L'Italia chiederà all'Unione europea di utilizzare interamente la quota di flessibilità prevista per la sicurezza energetica, pari allo 0,6% del Pil, mentre si fermerà allo 0,9% per le spese della difesa, al di sotto del tetto massimo dell'1,5%. Lo ha annunciato il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti durante le comunicazioni alla Camera sulla clausola di salvaguardia nazionale.
"La sicurezza energetica è una priorità", ha spiegato il ministro, precisando però che le risorse non potranno essere impiegate per misure temporanee come il taglio delle accise o altri sussidi che non producano effetti strutturali. Giorgetti ha inoltre chiarito che il ricorso allo scostamento di bilancio sarà definito tra settembre e ottobre, dopo che la Commissione europea avrà valutato la richiesta italiana e il Consiglio Ecofin avrà espresso il proprio via libera. La decisione sarà strettamente collegata all'esito della procedura per deficit eccessivo, la cui evoluzione determinerà i margini di manovra del governo.
Il ministro ha ricordato che, se la procedura di deficit non dovesse chiudersi anticipatamente, un eventuale superamento della soglia del 3% del rapporto deficit/Pil potrebbe comportare il mantenimento dell'Italia nella procedura, anche qualora lo scostamento fosse legato esclusivamente a spese ammissibili per difesa ed energia.
Sul piano politico, il dibattito alla Camera ha registrato tensioni nella maggioranza sul ricorso al programma europeo Safe per il finanziamento della difesa. La risoluzione del centrodestra è stata riformulata per prevedere che l'eventuale utilizzo dello strumento sia valutato solo se conveniente e destinato in via prioritaria a sistemi tecnologici per la difesa e la sicurezza nazionale. Anche nel centrosinistra sono emerse divisioni, con l'ala riformista del Pd critica nei confronti della risoluzione unitaria delle opposizioni.
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