Crollo dei titoli tech asiatici, l’AI spaventa i mercati: pesa la corsa ai chip e la sfida della Cina

di

Aisha Harrison

Le Borse di Corea, Giappone e Taiwan in forte calo dopo il boom del produttore cinese ChangXin Memory Technologies. Gli investitori temono i costi enormi della rivoluzione dell’intelligenza artificiale

Crollo dei titoli tech asiatici, l’AI spaventa i mercati: pesa la corsa ai chip e la sfida della Cina

Le azioni tecnologiche affondano sui mercati asiatici, frenate dai timori sui costi sempre più elevati della corsa all’intelligenza artificiale e dalla crescente concorrenza cinese nel settore dei chip di memoria, componente fondamentale per i sistemi di AI. Secondo quanto riportato dal New York Times, l’indice sudcoreano Kospi è arrivato a perdere oltre il 10%, provocando una temporanea sospensione degli scambi. In forte calo anche le Borse di Giappone e Taiwan, entrambe in ribasso di circa il 4%, mentre i listini cinesi hanno ceduto oltre il 2%. I futures sul Nasdaq, l’indice americano fortemente esposto alla tecnologia, hanno registrato un calo vicino all’1%.

A pesare sui mercati è stato soprattutto il debutto in Borsa di ChangXin Memory Technologies, principale produttore cinese di chip di memoria, le cui azioni sono balzate di quasi il 500% nel primo giorno di contrattazioni a Shanghai, alimentando i timori di una nuova fase di competizione globale nel settore dei semiconduttori. Il titolo ha poi corretto del 4% nella seduta successiva.Le ripercussioni hanno colpito i grandi produttori asiatici: la giapponese Kioxia, specializzata in memorie flash, ha perso oltre il 18%, mentre la sudcoreana Samsung Electronics è scesa di circa il 13%.

Il mercato guarda con crescente cautela anche agli investimenti miliardari necessari per sostenere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Il New York Times sottolinea come la scala della spesa sia emersa con chiarezza dalle mosse di grandi aziende tecnologiche: tra queste il progetto di OpenAI per un maxi data center in Ohio e gli ingenti investimenti annunciati da società come Tesla e Alphabet, la casa madre di Google.

A rafforzare i timori degli investitori contribuisce anche l’accelerazione della Cina nella sfida sull’AI, dopo la presentazione del nuovo modello sviluppato dalla startup cinese Moonshot, ulteriore segnale della competizione tecnologica tra Pechino e Washington.

La correzione arriva dopo settimane difficili per i mercati asiatici, dove il boom dell’intelligenza artificiale aveva rappresentato uno dei pochi elementi positivi in economie ancora fragili e dipendenti dalle importazioni energetiche. Ora l’attenzione si sposta sulle prossime trimestrali dei giganti tecnologici: Microsoft e Meta sono attese alla prova dei conti mercoledì, insieme al produttore sudcoreano di chip SK Hynix. Giovedì toccherà ad Apple, Amazon e Samsung.

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