Manovra rinviata, il Cdm approva il Documento di bilancio e dà il via libera all'autonomia differenziata

di

Emilia Morelli

Il Cdm del 13 ottobre approva il Documento programmatico di bilancio ma rinvia la manovra 2027. Via libera all'autonomia per quattro Regioni. Giorgetti attende Bruxelles

Manovra rinviata, il Cdm approva il Documento di bilancio e dà il via libera all'autonomia differenziata

Il Consiglio dei ministri dà il via libera al Documento programmatico di bilancio, ma la discussione sulla manovra economica slitta. Nella riunione di martedì 13 ottobre, convocata alle 19 a Palazzo Chigi, il governo ha approvato il documento che definisce il quadro generale della politica di bilancio per il 2027, senza affrontare l'illustrazione delle misure della prossima legge di Bilancio. Via libera, invece, ai disegni di legge sull'autonomia differenziata per quattro Regioni del Nord, con la soddisfazione della Lega che rivendica un nuovo passo verso uno dei propri principali obiettivi politici.

La giornata è stata segnata da un cambio dell'ordine del giorno del Consiglio dei ministri. Nella prima convocazione figurava anche l'illustrazione delle linee del disegno di legge di Bilancio per il triennio 2027-2029. Il punto è stato successivamente eliminato, insieme all'esame preliminare di un decreto correttivo in materia tributaria.

Da Palazzo Chigi è arrivata una precisazione: la presenza della manovra nella prima versione dell'ordine del giorno sarebbe stata dovuta a un «mero errore materiale». Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti aveva già chiarito, secondo fonti della Presidenza del Consiglio, che l'approvazione del disegno di legge sarebbe avvenuta successivamente.

Dietro il rinvio c'è soprattutto il confronto con Bruxelles sulle possibilità di aumentare la spesa pubblica per affrontare le conseguenze della crisi energetica e sostenere gli investimenti nella difesa.

Approvato il Documento programmatico di bilancio: che cosa contiene

Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento programmatico di bilancio (Dpb), che dovrà essere trasmesso alla Commissione europea entro il 15 ottobre.

Si tratta di un passaggio previsto dal calendario europeo di coordinamento delle politiche economiche, attraverso il quale gli Stati membri comunicano a Bruxelles gli obiettivi di finanza pubblica e le principali linee della programmazione economica per l'anno successivo.

Il documento rappresenta dunque la cornice della futura manovra, ma non coincide con il disegno di legge di Bilancio che dovrà essere discusso e approvato dal Parlamento.

La distinzione è sostanziale: il Dpb contiene le previsioni economiche, gli obiettivi relativi a deficit e debito e l'impostazione generale della politica fiscale, mentre la legge di Bilancio traduce queste scelte in disposizioni normative, stanziamenti e interventi specifici.

Il testo integrale del Dpb approvato nella riunione non risulta ancora disponibile nelle fonti pubbliche consultate. Non è quindi possibile attribuirgli con certezza misure dettagliate su Irpef, pensioni, sanità o agevolazioni fiscali che non siano state formalmente confermate.

Il quadro di riferimento resta quello delineato dal Documento programmatico di finanza pubblica 2026, già esaminato dal Parlamento, sul quale il governo ha costruito la programmazione per il prossimo triennio.

Perché la manovra slitta: Giorgetti aspetta Bruxelles

Il rinvio della discussione sulla legge di Bilancio è legato alla procedura europea per l'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale.

Il governo ha chiesto di poter utilizzare margini aggiuntivi di spesa per affrontare le esigenze legate alla difesa e alla sicurezza energetica, senza compromettere il percorso concordato con l'Unione europea per il controllo dei conti pubblici.

La Commissione europea ha espresso un primo orientamento favorevole, ma il procedimento non è ancora concluso.

Secondo quanto indicato da Giorgetti, la composizione definitiva della manovra sarà stabilita dopo il completamento dell'iter europeo, atteso in occasione dell'Eurogruppo del 9 novembre.

Questo significa che il governo potrebbe non rispettare la scadenza ordinaria del 20 ottobre per la presentazione del disegno di legge di Bilancio alle Camere.

Il termine, tuttavia, non è perentorio e il suo superamento non comporta automaticamente conseguenze sulla validità della procedura.

L'esecutivo punta a conoscere con maggiore precisione i margini di spesa autorizzati prima di definire le singole misure.

Energia e difesa, la partita sulla flessibilità dei conti

Al centro del confronto con Bruxelles c'è la possibilità di utilizzare una maggiore flessibilità per interventi legati all'emergenza energetica e alla difesa.

Secondo le stime circolate nel confronto sulla programmazione economica, l'operazione potrebbe riguardare margini aggiuntivi fino allo 0,6% del Pil annuo, per un valore complessivo indicativo di circa 29 miliardi di euro nel biennio 2027-2028.

Si tratta però di spazi di bilancio potenziali, subordinati alle autorizzazioni europee e alle condizioni previste dalla procedura, non di risorse già definitivamente stanziate.

Il nodo principale riguarda la destinazione degli interventi energetici.

Il governo italiano vorrebbe utilizzare una parte della flessibilità per sostenere famiglie e imprese colpite dall'aumento dei costi di luce e gas.

La Commissione europea mantiene invece una posizione più restrittiva, privilegiando gli investimenti destinati alla sicurezza degli approvvigionamenti e gli aiuti temporanei rivolti alle categorie maggiormente vulnerabili.

È su questa differenza di impostazione che si concentra una parte rilevante della trattativa.

Per Giorgetti, conoscere l'esito del confronto europeo è necessario per evitare di inserire nella legge di Bilancio misure prive di coperture certe o incompatibili con gli impegni di finanza pubblica.

