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Il centrosinistra è avanti nelle elezioni politiche in Svezia, ma la notte elettorale si annuncia molto più combattuta di quanto lasciassero immaginare i primi exit poll.
Alla chiusura dei seggi, la rilevazione SVT/Valu della televisione pubblica svedese assegna al blocco di opposizione guidato dalla leader socialdemocratica ed ex premier Magdalena Andersson il 51,3% dei voti, contro il 46,8% della coalizione di destra che sostiene il primo ministro uscente Ulf Kristersson.
Tradotto in seggi, il primo exit poll attribuisce 183 deputati all’opposizione e 166 alla destra. La maggioranza assoluta nel Riksdag, il Parlamento svedese composto da 349 membri, è fissata a 175 seggi.
Se questi numeri fossero confermati, Andersson avrebbe quindi i numeri per tentare di riportare il centrosinistra alla guida della Svezia dopo quattro anni di governo conservatore.
Ma con l'arrivo dei voti realmente scrutinati il quadro si sta facendo molto più incerto.
Link to Socialdemocratici primo partito al 28,4%Socialdemocratici primo partito al 28,4%
Secondo l'exit poll di SVT, i Socialdemocratici si confermano nettamente il primo partito svedese con il 28,4%.
Dietro di loro arrivano i Moderati del premier Kristersson al 18,1%, mentre i Democratici Svedesi di Jimmie Åkesson si fermano al 17,2%.
Gli altri risultati indicati dall'exit poll sono:
- Partito della Sinistra: 8%
- Partito di Centro: 7,5%
- Verdi: 7,4%
- Democratici Cristiani: 6,1%
- Liberali: 5,4%
Tutti i principali partiti supererebbero dunque la soglia del 4% necessaria per entrare nel Riksdag.
Anche la rilevazione di TV4 indica il centrosinistra in vantaggio e conferma i Socialdemocratici al 28,4%, pur mostrando alcune differenze nella distribuzione dei consensi tra le altre forze politiche.
Link to Arretrano i Democratici SvedesiArretrano i Democratici Svedesi
Uno degli elementi politicamente più significativi dei primi dati è il risultato dei Democratici Svedesi, il partito nazionalista e anti-immigrazione guidato da Jimmie Åkesson.
L'exit poll di SVT li colloca al 17,2%, con una perdita di circa 3,3 punti percentuali rispetto alle precedenti elezioni.
Soprattutto, il partito scenderebbe dal secondo al terzo posto, superato dai Moderati di Kristersson.
Il risultato è particolarmente importante perché proprio la possibile entrata dei Democratici Svedesi nel governo è stata uno dei temi centrali della campagna elettorale.
Dal 2022 il partito ha sostenuto dall'esterno il governo Kristersson, consentendo alla coalizione di centrodestra di avere una maggioranza parlamentare senza ottenere direttamente ministeri.
Questa volta Kristersson aveva compiuto un passo ulteriore: in caso di nuova vittoria della destra, aveva aperto alla possibilità di far entrare direttamente i Democratici Svedesi nell'esecutivo.
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Se il risultato iniziale venisse confermato, la grande vincitrice della serata sarebbe Magdalena Andersson.
Già prima ministra tra il 2021 e il 2022, Andersson ha guidato la campagna dell'opposizione presentando il voto come una scelta tra due modelli differenti di Svezia.
Da una parte il governo Kristersson, che negli ultimi quattro anni ha irrigidito fortemente le politiche sull'immigrazione e sulla sicurezza; dall'altra un centrosinistra che promette una maggiore attenzione a welfare, salari, crescita e coesione sociale.
Il segretario dei Socialdemocratici Tobias Baudin, commentando l'exit poll, ha già indicato con chiarezza la posta in gioco: se quei numeri dovessero reggere, Andersson tornerà a essere la candidata con maggiori possibilità di diventare prima ministra.
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Per Ulf Kristersson, invece, il primo exit poll rappresenta una battuta d'arresto.
Il premier governa la Svezia dal 2022 attraverso una coalizione composta da Moderati, Democratici Cristiani e Liberali, sostenuta in Parlamento dai Democratici Svedesi.
La sua legislatura è stata caratterizzata soprattutto dalla stretta sull'immigrazione e dal tentativo di contrastare la violenza delle gang criminali, diventata negli ultimi anni una delle principali preoccupazioni della società svedese.
Kristersson ha difeso i risultati ottenuti e ha sostenuto che le politiche del governo abbiano contribuito a ridurre la criminalità delle bande e drasticamente limitato l'immigrazione.
L'opposizione ha invece accusato il governo di aver reso il Paese più diviso e di aver spostato troppo a destra il dibattito politico.
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Le elezioni svedesi erano osservate con particolare attenzione anche fuori dai confini nazionali.
Dopo la crescita delle forze nazionaliste e della destra radicale in numerosi Paesi europei, una vittoria del blocco Kristersson avrebbe potuto portare per la prima volta i Democratici Svedesi direttamente al governo.
Il partito nasce da ambienti dell'estrema destra svedese e ha alle proprie spalle una storia legata anche a movimenti neonazisti, pur avendo progressivamente cercato di moderare la propria immagine sotto la leadership di Åkesson.
Proprio la prospettiva di una sua partecipazione all'esecutivo è stata utilizzata da Andersson per mobilitare l'elettorato progressista e centrista.
Se gli exit poll fossero confermati, quella strategia avrebbe funzionato: non soltanto il blocco progressista tornerebbe in maggioranza, ma i Democratici Svedesi interromperebbero una lunga fase di crescita elettorale.
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È qui, però, che serve prudenza.
Dopo l'uscita degli exit poll sono cominciati ad arrivare i risultati dei seggi e il vantaggio iniziale del centrosinistra si è rapidamente assottigliato.
Le proiezioni elaborate durante lo scrutinio indicano ormai una distanza molto più ridotta tra i due blocchi, fino a configurare una sfida che potrebbe essere decisa da pochissimi seggi.
Questo significa che il 51,3% contro 46,8% rappresenta l'exit poll di SVT e non il risultato ufficiale delle elezioni.
La distinzione è particolarmente importante proprio in Svezia.
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C'è infatti un precedente che invita alla cautela.
Alle elezioni del 2022, gli exit poll indicarono inizialmente una vittoria del blocco guidato da Andersson.
Lo scrutinio effettivo ribaltò però la situazione e consegnò la maggioranza alla coalizione di destra guidata da Kristersson.
Per questo nessuno dei due schieramenti può ancora considerare chiusa la partita.
SVT utilizza quest'anno anche un nuovo sistema di proiezione che combina i primi risultati reali provenienti dai distretti con le caratteristiche storiche e demografiche delle diverse aree elettorali. L'obiettivo è arrivare rapidamente a una previsione più precisa del risultato finale.
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Il risultato finale determinerà non soltanto chi guiderà il prossimo governo, ma anche la direzione politica della Svezia nei prossimi anni.
Una vittoria di Andersson segnerebbe il ritorno dei Socialdemocratici al governo e interromperebbe la stagione politica iniziata nel 2022 con l'accordo tra il centrodestra e i Democratici Svedesi.
Una vittoria di Kristersson, invece, potrebbe aprire per la prima volta le porte dell'esecutivo alla destra nazionalista di Åkesson.
Gli exit poll indicano per ora la prima strada: centrosinistra avanti, Socialdemocratici nettamente primo partito e Democratici Svedesi in arretramento.
Ma la distanza tra i due blocchi si sta restringendo con il procedere dello scrutinio.
La notte elettorale svedese, quindi, è tutt'altro che conclusa: il 51,3% dell'exit poll consegna ad Andersson il primo vantaggio, ma saranno i voti reali a stabilire se quel vantaggio sarà sufficiente per riportarla alla guida del Paese.
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