Una svolta nelle condizioni di Alessandro Di Battista, ancora ricoverato all'Avana dopo il delicato intervento chirurgico subito nei giorni scorsi. L'ex parlamentare sta migliorando e, se il decorso continuerà positivamente, potrebbe rientrare in Italia già venerdì 11 settembre.
È un'accelerazione significativa rispetto alle previsioni circolate soltanto pochi giorni fa, quando si ipotizzava una permanenza a Cuba anche di diverse settimane.
Il possibile trasferimento resta subordinato alle condizioni cliniche e alle valutazioni dei medici, ma per la prima volta dopo l'operazione si comincia concretamente a lavorare su tempi ravvicinati per il ritorno in Italia. Secondo quanto appreso da Adnkronos da fonti parlamentari, l'assicurazione sanitaria starebbe già lavorando per organizzare il rientro nella Capitale venerdì.
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Le notizie più incoraggianti riguardano il decorso post-operatorio.
Secondo fonti citate dal Corriere della Sera, Di Battista ha iniziato a parlare nella giornata di martedì 8 settembre e i progressi successivi al delicato intervento neurochirurgico sarebbero stati definiti «eccellenti».
Se l'evoluzione continuerà in questa direzione, il trasferimento in Italia potrebbe dunque avvenire molto prima di quanto inizialmente ipotizzato.
Anche fonti mediche interpellate dall'ANSA confermano il miglioramento. Il decorso successivo all'operazione starebbe procedendo positivamente e le condizioni dell'ex deputato starebbero evolvendo bene, anche se resta necessaria la massima prudenza. Di Battista risulta ancora ricoverato all'Hospital Clínico Quirúrgico Hermanos Ameijeiras dell'Avana.
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Il nuovo scenario segna un netto cambiamento rispetto alle informazioni emerse immediatamente dopo l'intervento.
Nei giorni scorsi fonti vicine a Di Battista avevano ipotizzato che potesse essere necessario rimanere a Cuba fino a quattro settimane dopo l'operazione. Non si trattava di una prognosi ufficiale, ma di una previsione prudenziale legata alla delicatezza del quadro clinico e alla necessità di osservare la risposta all'intervento.
Ora il miglioramento delle condizioni ha permesso di iniziare a valutare una prospettiva completamente diversa.
La data di venerdì, tuttavia, non deve essere considerata ancora definitiva. Il trasferimento di un paziente reduce da un intervento di questa portata richiede precise condizioni di sicurezza e sarà possibile soltanto se i sanitari riterranno Di Battista nelle condizioni di affrontare il viaggio.
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A fornire un primo segnale rassicurante era stata nelle ultime ore anche Schierarsi, l'associazione fondata dallo stesso Di Battista.
Dopo giorni caratterizzati da un fortissimo riserbo, l'associazione ha fatto sapere che Alessandro sta affrontando positivamente la fase successiva all'intervento e che desidera tornare alle proprie attività.
Schierarsi ha contemporaneamente chiesto di mantenere la massima prudenza nella diffusione delle informazioni sulle sue condizioni di salute. Non sono infatti stati divulgati dettagli sulla diagnosi né sulla natura precisa dell'intervento subito all'Avana.
L'associazione ha inoltre rivolto un ringraziamento ai medici cubani e in particolare al reparto di Neurochirurgia dell'Hospital Clínico Quirúrgico Hermanos Ameijeiras, dove Di Battista è stato operato e assistito.
Ringraziamenti anche alle autorità italiane, all'Unità di Crisi della Farnesina e all'ambasciatrice italiana a Cuba Simona De Martino per il lavoro svolto durante i giorni più difficili.
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La vicenda era iniziata il 28 agosto, quando Di Battista aveva accusato un grave malore mentre si trovava a Cuba.
