Un'accoglienza da grandi occasioni per Felipe VI e Letizia a Ceuta. Migliaia di persone sono scese in strada per salutare i reali spagnoli, arrivati nella città autonoma nordafricana per una visita dal forte valore simbolico e politico, destinata a proseguire a Melilla.
Al loro passaggio la folla ha sventolato bandiere spagnole e scandito slogan come «Yo soy español», «Io sono spagnolo», e «Ceuta no se vende, Ceuta se defiende», «Ceuta non si vende, Ceuta si difende».
Felipe e Letizia hanno raggiunto la sede del Comune attraversando due ali di cittadini e si sono fermati per oltre un quarto d'ora a salutare e stringere le mani alle persone presenti.
Ad accoglierli ufficialmente il sindaco-presidente Juan Jesús Vivas, esponente del Partito Popolare, insieme ai rappresentanti del consiglio comunale.
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L'importanza dell'appuntamento è anche storica. Nessun monarca spagnolo visitava Ceuta dal 2007, quando Juan Carlos I e la regina Sofia si recarono nella città provocando forti tensioni diplomatiche con il Marocco, che rivendica la sovranità su Ceuta e Melilla.
Per Felipe VI e Letizia si tratta inoltre della prima visita con pernottamento nell'exclave.
«Era una visita a lungo desiderata e attesa», hanno scritto i sovrani nel Libro d'onore del Comune. «C'era un debito che oggi saldiamo», hanno aggiunto, sottolineando di voler trasmettere alla popolazione «la vicinanza e l'affetto di tutta la Spagna».
I reali hanno ricordato anche le difficoltà affrontate dalla città negli ultimi mesi e ribadito «l'impegno di tutto il Paese per il futuro dei ceutini, che è il futuro della Spagna».
A Felipe VI sono state quindi consegnate le chiavi d'oro della città.
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La cerimonia è stata anche l'occasione per riportare in primo piano la grave crisi migratoria che ha investito Ceuta.
Secondo i dati citati dal sindaco-presidente, nella città sarebbero ancora presenti circa 15mila migranti degli oltre 80mila arrivati tra il 30 e il 31 luglio. Una presenza equivalente a circa il 20% della popolazione locale.
«Ceuta vive una situazione assolutamente insostenibile», ha dichiarato Vivas, descrivendo una comunità che continua a vivere nell'incertezza e teme che nuovi arrivi di massa possano ripetersi.
Il presidente della città autonoma ha ringraziato Felipe e Letizia perché la loro presenza porta «fiducia e incoraggiamento» e permette, nelle sue parole, di «intravedere la luce alla fine del tunnel».
Vivas ha utilizzato toni particolarmente duri per descrivere quanto accaduto nei mesi precedenti, parlando di «invasione» e sostenendo che la crisi abbia messo sotto pressione la sovranità spagnola.
Si tratta della posizione espressa dal governo locale, che ha più volte chiesto a Madrid un rafforzamento delle misure di controllo e gestione della frontiera.
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Secondo Vivas, gli effetti della crisi avrebbero modificato profondamente la vita quotidiana della popolazione.
«Ceuta non è quella che era», ha affermato, sostenendo che i cittadini abbiano perso «sicurezza, tranquillità e libertà».
Il sindaco-presidente ha denunciato difficoltà nei servizi sanitari, nell'istruzione e in altri settori fondamentali, oltre alle conseguenze economiche e sociali determinate dall'emergenza.
Ha quindi chiesto l'espulsione dei migranti entrati irregolarmente e nuove misure affinché, a suo giudizio, il controllo della frontiera spagnola non dipenda dalle decisioni di Paesi terzi, con un chiaro riferimento al Marocco.
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Dal governo centrale è arrivato invece un messaggio improntato alla continuità dell'impegno istituzionale.
La portavoce dell'esecutivo e ministra dell'Inclusione, Elma Saiz, ha definito «storico e molto importante» il viaggio di Felipe VI e Letizia e assicurato che Madrid continuerà ad accompagnare Ceuta fino alla completa gestione della crisi.
Saiz ha indicato come un segnale di miglioramento la liberazione del litorale dagli accampamenti sorti durante l'emergenza migratoria.
Secondo la ministra, una parte dei migranti presenti sulle spiagge sarebbe rientrata in Marocco, mentre altri sarebbero stati trasferiti nelle strutture di accoglienza predisposte dalle autorità.
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Sul viaggio dei reali pesa inevitabilmente anche il delicato rapporto con Rabat. Il Marocco rivendica infatti Ceuta e Melilla, mentre per Madrid le due città autonome sono parte integrante del territorio spagnolo.
Saiz si è detta comunque fiduciosa sul fatto che la visita non provocherà nuove tensioni diplomatiche.
La portavoce ha sottolineato che Spagna e Marocco mantengono «eccellenti relazioni diplomatiche» e ha ridimensionato anche l'episodio relativo alla presenza di navi militari marocchine nelle acque territoriali spagnole durante gli arrivi di massa della scorsa estate, definendolo un fatto «puntuale» e ormai risolto.
In questo quadro, il viaggio di Felipe VI e Letizia assume un significato che supera quello di una normale visita istituzionale. Dopo diciannove anni di assenza della monarchia, la Corona torna a Ceuta per ribadire la vicinanza dello Stato spagnolo a una città attraversata da una profonda crisi migratoria e al tempo stesso al centro di uno dei dossier diplomatici più sensibili nei rapporti tra Madrid e Rabat.
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