Caso Resinovich, Dna maschile sconosciuto su jeans e sacchi: nuovi elementi dalle perizie

di

Ennio Bassi

Le analisi disposte dalla gip di Trieste rilevano tracce genetiche attribuite a un uomo non identificato su alcuni reperti. Sulle suole delle scarpe della vittima non sarebbe presente il terreno del luogo del ritrovamento. Gli esperti segnalano inoltre un contatto tra alcuni indumenti di Liliana e il giubbotto indossato dal marito il giorno della scomparsa. I risultati saranno discussi nell’udienza del 30 ottobre

Caso Resinovich, Dna maschile sconosciuto su jeans e sacchi: nuovi elementi dalle perizie

Nuovi elementi emergono dalle perizie disposte nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Liliana Resinovich, la donna scomparsa a Trieste il 14 dicembre 2021 e ritrovata senza vita il 5 gennaio 2022 nell'area dell'ex Ospedale psichiatrico della città.

Le analisi affidate dalla gip di Trieste Flavia Mangiante ai periti Eva Sacchi, Chiara Turchi e Paolo Fattorini hanno individuato tracce di Dna maschile non ancora attribuito a una persona identificata.

Uno stesso profilo genetico maschile ignoto sarebbe stato rilevato sui jeans di Resinovich e su uno dei sacchi neri utilizzati per contenere la parte inferiore del corpo.

Ulteriori residui di Dna maschile non identificato sarebbero stati riscontrati anche sulla borsetta, sull'orologio, sulla bottiglietta di plastica che la donna aveva con sé, su altri sacchi e su alcuni indumenti.

Gli esiti degli accertamenti saranno al centro dell'udienza fissata per il 30 ottobre.

Link to Nessuna traccia del terreno del ritrovamento sulle scarpeNessuna traccia del terreno del ritrovamento sulle scarpe

Un altro elemento riguarda le scarpe indossate da Liliana Resinovich. Secondo quanto emerso dalle analisi, sulle suole non sarebbero state individuate tracce riconducibili al terreno dell'area in cui venne ritrovato il corpo.

Un dato considerato significativo dall'avvocato Nicodemo Gentile, legale di Sergio Resinovich, fratello della vittima. Secondo Gentile, questo elemento rafforzerebbe l'ipotesi che Liliana possa essere morta in un altro luogo e che il corpo sia stato successivamente trasportato nell'area del ritrovamento.

Si tratta, tuttavia, della valutazione del legale e non di una conclusione definitiva dei periti sulle circostanze della morte.

Sulle suole sono stati inoltre individuati residui, tra cui tracce di zirconio. La presenza di questo materiale aveva portato a considerare un possibile collegamento con il laboratorio utilizzato da Sebastiano Visintin, marito della vittima, per affilare coltelli.

Gli stessi periti precisano però che il confronto con i materiali presenti nel laboratorio «non fornisce alcun elemento a supporto di un contatto tra le scarpe della vittima e il laboratorio». Al momento, dunque, questa possibile connessione non trova riscontro nelle analisi.

Link to Il contatto tra gli indumentiIl contatto tra gli indumenti

Un ulteriore elemento riguarda il giubbotto indossato da Visintin il giorno della scomparsa della moglie.

Secondo la perizia sarebbe stato riscontrato un «contatto diretto» tra quel capo e il giubbotto e la borsa appartenenti a Liliana Resinovich.

Anche in questo caso il dato dovrà essere interpretato nel contesto complessivo degli accertamenti e non indica, da solo, le circostanze nelle quali il contatto sarebbe avvenuto.

Gli esperti hanno analizzato anche il cordino trovato intorno al collo della donna, confrontandolo con gomitoli e pezzi di cordino sequestrati nell'abitazione di Visintin. Secondo la relazione, questi ultimi «non possono essere né confermati né esclusi come compatibili» con quello rinvenuto sul corpo.

L'estremità del cordino avrebbe inoltre evidenziato due differenti tipi di taglio: uno compatibile con l'utilizzo di un paio di forbici e l'altro con una lama singola.

Sul cordino sarebbe stato individuato esclusivamente Dna riconducibile a Liliana.

Link to Altro Dna maschile sullo spago delle chiaviAltro Dna maschile sullo spago delle chiavi

Differente il risultato ottenuto analizzando lo spago che teneva insieme le chiavi conservate nella borsa della donna. In questo caso sarebbero emersi due profili genetici complessi riconducibili a un soggetto maschile non identificato.

Le analisi hanno interessato anche dodici formazioni pilifere recuperate da indumenti, borsa, occhiali, mascherina e altri reperti. Undici sono state attribuite alla vittima, mentre una sarebbe riconducibile a un uomo non identificato.

I periti riferiscono inoltre di non aver individuato sui reperti il Dna del medico legale Fulvio Costantinides, che aveva lavorato sul caso.

Link to Gli elementi saranno discussi il 30 ottobreGli elementi saranno discussi il 30 ottobre

I nuovi risultati aggiungono quindi ulteriori tasselli a un'indagine che negli anni è stata caratterizzata da numerosi accertamenti e differenti valutazioni sulla dinamica della morte di Liliana Resinovich.

L'avvocato Gentile ritiene che gli esiti debbano essere letti insieme ad altri elementi che, secondo la parte da lui rappresentata, sarebbero compatibili con l'ipotesi dell'omicidio.

Spetterà però agli investigatori e all'autorità giudiziaria valutare il significato probatorio delle tracce genetiche e degli altri risultati emersi dalle perizie, stabilendo se e in quale modo possano contribuire a ricostruire le ultime ore di vita della donna.

Un passaggio importante è atteso il 30 ottobre, quando i nuovi accertamenti saranno discussi in udienza.

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