Fine vita, il Veneto approva la legge: è la quarta Regione italiana

di

Mario Tosetti

Il Consiglio regionale dà il via libera alla proposta “Liberi subito” con 32 voti favorevoli

Fine vita, il Veneto approva la legge: è la quarta Regione italiana

Il Veneto si dota di una legge sul fine vita. Dopo due giorni di confronto in Consiglio regionale, la proposta di iniziativa popolare “Liberi subito” è stata approvata con 32 voti favorevoli, 14 contrari e quattro astensioni. La Regione diventa così la quarta in Italia a intervenire in materia e la prima tra quelle governate dal centrodestra.

Il provvedimento arriva a oltre due anni dal primo tentativo. Nel gennaio 2024 la stessa proposta era stata respinta per un solo voto. Il testo nasce dalla mobilitazione promossa dall’Associazione Luca Coscioni, che in Veneto aveva raccolto circa 9mila firme.

L’approvazione è arrivata dopo una lunga discussione e una serie di modifiche al testo originario. Tra le novità introdotte figurano un parere rafforzato del medico palliativista, la creazione di un Comitato bioetico regionale nominato dalla Giunta e una maggiore attenzione all’accesso alle cure palliative. È previsto inoltre che chi presenta una richiesta di suicidio assistito venga informato adeguatamente sulle alternative disponibili.

Il voto ha attraversato gli schieramenti politici, dividendo anche la maggioranza. Fratelli d’Italia ha votato contro, mentre Forza Italia ha lasciato libertà di coscienza ai propri consiglieri. Posizioni differenti sono emerse anche all’interno della Lega. A favore ha votato anche Anna Maria Bigon del Partito democratico, che nel 2024 si era astenuta contribuendo alla mancata approvazione del precedente testo.

Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale e sostenitore del provvedimento, ha definito il voto una risposta alle persone che si trovano in condizioni di sofferenza estrema, ribadendo la necessità, sui temi etici, di lasciare spazio alla libertà di coscienza.

Il presidente della Regione Alberto Stefani ha invece sottolineato il contenuto degli emendamenti presentati dalla maggioranza, spiegando che le modifiche sono state orientate alla tutela della vita e al rafforzamento delle garanzie previste nel percorso.

La decisione del Veneto riporta intanto al centro del dibattito la mancanza di una disciplina nazionale. Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), ha richiamato l’attenzione sulle differenze che stanno emergendo tra le Regioni e ha auspicato una legge valida su tutto il territorio italiano.

Anelli ha inoltre sottolineato l’importanza delle cure palliative e del ruolo dei medici nell’assistenza alle persone che affrontano patologie accompagnate da sofferenze fisiche o psicologiche considerate intollerabili.

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