La protesta degli autotrasportatori si avvia verso una nuova fase. Dopo giorni di blocchi stradali, difficoltà nei rifornimenti e merci ferme, il governo valuta la precettazione per garantire la ripresa delle consegne. La Commissione di garanzia sugli scioperi ha chiesto un intervento delle autorità, mentre l'esecutivo tenta di disinnescare la mobilitazione con un decreto da 175 milioni di euro.
La tensione tra governo e autotrasportatori resta alta, nonostante i primi segnali di allentamento delle proteste che hanno interessato soprattutto le regioni meridionali. Al centro del confronto c'è il caro gasolio, che nelle ultime settimane ha aggravato i costi di esercizio delle imprese di trasporto, spingendo numerosi camionisti a fermare i mezzi e organizzare presìdi lungo le principali arterie stradali.
La risposta dell'esecutivo si muove su due fronti: sostegni economici per il settore e interventi per ripristinare la circolazione. A prospettare il ricorso alla precettazione è stato il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, che ha indicato questa possibilità come uno degli ultimi strumenti a disposizione qualora le misure approvate non fossero sufficienti a interrompere i blocchi.
Al momento, tuttavia, la precettazione non risulta formalmente disposta. La richiesta della Commissione di garanzia costituisce un passaggio distinto dall'eventuale ordinanza delle autorità competenti.
Link to Il Garante chiede di intervenire: a rischio le consegne dei beni essenzialiIl Garante chiede di intervenire: a rischio le consegne dei beni essenziali
A rendere più concreta l'ipotesi della precettazione è stata la presa di posizione della Commissione di garanzia sugli scioperi, intervenuta dopo il protrarsi dei blocchi e le crescenti difficoltà nella distribuzione delle merci.
L'Autorità ha segnalato la permanenza di iniziative che violerebbero le regole del settore e il codice di autoregolamentazione, richiamando il rischio per diritti fondamentali come la salute, la sicurezza e la libertà di circolazione.
La precettazione, prevista dalla legge 146 del 1990, consentirebbe alle autorità competenti di imporre specifiche misure per garantire i servizi essenziali. Non si tratterebbe quindi di un divieto generale di sciopero, ma di un intervento finalizzato a impedire che il prolungamento delle proteste comprometta gli approvvigionamenti indispensabili alla popolazione.
Link to Il decreto del governo: 105 milioni per gli autotrasportatoriIl decreto del governo: 105 milioni per gli autotrasportatori
Nel tentativo di rispondere alle rivendicazioni economiche, il Consiglio dei ministri ha approvato il 22 ottobre un decreto-legge che stanzia complessivamente 175 milioni di euro per autotrasporto, agricoltura e pesca.
La quota principale, pari a circa 105 milioni, è destinata alle imprese di trasporto. Nel dettaglio, 45,2 milioni rafforzano il credito d'imposta sul gasolio acquistato tra marzo e agosto, mentre altri 60 milioni riguardano le spese sostenute dal primo settembre al 5 ottobre.
Tra le misure figura anche la possibilità di sospendere fino al 31 marzo 2027 il pagamento di determinati canoni di leasing dei veicoli, rinviando le rate senza cancellare il debito.
Il provvedimento interviene inoltre sulla ripartizione dei maggiori costi del carburante tra trasportatori e committenti, estendendo anche ai contratti non scritti la possibilità di adeguare i corrispettivi in relazione agli aumenti del gasolio.
Ulteriori 60 milioni sono destinati all'agricoltura e 10 milioni alla pesca, settori anch'essi penalizzati dall'aumento dei costi energetici.
Link to Napoli e Campania, il cuore della protesta: carburanti esauriti e merci fermeNapoli e Campania, il cuore della protesta: carburanti esauriti e merci ferme
La Campania è stata una delle regioni maggiormente colpite dalle mobilitazioni. A Napoli, il presidio nell'area di via Argine ha ostacolato per giorni l'uscita delle autocisterne dirette ai distributori, provocando carenze di benzina e gasolio.
Le conseguenze si sono estese alla grande distribuzione, con ritardi nelle consegne di prodotti freschi e difficoltà nel rifornimento di numerosi supermercati.
La protesta ha interessato anche diversi caselli autostradali, in particolare lungo l'A30 e nelle province di Caserta e Salerno, mentre una colonna di camion ha attraversato Napoli a passo d'uomo raggiungendo la zona portuale.
Nelle ultime ore, tuttavia, la situazione ha mostrato segnali di miglioramento. I presìdi autostradali campani sono stati progressivamente rimossi e si è sciolto anche quello di Napoli Est. Le forze dell'ordine hanno accompagnato alcune autocisterne per favorire la ripresa della distribuzione.
Il ritorno alla normalità potrebbe comunque richiedere diversi giorni, soprattutto per ricostituire le scorte nei punti vendita e ristabilire la regolarità delle consegne.
Link to Le denunce e l'ipotesi di infiltrazioni criminaliLe denunce e l'ipotesi di infiltrazioni criminali
Accanto alle rivendicazioni economiche, la protesta ha aperto un ulteriore fronte giudiziario. Le autorità hanno effettuato 1.339 identificazioni, 71 denunce e 242 sanzioni amministrative nell'ambito dei controlli sui blocchi.
La Procura di Napoli ha inoltre avviato accertamenti su possibili intimidazioni e infiltrazioni della criminalità organizzata. Tra gli episodi segnalati figurano minacce nei confronti di autotrasportatori intenzionati a proseguire il lavoro e danneggiamenti ai mezzi, compreso il taglio degli pneumatici.
Si tratta di circostanze ancora oggetto di verifica, che non possono essere attribuite indistintamente all'intera categoria degli autotrasportatori.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito la disponibilità del governo ad ascoltare le rivendicazioni pacifiche, distinguendole dalle condotte che impediscono ad altri lavoratori di svolgere la propria attività.
Link to Precettazione dei tir, cosa può succedere adessoPrecettazione dei tir, cosa può succedere adesso
La decisione sull'eventuale precettazione dipenderà dall'evoluzione della protesta e dalla capacità delle misure economiche di favorire una ripresa stabile delle attività.
La rimozione di numerosi presìdi ha ridotto la pressione sulle infrastrutture, ma una parte degli autotrasportatori continua a giudicare insufficienti gli aiuti approvati. La richiesta principale resta un intervento più incisivo sul prezzo del gasolio, considerato il fattore che maggiormente incide sulla sostenibilità economica delle piccole imprese.
Per il governo, invece, la priorità immediata è garantire la continuità dei rifornimenti e impedire nuove interruzioni della circolazione delle merci.
Il confronto rimane dunque aperto. Se la protesta dovesse riprendere con nuovi blocchi, la precettazione potrebbe diventare il passaggio successivo. Se invece la circolazione tornasse regolare, l'attenzione si sposterebbe sull'effettiva erogazione degli aiuti e sulla loro capacità di compensare l'aumento dei costi.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati