Eritrea, il ministro dell'informazione denuncia su X i piani di guerra dell'Etiopia

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Robert Crowe

Secondo Yemane G. Meskel, il governo etiope ha cercato nelle settimane recenti di ricalibrare la propria retorica bellica: "Nelle ultime settimane, ha cercato di riproporre questa agenda di guerra in termini di 'autodifesa' fabbricando varie accuse contro l'Eritrea"

Eritrea, il ministro dell'informazione denuncia su X i piani di guerra dell'Etiopia

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di Robert Crowe

Yemane G. Meskel, ministro dell'informazione eritreo, ha pubblicato nelle ultime ore su X (ex Twitter) un messaggio che denuncia i preparativi bellici da parte del governo etiope, accusando il regime di Ahmed Abiy di pianificare un'offensiva militare volta al controllo delle aree costiere eritree sul Mar Rosso.

Nel suo post, Meskel disegna un quadro di escalation bellica che, secondo la denuncia, avrebbe radici profonde nella strategia geopolitica del regime etiope. "Il regime del Partito del Potemkin ha incessantemente battuto i tamburi di guerra e dichiarato apertamente, dal Primo Ministro fino ai suoi alti funzionari militari e politici, che lancerà una guerra di aggressione contro l'Eritrea per acquisire ciò che chiama 'accesso sovrano al mare' e 'proiettare potenza marittima' e presenza nelle aree costiere meridionali dell'Eritrea", scrive il ministro eritreo.

Secondo Meskel, il governo etiope ha cercato nelle settimane recenti di ricalibrare la propria retorica bellica: "Nelle ultime settimane, ha cercato di riproporre questa agenda di guerra in termini di 'autodifesa' fabbricando varie accuse contro l'Eritrea".

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La denuncia si fa più specifica quando il ministro cita le dichiarazioni di alti ufficiali militari etiopici. Durante un'intervista del 27 settembre scorso a un mezzo di comunicazione locale, uno dei generali avrebbe espresso chiaramente le intenzioni di cui sopra: "Quando lanceremo l'offensiva, non ci fermeremo in Tigray. Il nostro obiettivo principale è piantare la nostra bandiera nel Mar Rosso", avrebbe dichiarato il generale, collegando direttamente i conflitti nella regione settentrionale dell'Etiopia all'ambizione più ampia di controllo costiero.

Ma non è tutto. In un'altra occasione, lo stesso generale ha reso ancora più esplicita la destinazione strategica: "Mekelle è solo una tappa intermedia, la nostra destinazione ultima è Assab", la cruciale città portuale eritrea.

Queste dichiarazioni rappresentano, nel quadro tracciato da Meskel, una conferma delle intenzioni egemoniche a lungo termine nei confronti del territorio eritreo, trasformando quello che Addis Abeba presenta come un conflitto interno in una strategia di espansione territoriale.

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