arte medievale e proteggendo un capitolo comune della storia europea. I prestiti intermuseali sono comuni. Questo no. Affidare a un altro Paese uno dei suoi beni culturali più preziosi è un gesto che va ben oltre la diplomazia". Questo, conclude, "È un segno di amicizia e una prova di fiducia".

 

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

Breaking News