L'ex parlamentare era sull'isola per realizzare un reportage. Dopo un primo ricovero a Santa Clara, legato anche a forti dolori alla testa, era stato trasferito all'Avana, dove è stato preso in carico dall'Hermanos Ameijeiras.
Nei giorni successivi era stato organizzato il suo ritorno in Italia con un'aeroambulanza. Il piano prevedeva il trasferimento a Roma e il ricovero al Policlinico Gemelli.
Il viaggio era però saltato all'ultimo momento.
Un peggioramento delle condizioni aveva spinto i medici a considerare troppo rischioso il trasferimento e a procedere con un intervento urgente direttamente all'Avana.
A Cuba erano arrivati anche due specialisti del Gemelli, un neurochirurgo e un anestesista-rianimatore, per collaborare con l'équipe cubana nella gestione del caso.
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L'intervento era riuscito, ma nelle ore immediatamente successive Di Battista era rimasto sedato e ricoverato in terapia intensiva.
Proprio per la delicatezza della situazione, nei primi giorni nessuno aveva voluto formulare previsioni precise sui tempi del recupero.
Le informazioni emerse successivamente avevano indicato alcuni parametri nella norma, alimentando un prudente ottimismo. La vera verifica sarebbe però arrivata con il superamento della fase di sedazione e la valutazione delle condizioni neurologiche.
Il fatto che adesso Di Battista abbia ripreso a parlare e possa essere valutato per un trasferimento internazionale rappresenta quindi un'evoluzione rilevante rispetto al quadro di appena pochi giorni fa.
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Se arriverà il via libera definitivo, l'organizzazione del viaggio dovrebbe tornare nelle mani dell'assicurazione sanitaria.
Già prima dell'operazione era stata predisposta un'aeroambulanza per riportare Di Battista in Italia. L'ex parlamentare aveva chiarito pubblicamente che il costo del trasferimento sarebbe stato sostenuto dalla compagnia assicurativa attraverso la polizza sottoscritta prima della partenza per Cuba.
Ora quel piano potrebbe essere riattivato.
Secondo le informazioni raccolte da Adnkronos, l'assicurazione starebbe lavorando per consentire il ritorno a Roma già venerdì.
Non è stato però comunicato ufficialmente dove Di Battista sarà ricoverato una volta arrivato in Italia. Prima dell'intervento cubano la destinazione prevista era il Policlinico Gemelli di Roma, ma sarà necessario attendere conferme sul nuovo trasferimento.
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Nonostante le numerose indiscrezioni circolate negli ultimi giorni, rimane un punto sul quale è necessario mantenere cautela: non è stata resa pubblica una diagnosi dettagliata.
Le informazioni ufficiali e quelle provenienti dall'entourage hanno riguardato soprattutto il ricovero, l'intervento e l'evoluzione delle condizioni.
Non è quindi possibile attribuire con certezza il malore a una specifica patologia sulla base delle informazioni attualmente disponibili.
È anche per questo che Schierarsi continua a chiedere prudenza e rispetto della riservatezza di Di Battista e della sua famiglia.
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Le prossime ore saranno decisive.
La possibilità di un rientro venerdì 11 settembre testimonia quanto rapidamente sia cambiato il quadro rispetto ai giorni immediatamente successivi all'operazione. Da una possibile permanenza a Cuba di diverse settimane si è passati alla concreta valutazione di un trasferimento nel giro di pochi giorni.
La cautela, però, resta necessaria.
Di Battista è reduce da un intervento delicato e il viaggio potrà essere autorizzato soltanto se l'evoluzione clinica continuerà a essere favorevole. La data di venerdì rappresenta quindi una possibilità concreta, non ancora una certezza.
Il dato più rassicurante, al momento, è un altro: l'ex parlamentare ha ripreso a parlare, sta migliorando e il decorso post-operatorio viene descritto come positivo. Dopo giorni di forte preoccupazione, sono i primi elementi che consentono di guardare con maggiore fiducia alla possibilità del suo ritorno in Italia.
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