Deficit, debito e crescita: i margini della prossima legge di Bilancio

La manovra 2027 dovrà essere costruita in un quadro economico ancora complesso.

Il Documento programmatico di finanza pubblica indica per il 2026 una crescita del Pil intorno all'1%, accompagnata dalla prospettiva di riportare il deficit sotto la soglia del 3%.

L'eventuale utilizzo della clausola di salvaguardia potrebbe tuttavia determinare un aumento temporaneo del disavanzo nel 2027, fino a un livello stimato intorno al 3,5% del Pil.

Resta inoltre elevato il debito pubblico, previsto su valori prossimi al 138% del prodotto interno lordo.

Sono dati che rendono particolarmente delicata la definizione della prossima manovra.

Ogni nuovo intervento fiscale o di spesa dovrà essere valutato alla luce delle risorse effettivamente disponibili, tenendo conto della necessità di sostenere la crescita e, contemporaneamente, rispettare il percorso di risanamento concordato con Bruxelles.

Sul tavolo restano le richieste politiche della maggioranza, dal possibile ampliamento della riduzione dell'Irpef agli interventi per giovani e famiglie, fino al finanziamento della sanità.

Ma nessuna di queste ipotesi può essere considerata definitivamente approvata sulla sola base del Documento programmatico di bilancio.

Autonomia differenziata, via libera alle intese con quattro Regioni

Se la manovra attende, l'autonomia differenziata compie invece un nuovo passo istituzionale.

Il Consiglio dei ministri ha approvato gli schemi di intesa definitiva e deliberato i relativi disegni di legge per Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria.

A darne notizia è stato il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli, che ha rivendicato il risultato come un passaggio decisivo per il completamento della riforma.

Le intese si fondano sull'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, che consente alle Regioni a statuto ordinario di ottenere ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia attraverso una legge dello Stato.

Le materie interessate comprendono la tutela della salute, il coordinamento della finanza pubblica, la protezione civile, le professioni e la previdenza complementare e integrativa.

Il passaggio in Consiglio dei ministri non determina però il trasferimento immediato delle competenze.

I disegni di legge dovranno essere sottoposti al Parlamento e approvati a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera.

Solo al termine di questo percorso, e nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa, potranno prodursi gli effetti delle intese.

Calderoli esulta, la Lega rivendica una battaglia storica

Il ministro Calderoli ha accolto con soddisfazione l'esito della riunione, sottolineando che il governo ha sottoscritto le intese definitive con le quattro Regioni interessate.

Per la Lega si tratta di uno dei risultati politicamente più significativi della legislatura.

Il partito di Matteo Salvini considera infatti l'autonomia differenziata un obiettivo identitario, perseguito da anni attraverso iniziative parlamentari e accordi con le amministrazioni regionali.

Anche Salvini ha salutato positivamente il via libera, ricordando il lungo percorso politico avviato dalla Lega e indicando nel passaggio parlamentare l'ultimo ostacolo da superare.

La riforma continua tuttavia a essere oggetto di un confronto acceso.

I sostenitori ritengono che l'attribuzione di maggiori competenze possa rendere più efficiente l'amministrazione pubblica e consentire alle Regioni di rispondere meglio alle esigenze dei propri territori.

Le opposizioni e diversi amministratori regionali temono invece che un trasferimento non adeguatamente accompagnato da garanzie finanziarie e livelli uniformi dei servizi possa accentuare le differenze tra le aree del Paese.

Il confronto riguarda in particolare la sanità, i meccanismi di finanziamento e la tutela dell'uguaglianza sostanziale nell'accesso ai servizi pubblici.

Ex Ilva, Campi Flegrei e Codice della strada nell'agenda del governo

La riunione del Consiglio dei ministri ha affrontato anche altri provvedimenti.

All'ordine del giorno figuravano interventi urgenti per i lavoratori dell'ex Ilva e per le imprese dell'indotto, nell'ambito della complessa vertenza industriale che interessa gli stabilimenti siderurgici e i territori coinvolti.

Previsto inoltre l'esame di misure straordinarie per i Campi Flegrei, con disposizioni legate al fenomeno bradisismico e alla protezione civile.

Tra gli altri provvedimenti inseriti nella convocazione anche il nuovo Codice della strada, alcuni correttivi alla delega fiscale e l'adeguamento dello Statuto speciale del Friuli-Venezia Giulia.

La presenza nell'ordine del giorno non equivale, di per sé, all'approvazione definitiva dei singoli testi: per conoscere l'esito di ciascun provvedimento occorre fare riferimento alle comunicazioni conclusive del governo.

Manovra 2027, il prossimo appuntamento è a novembre

La riunione del 13 ottobre restituisce dunque due percorsi differenti.

Sul fronte economico, il governo ha approvato il Documento programmatico di bilancio, rispettando il passaggio necessario per il confronto con Bruxelles, ma ha rinviato la definizione normativa della manovra.

Sul fronte istituzionale, invece, ha accelerato sull'autonomia differenziata, approvando le intese definitive con quattro Regioni e aprendo la fase parlamentare della riforma.

Il prossimo appuntamento decisivo per i conti pubblici è atteso il 9 novembre, quando dovrebbe concludersi il confronto europeo sulla clausola di salvaguardia nazionale.

Da quell'esito dipenderanno i margini effettivi di spesa e, di conseguenza, la possibilità di finanziare le misure che il governo intende inserire nella legge di Bilancio 2027.

Per ora, dunque, il Documento programmatico è stato approvato, ma la manovra resta ancora da scrivere nei suoi contenuti definitivi.

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