Bce, il sindacato contro Christine Lagarde: è scontro sul libro e sulle regole etiche

di

Mario Tosetti

I rappresentanti dei dipendenti della Banca centrale europea chiedono chiarimenti sulla promozione dell'autobiografia della presidente durante una conferenza stampa ufficiale. Sotto osservazione anche le indiscrezioni su un possibile futuro incarico al World Economic Forum. Francoforte respinge le contestazioni e assicura che il progetto editoriale è stato autorizzato

Bce, il sindacato contro Christine Lagarde: è scontro sul libro e sulle regole etiche

Si apre un nuovo fronte di tensione all'interno della Banca centrale europea. Questa volta al centro della controversia non ci sono i tassi d'interesse, l'inflazione o le prospettive economiche dell'Eurozona, ma Christine Lagarde e il rispetto delle regole etiche che disciplinano le attività dei vertici dell'istituzione.

A sollevare la questione sono i rappresentanti del personale della Bce, che hanno chiesto formalmente chiarimenti sulla promozione dell'autobiografia della presidente durante una conferenza stampa ufficiale. Un episodio che ha riacceso il confronto sulle differenze tra le norme applicate ai dipendenti e quelle previste per i membri del Comitato esecutivo.

La contestazione è contenuta in una lettera datata 9 ottobre, indirizzata al responsabile della conformità della banca centrale. Nel documento vengono sollevati interrogativi anche sulle indiscrezioni relative a un possibile futuro incarico di Lagarde al World Economic Forum, mentre si avvicina la scadenza del suo mandato, prevista per ottobre 2027.

La Bce ha respinto l'ipotesi di irregolarità, precisando che il progetto editoriale della presidente era stato preventivamente comunicato e autorizzato dagli organismi competenti.

L'autobiografia di Lagarde e la frase che ha acceso la polemica

L'episodio all'origine della controversia risale al 10 settembre, quando Christine Lagarde, durante una conferenza stampa dedicata alle decisioni di politica monetaria, ha fatto riferimento alla propria autobiografia, invitando i presenti ad acquistarla.

Il volume, intitolato Lady First, dovrebbe arrivare nelle librerie in lingua inglese nel febbraio 2027.

La battuta della presidente ha attirato l'attenzione dei rappresentanti del personale, che hanno sollevato una questione di opportunità: fino a che punto un dirigente pubblico può utilizzare un appuntamento istituzionale per promuovere un'attività privata?

Il problema non riguarda il diritto di Lagarde a pubblicare un libro, ma il confine tra le sue funzioni alla guida della banca centrale e gli interessi personali connessi alla commercializzazione dell'opera.

I dipendenti della Bce sono sottoposti a regole rigorose sulle pubblicazioni, sulle attività esterne e sull'utilizzo delle risorse dell'istituzione. Proprio per questo i loro rappresentanti chiedono di conoscere i criteri utilizzati per autorizzare il progetto editoriale e le iniziative promozionali della presidente.

La lettera dei dipendenti: nel mirino i possibili doppi standard

A firmare la richiesta di chiarimenti è Carlos Bowles, presidente del comitato del personale della Bce.

Nella lettera, articolata in sei pagine, vengono posti diversi interrogativi sulla compatibilità delle attività private di Lagarde con le regole etiche dell'istituzione.

Uno degli aspetti più delicati riguarda la possibile disparità di trattamento tra i dipendenti ordinari e i componenti degli organi direttivi.

Per il personale sono previste autorizzazioni preventive in relazione a determinate attività esterne, oltre a restrizioni sull'utilizzo del ruolo professionale per finalità personali.

I vertici della Bce sono invece soggetti a un codice di condotta specifico, distinto dal regolamento applicabile ai dipendenti.

La differenza tra i due sistemi non rappresenta automaticamente un'irregolarità, ma è proprio sulla coerenza della loro applicazione che si concentra la contestazione.

I rappresentanti dei lavoratori chiedono inoltre se il manoscritto sia stato esaminato per verificare l'eventuale presenza di informazioni riservate acquisite da Lagarde durante l'esercizio delle sue funzioni.

La risposta della Bce: «Tutto autorizzato»

La Banca centrale europea ha difeso la posizione della presidente, escludendo che la pubblicazione dell'autobiografia sia avvenuta al di fuori delle procedure previste.

Secondo quanto comunicato dall'istituzione, Lagarde aveva informato preventivamente il Comitato etico e il responsabile della conformità e della governance, ottenendo le necessarie autorizzazioni.

La stesura e la pubblicazione del libro sono state considerate attività private, svolte nel tempo libero e senza l'impiego di risorse della Bce.

La presidente aveva inoltre indicato che gli impegni promozionali sarebbero stati organizzati prevalentemente nei fine settimana o durante periodi di ferie.

La precisazione, tuttavia, non esaurisce tutti gli interrogativi sollevati dai rappresentanti del personale.

Resta infatti da chiarire se il riferimento commerciale al volume durante una conferenza stampa ufficiale fosse compreso nelle autorizzazioni e se le stesse condizioni sarebbero state applicate a un altro dipendente.

Al momento non risulta accertata alcuna violazione del codice etico da parte di Lagarde.

Il possibile futuro al World Economic Forum

La polemica sull'autobiografia si intreccia con un'altra questione che da mesi alimenta indiscrezioni sul futuro della presidente.

