Usa. Una donna condannata a morte sopravvive a due dosi di iniezione letale durante l'esecuzione

di

Aisha Harrison

I suoi legali chiedono di fermare la condanna: «Non conosciamo le sue condizioni»

Usa.  Una donna condannata a morte sopravvive a due dosi di iniezione letale durante l'esecuzione

Christa Pike, detenuta nel braccio della morte in Tennessee per l’uccisione di Colleen Slemmer nel 1995, è sopravvissuta al tentativo di esecuzione tramite iniezione letale. Secondo i giornalisti presenti, dopo aver ricevuto due dosi di pentobarbital è rimasta cosciente per un periodo, poi è stata portata in ambulanza in ospedale. I suoi avvocati hanno dichiarato di non essere stati informati sulle sue condizioni e hanno chiesto alla Corte Suprema degli Stati Uniti di sospendere la condanna.

L’esecuzione, prevista in un carcere di Nashville, era stata rinviata per alcune ore in attesa della decisione dei tribunali su un ricorso urgente. La Corte Suprema ha poi dato il via libera alla procedura. Dopo il tentativo fallito, il governatore del Tennessee, Bill Lee, ha sospeso le altre esecuzioni previste entro la fine dell’anno.

I legali di Pike sostengono che durante la procedura si siano verificati problemi con l’accesso venoso e la somministrazione del farmaco, provocandole sofferenze evitabili. In Tennessee, a maggio, era già stato rinviato di un anno il tentativo di esecuzione di Tony Carruthers, dopo che il personale non era riuscito a inserirgli una flebo.

Pike fu condannata per l’omicidio di Colleen Slemmer, avvenuto nel gennaio 1995. Aveva 18 anni; la vittima ne aveva 19. Da anni associazioni e attivisti chiedono clemenza, richiamando la giovane età della donna al momento del delitto, le sue condizioni psicologiche e gli abusi subiti durante l’infanzia.

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