Arrivano primi segnali moderatamente confortanti sulle condizioni di Alessandro Di Battista, ma la prudenza resta massima. L'ex parlamentare del Movimento 5 Stelle è ancora ricoverato in terapia intensiva all'ospedale Hermanos Ameijeiras dell'Avana dopo l'intervento chirurgico d'urgenza resosi necessario per il peggioramento delle sue condizioni.
L'operazione è riuscita e Di Battista si trova attualmente sedato, una condizione prevista nel decorso successivo a un intervento di questa entità. La fase decisiva sarà quella successiva: i medici dovranno verificare la risposta dell'organismo quando terminerà il periodo di sedazione.
Secondo le informazioni filtrate nelle ultime ore da Cuba, alcuni dei parametri sottoposti a monitoraggio presenterebbero valori nella norma. È il primo elemento che consente alle persone vicine all'ex deputato di guardare all'evoluzione con un cauto ottimismo, senza tuttavia considerare superata la fase più delicata.
L'attesa per la fine della sedazione
È proprio questo il passaggio sul quale si concentra adesso l'attenzione.
Di Battista dovrebbe rimanere sedato almeno per alcuni giorni dopo l'intervento. Soltanto successivamente sarà possibile ottenere indicazioni più significative sulla risposta all'operazione e sull'evoluzione del quadro clinico.
Le persone a lui vicine continuano per questo a chiedere prudenza. La riuscita dell'intervento rappresenta un elemento positivo, ma non permette ancora di formulare previsioni precise sui tempi di recupero.
L'ex deputato resta quindi sotto stretta osservazione in terapia intensiva, assistito dall'équipe dell'ospedale cubano e con il supporto degli specialisti italiani arrivati nei giorni scorsi.
Alcuni parametri sarebbero nella norma
La principale novità emersa il 7 settembre riguarda proprio i primi riscontri successivi all'operazione.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, alcuni parametri monitorati nelle ultime ore sembrerebbero avere valori nella norma. Le fonti vicine a Di Battista accolgono il dato con prudente ottimismo, sottolineando però che si tratta ancora di una fase delicata.
Non è stato diffuso un bollettino medico ufficiale dettagliato e resta quindi necessario evitare interpretazioni che vadano oltre le informazioni effettivamente disponibili.
Il vero banco di prova arriverà al termine della sedazione, quando i medici potranno effettuare una valutazione più completa delle condizioni dell'ex parlamentare.
Il rientro in Italia potrebbe richiedere settimane
Cambia anche lo scenario relativo al ritorno a Roma.
Prima del peggioramento, Di Battista avrebbe dovuto lasciare Cuba a bordo di un'aeroambulanza privata e raggiungere il Policlinico Gemelli. Il trasferimento era praticamente organizzato quando le sue condizioni hanno imposto un cambio di programma e la decisione di procedere con l'intervento direttamente all'Avana.
Adesso il rientro non appare imminente.
Tra le persone informate sulla situazione circola l'ipotesi che la permanenza a Cuba possa prolungarsi fino a circa quattro settimane dall'operazione. Si tratta però di una stima prudenziale e non di una data fissata dai medici: i tempi dipenderanno interamente dal decorso post-operatorio e dalla possibilità di affrontare in sicurezza un volo transoceanico.
La famiglia e gli amici mantengono il massimo riserbo
Intorno a Di Battista continua intanto a esserci un forte riserbo.
La madre dei suoi due figli, Sahra Lahouasnia, ha raggiunto Cuba, mentre nei giorni scorsi era arrivato all'Avana anche Luca Di Giuseppe, presidente dell'associazione Schierarsi, successivamente rientrato in Italia.
La stessa associazione fondata da Di Battista ha chiesto pubblicamente «massima discrezione e prudenza» nella diffusione delle informazioni.
Una richiesta motivata anche dalla quantità di indiscrezioni circolate sulla natura del malore e sulla patologia che ha determinato l'intervento.
Cosa sappiamo realmente sulla diagnosi
Su questo punto non ci sono novità sostanziali: non è stata resa pubblica una diagnosi ufficiale.
Di Battista aveva accusato fortissimi dolori alla testa prima del grave malore del 28 agosto. Dopo un primo ricovero a Santa Clara, era stato trasferito all'Hermanos Ameijeiras dell'Avana.
Nei giorni successivi erano arrivati da Roma anche due specialisti del Policlinico Gemelli, un neurochirurgo e un rianimatore, per collaborare con l'équipe cubana.
Questi elementi hanno alimentato diverse ipotesi sulla natura neurologica del problema, ma in assenza di una comunicazione ufficiale da parte dei medici o della famiglia non è corretto attribuire a Di Battista una specifica diagnosi.
Il peggioramento poco prima del trasferimento
Il momento decisivo si è verificato quando il rientro in Italia sembrava ormai organizzato.
L'aeroambulanza privata avrebbe dovuto trasportare Di Battista a Roma, dove era previsto il ricovero al Gemelli. Prima della partenza, però, le condizioni dell'ex deputato sono peggiorate.
Dopo una nuova valutazione clinica, i medici hanno ritenuto troppo rischioso affrontare il viaggio e hanno deciso di procedere con l'intervento direttamente all'Avana.
L'operazione ha avuto esito positivo, ma ha inevitabilmente modificato tutti i programmi relativi al trasferimento in Italia.
I medici del Gemelli restano al fianco dell'équipe cubana
La presenza degli specialisti italiani rappresenta un elemento importante nella gestione del caso.
Un neurochirurgo e un anestesista-rianimatore del Gemelli erano arrivati a Cuba proprio per collaborare con i medici dell'Hermanos Ameijeiras e preparare il trasferimento dell'ex parlamentare.
Dopo il peggioramento e l'intervento, il coordinamento tra i sanitari italiani e cubani è diventato ancora più importante nella valutazione del decorso.
La priorità non è quindi fissare una nuova data per l'aeroambulanza, ma stabilire quando le condizioni consentiranno di affrontare il viaggio senza ulteriori rischi.
Come sta oggi Alessandro Di Battista
Il quadro aggiornato al 7 settembre contiene dunque qualche elemento più positivo rispetto alle ore immediatamente successive all'intervento, ma non consente ancora di sciogliere la prognosi sul recupero.
L'operazione è riuscita. Di Battista è sedato e ricoverato in terapia intensiva. Alcuni parametri monitorati nelle ultime ore sarebbero nella norma.
Sono questi, al momento, i dati più significativi.
La fase successiva sarà determinante: bisognerà attendere la conclusione del periodo di sedazione e verificare come l'ex parlamentare risponderà all'intervento. È per questa ragione che amici, familiari e persone a lui vicine continuano a invitare alla massima cautela.
Anche i tempi del ritorno in Italia restano indefiniti. L'ipotesi di una permanenza a Cuba fino a quattro settimane viene indicata da alcune fonti, ma non rappresenta un calendario già stabilito.
Rispetto alle informazioni delle ultime ore, quindi, la novità più importante è una: dal decorso post-operatorio stanno arrivando alcuni primi riscontri confortanti, ma sarà soprattutto la risposta di Di Battista dopo la sedazione a permettere ai medici di valutare realmente l'evoluzione delle sue condizioni.
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