Corteo a Roma, manifestanti puntano verso il Parlamento: scontri con la polizia, cariche e otto fermati. Centro blindato

di

Mario Tosetti

Tensione al corteo di Roma: studenti tentano di raggiungere il Parlamento, scontri a Ponte Sisto e sul Lungotevere. Otto fermati, Montecitorio blindato

Corteo a Roma, manifestanti puntano verso il Parlamento: scontri con la polizia, cariche e otto fermati. Centro blindato

Il corteo contro il carovita e le politiche del governo Meloni si trasforma in una serata di tensione nel centro di Roma. Dopo una giornata di mobilitazione che ha portato migliaia di lavoratori, studenti e attivisti nelle strade della Capitale, alcuni gruppi di manifestanti hanno abbandonato il percorso della protesta per dirigersi verso i palazzi delle istituzioni.

L'obiettivo era raggiungere l'area del Parlamento, ma gli accessi sono stati progressivamente chiusi dalle forze dell'ordine, schierate in tenuta antisommossa nei punti strategici del centro storico.

La situazione è precipitata all'altezza di Ponte Sisto, dove i manifestanti hanno tentato di oltrepassare il cordone di sicurezza. Gli agenti hanno risposto con cariche di alleggerimento, impedendo al gruppo di proseguire verso Montecitorio.

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Il gruppo, composto prevalentemente da studenti, aveva raggiunto il centro dopo una manifestazione davanti al ministero dell'Istruzione e del Merito, in viale Trastevere.

Una volta arrivati a Ponte Sisto, i manifestanti si sono trovati davanti uno schieramento di polizia che impediva il passaggio verso il cuore istituzionale della città.

Respinti al primo tentativo, hanno cercato percorsi alternativi, spostandosi verso ponte Garibaldi e l'Isola Tiberina, dove erano stati predisposti ulteriori presidi.

Le tensioni sono proseguite sul Lungotevere Testaccio, con lanci di bottiglie, petardi e altri oggetti contro gli agenti. Le forze dell'ordine sono intervenute anche con gli idranti per far arretrare i manifestanti.

Secondo gli ultimi aggiornamenti disponibili, otto persone sono state fermate dopo ripetuti tentativi di superare gli sbarramenti.

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La gestione dell'ordine pubblico si è concentrata soprattutto sulla protezione delle sedi istituzionali.

Piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei deputati, e piazza Colonna, dove si trova Palazzo Chigi, sono state chiuse al pubblico. Blindati delle forze dell'ordine sono stati collocati trasversalmente lungo via del Corso, mentre ulteriori presidi sono stati predisposti nei pressi della Galleria Alberto Sordi e delle strade di accesso alla sede del governo.

L'obiettivo del dispositivo era impedire che i gruppi staccatisi dal corteo principale potessero raggiungere i palazzi istituzionali, evitando nuovi contatti diretti con le forze dell'ordine.

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Le tensioni erano cominciate già nel pomeriggio, quando circa 300 studenti si erano staccati dalla manifestazione principale dirigendosi verso il Colosseo.

All'altezza di via Claudia, alcuni partecipanti avevano lanciato sassi e altri oggetti contro le forze dell'ordine. Le cronache riferiscono anche del lancio di bottiglie incendiarie.

Cassonetti e biciclette sono stati trascinati sulla carreggiata e alcuni materiali sono stati incendiati, creando barricate improvvisate. Gli agenti del Reparto mobile sono intervenuti con cariche di alleggerimento, mentre alcuni residenti hanno cercato di spegnere le fiamme e mettere al sicuro le automobili parcheggiate.

Gli episodi hanno segnato una frattura rispetto al corteo sindacale della mattinata, al quale avevano partecipato migliaia di persone.

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La giornata era cominciata con la manifestazione organizzata dall'Unione sindacale di base nell'ambito dello sciopero generale nazionale. Lavoratori, studenti, movimenti per il diritto alla casa e attivisti hanno attraversato il centro di Roma per protestare contro il carovita, la precarietà e le politiche economiche del governo.

Secondo gli organizzatori, i partecipanti sarebbero stati circa 100mila, una cifra che non ha trovato conferma ufficiale da parte della Questura.

Una parte dei manifestanti ha deciso di prolungare la mobilitazione, montando tende lungo via dei Fori Imperiali e annunciando l'intenzione di rimanere fino a domenica per un'assemblea nazionale.

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L'ultimo bilancio disponibile parla di otto manifestanti fermati in seguito ai tentativi di oltrepassare gli sbarramenti delle forze dell'ordine.

Non risultano conferme di un ingresso dei manifestanti nell'area del Parlamento. I gruppi che hanno cercato di raggiungere Montecitorio sono stati respinti lungo i diversi accessi presidiati.

Resta da chiarire l'eventuale bilancio complessivo dei feriti e se ai fermi seguiranno provvedimenti giudiziari.

La giornata del 30 ottobre si chiude così con due immagini molto diverse: da una parte una mobilitazione nazionale contro il caro vita, dall'altra gli scontri che hanno trasformato alcune strade della Capitale in punti di confronto tra manifestanti e forze dell'ordine.

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