Il campo largo prova a trasformare mesi di confronti e dichiarazioni d'intenti in un percorso politico condiviso. La svolta arriva venerdì 30 ottobre, al termine di una riunione in videocollegamento tra i leader del Partito democratico, del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra. Un vertice durato quasi tre ore, concluso con una nota congiunta che mette nero su bianco le scadenze per costruire un'alternativa al governo di Giorgia Meloni.
L'accordo riguarda innanzitutto il metodo. Prima la definizione di un programma comune, poi la mobilitazione contro la legge di Bilancio e infine le primarie per individuare il candidato alla guida della coalizione. Una sequenza che cerca di tenere insieme le diverse sensibilità del centrosinistra, evitando che la competizione per la leadership preceda il confronto sui contenuti.
L'intesa rappresenta un primo passo, ma non equivale ancora alla nascita di un'alleanza elettorale definitiva. Le forze politiche coinvolte dovranno infatti trovare una sintesi sulle questioni che finora hanno prodotto le maggiori divisioni.
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Il primo appuntamento è fissato per la prossima settimana, quando prenderanno il via i tavoli di confronto per elaborare il programma della coalizione. L'obiettivo dichiarato è arrivare a un documento condiviso entro la fine di novembre, coinvolgendo anche le altre forze di opposizione rappresentate in Parlamento disponibili a partecipare al progetto.
Una parte del lavoro partirà da proposte già elaborate congiuntamente negli ultimi mesi. Tra queste figurano l'introduzione del salario minimo, il congedo parentale paritario, il rafforzamento del Servizio sanitario nazionale e le politiche per il diritto alla casa.
Il confronto si concentrerà anche sulle misure economiche contenute nella Manovra 2027, che le opposizioni giudicano insufficienti per affrontare il caro vita, la stagnazione economica e l'aumento delle disuguaglianze.
Ma sarà soprattutto sui temi più divisivi che si misurerà la tenuta dell'accordo. Il sostegno militare all'Ucraina continua a rappresentare uno dei principali punti di distanza tra il Pd, favorevole alla prosecuzione degli aiuti, e M5S e Avs, contrari all'invio di nuove armi.
Un altro terreno delicato riguarda la tassazione dei grandi patrimoni, sostenuta da Alleanza Verdi e Sinistra ma accolta con maggiori riserve dagli altri potenziali alleati.
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Il secondo punto dell'intesa riguarda la scelta del candidato premier. Le primarie si svolgeranno entro febbraio 2027, una scadenza che rappresenta una mediazione tra le richieste dei diversi partiti.
Giuseppe Conte aveva sollecitato una consultazione rapida, per consentire al futuro leader di avere il tempo necessario a costruire una proposta riconoscibile e condivisa. Anche Avs aveva chiesto di non rinviare eccessivamente l'appuntamento.
Nel Pd, invece, era emersa la preferenza per tempi più distesi, così da privilegiare la costruzione del programma e il coinvolgimento delle altre forze politiche prima di aprire la competizione per la leadership.
L'accordo di febbraio supera temporaneamente queste differenze, ma lascia aperta la questione delle regole. Non sono ancora state definite le modalità di partecipazione, l'eventuale ricorso al voto online e i criteri per la presentazione delle candidature.
La sfida potrebbe coinvolgere direttamente Schlein e Conte, ma il presidente del Movimento 5 Stelle ha già chiarito di ritenere importante una competizione aperta a più candidati, non necessariamente limitata ai leader dei due principali partiti.
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Prima delle primarie, il campo largo tornerà in piazza. I quattro leader hanno concordato l'organizzazione di una manifestazione nazionale nel mese di dicembre, durante l'esame parlamentare della legge di Bilancio.
L'iniziativa, proposta nelle scorse settimane da Alleanza Verdi e Sinistra, sarà aperta alle forze sociali, alle associazioni e alla società civile.
L'obiettivo politico è costruire una mobilitazione unitaria contro le scelte economiche del governo Meloni, concentrando l'attenzione sul costo della vita, sulla debolezza della crescita e sulle disuguaglianze.
La manifestazione servirà anche a verificare la capacità della coalizione di coinvolgere un pubblico più ampio rispetto agli iscritti e agli elettori dei singoli partiti.
La data e la città che ospiterà l'iniziativa non sono ancora state comunicate.
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La questione più complessa riguarda il perimetro della coalizione. Schlein punta a costruire un'alleanza ampia, capace di coinvolgere anche le forze centriste e riformiste, mentre Conte, Bonelli e Fratoianni hanno manifestato in passato maggiori perplessità su alcune possibili adesioni, in particolare quella di Italia Viva.
La formula scelta nella nota congiunta lascia aperta la porta alle opposizioni parlamentari che condividono l'obiettivo di costruire un'alternativa alla destra.
Ai tavoli programmatici potranno quindi partecipare anche rappresentanti di Italia Viva, +Europa e delle nuove componenti civiche e centriste. La partecipazione al confronto, tuttavia, non comporta automaticamente l'adesione alla futura coalizione elettorale.
Un ruolo importante potrebbe essere svolto dai tentativi di coordinamento dell'area moderata, dove sono in corso interlocuzioni per individuare una proposta comune e un'eventuale candidatura alle primarie.
Per il centrosinistra si tratta di trovare un equilibrio tra l'esigenza di ampliare il consenso e quella di evitare un'alleanza eccessivamente eterogenea, soprattutto sulle questioni economiche e internazionali.
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La riunione del 30 ottobre segna dunque un avanzamento nel percorso del campo largo, ma non risolve tutte le questioni politiche.
L'intesa è stata raggiunta sulle scadenze e sulla necessità di costruire un programma comune, non ancora sui contenuti definitivi né sulla composizione dell'alleanza.
La scelta di partire dai temi economici risponde alla volontà di valorizzare i punti di convergenza già esistenti, rinviando ai tavoli successivi il confronto sulle questioni più controverse.
Anche la definizione della leadership rimane aperta. Le primarie rappresentano lo strumento condiviso per individuare il candidato premier, ma il loro esito dovrà essere riconosciuto e sostenuto da tutte le componenti della coalizione.
Il prossimo mese sarà quindi decisivo per comprendere se il centrosinistra riuscirà a trasformare l'accordo sul calendario in un progetto politico unitario.
Per ora Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni hanno raggiunto un risultato che mancava da tempo: una tabella di marcia condivisa verso le elezioni del 2027. Il passaggio successivo sarà dimostrare che, oltre alle date, esiste anche una visione comune su come governare il Paese.
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