La Consiglio dei Ministri approva la riforma del Codice della Strada

di

Pierpaolo Carmine Beccarisi

Multe più basse, stretta sui veicoli stranieri, digitalizzazione dei documenti: le nuove regole

La Consiglio dei Ministri approva la riforma del Codice della Strada

Approvato dal Consiglio dei Ministri il nuovo Codice della Strada con l'obiettivo dichiarato di razionalizzare e ridurre gli importi delle sanzioni amministrative. Nello specifico, come sottolineato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la misura prevede la sospensione dell'adeguamento automatico biennale all'inflazione e un arrotondamento al ribasso delle cifre, con i minimi che scendono a 25/40 euro (minimi edittali). Le multe invece passano da 83 e 87 euro a 80 euro.

Al contempo, il provvedimento aspira a contrastare i comportamenti che mettono maggiormente a repentaglio la sicurezza stradale. 

E' prevista anche una stretta sulla copertura assicurative con il divieto di circolazione a tempo indeterminato per chi circola senza assicurazione. I veicoli con targa straniera che circolano in Italia per più di 30 giorni avranno l'obbligo di stipulare un'assicurazione conformata alle regole italiane.

Cambiano anche i tempi di notifica delle sanzioni amministrative: i Comuni avranno 45 giorni, anziché 90, per notificare il verbale nel caso in cui l'infrazione sia accertata da remoto senza contestazione immediata. Viene anche superato l'obbligo di portare con sé patenti e libretti di circolazione cartacei che potranno essere verificati dalle forze dell'ordine per via telematica.

Vengono semplificate le procedure relative al Contrassegno Unificato Disabili Europeo: tutti i Comuni dovranno obbligatoriamente aderire alla piattaforma nazionale per garantire la validità e il riconoscimento del contrassegno su tutto il territorio nazionale. I Comuni che non si adegueranno non potranno utilizzare dispositivi di controllo a distanza per multare le violazioni nelle ZTL o nei parcheggi riservati.

Per quanto riguarda le due ruote, i motociclisti potranno d'ora in poi percorrere la corsia di emergenza in autostrada in presenza di incidenti o rallentamenti. Per i cicli a propulsione, come per esempio le bici dei rider, scatta l'obbligo di indossare il casco e di dotare il mezzo di contrassegno, mentre per i monopattini elettrici entra in vigore il divieto di circolazione nei casi in cui il mezzo rappresenti un intralcio o un pericolo per i pedoni.

La riforma infine interviene sul settore dei trasporti professionali. Il limite di età per la guida dei veicoli con patenti del gruppo 2 (C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE) viene innalzato da 68 a 70 anni, subordinando il rinnovo all'obbligo di una verifica medica biennale.

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