Il mandato di Christine Lagarde alla guida della Bce terminerà nell'ottobre 2027, ma negli ambienti finanziari e istituzionali circola l'ipotesi di un suo possibile passaggio al World Economic Forum.

I rappresentanti del personale chiedono chiarimenti sulle eventuali implicazioni etiche di contatti o trattative relativi a futuri incarichi professionali.

L'attenzione si concentra anche sul ruolo di Larry Fink, amministratore delegato di BlackRock e copresidente del World Economic Forum.

Il punto sollevato riguarda il rischio che un dirigente ancora in carica presso un'istituzione pubblica possa trovarsi a discutere opportunità professionali con soggetti legati al mondo finanziario.

Non esistono, allo stato delle informazioni disponibili, elementi sufficienti per affermare che Lagarde abbia concluso accordi per un nuovo incarico o che si sia verificato un conflitto d'interessi.

La richiesta dei dipendenti riguarda piuttosto la trasparenza delle procedure e le garanzie necessarie per evitare situazioni che possano compromettere, anche sul piano della percezione pubblica, l'indipendenza della banca centrale.

Le tensioni tra sindacato e dirigenza non sono una novità

La controversia si inserisce in un rapporto già difficile tra i rappresentanti dei lavoratori e i vertici dell'istituzione.

Negli ultimi anni il sindacato IPSO ha contestato alcune decisioni della dirigenza riguardanti le condizioni di lavoro, la rappresentanza sindacale e la libertà di espressione dei dipendenti.

Nell'ottobre 2025 era stata annunciata un'iniziativa giudiziaria contro alcune disposizioni interne considerate restrittive per l'attività sindacale.

Un ulteriore procedimento è stato avviato nel 2026 davanti al Tribunale dell'Unione europea, in relazione alle regole sulla rappresentanza del personale.

Le controversie giudiziarie riguardano questioni differenti da quelle sollevate sull'autobiografia di Lagarde, ma contribuiscono a descrivere un clima di tensione che precede l'episodio attuale.

Al centro del confronto rimane il rapporto tra l'autonomia gestionale della Bce e il diritto dei dipendenti a esercitare le proprie funzioni di rappresentanza.

Il precedente dei compensi esterni

Il tema delle regole etiche applicate ai vertici era già emerso in occasione delle polemiche sui compensi percepiti da Lagarde per la partecipazione agli organi della Banca dei Regolamenti Internazionali.

La presidente riceve una remunerazione collegata a tale incarico, secondo una prassi già seguita dai suoi predecessori.

La circostanza aveva sollevato interrogativi tra i dipendenti, sottoposti a limitazioni sulle attività retribuite svolte al di fuori dell'istituzione.

La Bce aveva chiarito che ai componenti del Comitato esecutivo si applica una disciplina distinta da quella del personale e che la partecipazione agli organismi internazionali comporta specifiche responsabilità.

Anche in quel caso, dunque, la discussione si era concentrata meno sulla legittimità formale delle attività e più sulla trasparenza dei criteri adottati.

La nuova controversia ripropone lo stesso interrogativo: quanto devono essere uniformi le regole di comportamento all'interno di un'istituzione pubblica indipendente?

La credibilità della Bce passa anche dalle regole interne

La questione assume un rilievo particolare per il ruolo ricoperto dalla Banca centrale europea.

L'istituzione di Francoforte è chiamata a garantire la stabilità dei prezzi nell'Eurozona e a prendere decisioni che incidono direttamente sul costo del credito, sui mutui e sull'attività delle imprese.

Per esercitare queste funzioni deve operare in condizioni di indipendenza, evitando interferenze politiche e pressioni provenienti da interessi privati.

La credibilità dell'istituzione dipende però anche dalla capacità di assicurare trasparenza e responsabilità nella gestione interna.

È su questo terreno che si confrontano le due posizioni.

La dirigenza sostiene di aver rispettato le procedure previste, mentre i rappresentanti del personale chiedono maggiori garanzie sulla coerenza delle autorizzazioni e sull'applicazione delle norme etiche.

La pubblicazione di un'autobiografia, in sé, non costituisce una violazione. La controversia riguarda invece le modalità della sua promozione e la distinzione tra attività privata e funzione istituzionale.

Lagarde verso la fine del mandato, cresce l'attenzione sulla successione

Il nuovo scontro arriva mentre si avvicina l'ultimo anno del mandato di Christine Lagarde.

La scadenza del suo incarico, fissata per ottobre 2027, rende inevitabile un confronto sul futuro della guida della banca centrale.

Le indiscrezioni su un possibile passaggio al World Economic Forum non hanno trovato conferme definitive, ma hanno contribuito ad alimentare l'attenzione sulla continuità della governance dell'istituzione.

I rappresentanti dei dipendenti chiedono che eventuali decisioni vengano comunicate con chiarezza e che siano rispettate le procedure necessarie a prevenire conflitti d'interesse.

Per il momento, la Bce ribadisce la regolarità delle attività editoriali della presidente e non risultano violazioni accertate.

Resta aperto il confronto con il personale, che attende risposte alle questioni sollevate nella lettera.

Una controversia nata da una frase pronunciata durante una conferenza stampa e diventata rapidamente una discussione più ampia sulla trasparenza, sull'indipendenza e sulle responsabilità di chi guida una delle istituzioni economiche più importanti d'Europa.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

Breaking News