Bonus risparmio energetico 2026, detrazioni fino al 50%: quali lavori sono agevolati e chi può richiederle

di

Carlo Longo

Bonus risparmio energetico 2026, restano le detrazioni per gli interventi che migliorano l’efficienza della casa. Aliquota fino al 50% sull’abitazione principale e 36% sugli altri immobili: come funziona l’Ecobonus.

Bonus risparmio energetico 2026, detrazioni fino al 50%: quali lavori sono agevolati e chi può richiederle

Ridurre i consumi della propria abitazione continua a essere incentivato anche nel 2026. Chi interviene sulla casa per migliorarne l’efficienza energetica può infatti beneficiare delle detrazioni fiscali previste dall’Ecobonus, anche se il sistema è molto meno generoso rispetto agli anni del Superbonus.

Per le spese sostenute nel 2026, l’agevolazione arriva al 50% nel caso dell’abitazione principale, mentre per gli altri immobili l’aliquota è pari al 36%. La stessa impostazione riguarda anche il bonus ristrutturazioni.

Il principio scelto dal legislatore è quindi quello di favorire maggiormente gli interventi effettuati sulla casa nella quale il contribuente vive, riducendo invece l’incentivo sulle seconde case e sugli altri immobili.

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L’Ecobonus riguarda gli interventi finalizzati a migliorare le prestazioni energetiche degli edifici.

Rientrano nel sistema delle agevolazioni, nel rispetto dei diversi requisiti tecnici previsti, lavori come la sostituzione di infissi e serramenti, l'installazione di schermature solari e alcuni interventi sugli impianti di climatizzazione e sull'involucro dell'edificio.

Anche tende da sole e determinate schermature solari possono rientrare nell’agevolazione quando rispettano i requisiti richiesti per contribuire alla riduzione dei consumi energetici dell’immobile.

Non basta quindi acquistare un prodotto genericamente definito “a risparmio energetico”: occorre verificare che l'intervento e le caratteristiche tecniche rispettino le condizioni previste dalla normativa.

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La distinzione più importante nel 2026 riguarda proprio la destinazione dell’immobile.

Per gli interventi agevolabili effettuati sull’abitazione principale, la detrazione può arrivare al 50% della spesa. Per gli altri immobili l’aliquota scende invece al 36%.

Il beneficio non consiste normalmente in un rimborso immediato sul conto corrente. Si tratta di una detrazione fiscale, che viene recuperata attraverso la dichiarazione dei redditi secondo le modalità previste per l’agevolazione.

È quindi fondamentale conservare fatture, documentazione tecnica e prove dei pagamenti effettuati con le modalità richieste.

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Il 2026 assume una particolare importanza anche perché rappresenta un anno più favorevole rispetto alle aliquote programmate per il periodo successivo.

La normativa prevede infatti una progressiva riduzione degli incentivi edilizi a partire dal 2027.

Per chi stava già programmando interventi di efficientamento della propria abitazione, dunque, anticipare la spesa al 2026 può determinare una differenza significativa nella detrazione ottenibile.

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Diverso è il bonus elettrodomestici, che non va confuso con l’Ecobonus.

La misura introdotta per favorire la sostituzione dei grandi elettrodomestici obsoleti prevedeva un contributo fino al 30% del prezzo di acquisto, con un massimo di 100 euro per nucleo familiare, elevato a 200 euro con ISEE inferiore a 25mila euro. Era necessario sostituire il vecchio apparecchio con un modello ad alta efficienza e procedere al corretto smaltimento di quello precedente.

La procedura relativa al bonus elettrodomestici 2025 è però arrivata alla fase conclusiva: per i venditori, il termine per le istanze di rimborso è stato fissato al 4 settembre 2026. Non va quindi presentato oggi come un nuovo bonus appena aperto alle famiglie.

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La tendenza generale del 2026 è quella di abbandonare progressivamente i grandi incentivi generalizzati degli anni passati, mantenendo invece agevolazioni più circoscritte.

La Legge di Bilancio ha prorogato per quest’anno Ecobonus, bonus ristrutturazioni e bonus mobili, mantenendo aliquote più elevate per l’abitazione principale.

Il tema è diventato ancora più rilevante con il nuovo aumento dei costi energetici. Il governo sta infatti lavorando anche a sostegni selettivi legati al reddito per affrontare il caro energia e carburanti, ma le misure allo studio in queste ore non vanno confuse con le detrazioni già operative per l’efficientamento energetico degli edifici.

Per chi vuole ridurre stabilmente le bollette, dunque, nel 2026 il principale strumento fiscale resta l’intervento sulla casa: migliorare l’efficienza energetica oggi può significare ottenere una detrazione fino al 50% e, contemporaneamente, abbassare i consumi negli anni successivi.

 
 
 

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