La geografia politica della Germania esce trasformata dall'ultima tornata elettorale dell'anno. A poche ore di distanza, le urne del Meclemburgo-Pomerania Anteriore e di Berlino raccontano infatti due spinte apparentemente opposte: nel Nord-Est avanza con forza AfD, mentre nella capitale è la sinistra della Linke a imporsi. In mezzo c'è la crisi della Cdu, che incassa una delle giornate più difficili della sua storia recente.
Il risultato più pesante per il partito del cancelliere Friedrich Merz arriva da Schwerin. In Meclemburgo-Pomerania Anteriore AfD ottiene, secondo i dati preliminari, il 38,2% dei voti. La Spd della governatrice Manuela Schwesig riesce a contenere il distacco e raggiunge il 35,5%.
Ben diversa la situazione della Cdu. Il 4,9% non è sufficiente a superare la soglia prevista per entrare nel parlamento regionale. Per il partito si tratta di un passaggio particolarmente significativo, perché segna l'esclusione da un'assemblea di Land.
Il risultato ha immediatamente aperto il confronto sulla leadership nazionale. Merz non ha nascosto le dimensioni della sconfitta, definendola un «disastro», ma ha chiarito di non avere intenzione di dimettersi. Il cancelliere ha rivendicato la propria responsabilità e annunciato di voler continuare a guidare il governo, indicando nelle riforme la strada da seguire nei prossimi mesi.
Da AfD è arrivata invece la richiesta di un cambio di rotta. Alice Weidel ha invitato Merz a trarre le conseguenze politiche del voto, mentre Tino Chrupalla ha nuovamente contestato l'isolamento del partito nelle trattative per la formazione delle maggioranze.
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Se nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore è AfD a festeggiare, a Berlino la serata appartiene alla Linke. Il partito raggiunge il 24,9% e conquista la prima posizione, aprendo una fase politica nuova per la capitale tedesca.
Al centro del successo c'è Elif Eralp. Avvocata impegnata sui diritti umani e figlia di rifugiati turchi, Eralp ha costruito la propria proposta politica soprattutto sui temi della casa, del costo degli affitti e dell'integrazione.
Dopo l'esito delle urne ha parlato di una giornata «storica», promettendo un cambiamento nella gestione della città.
Dietro la Linke si colloca la Cdu con il 19,2%. AfD raggiunge invece il 15,8%, registrando una crescita consistente rispetto alle precedenti elezioni berlinesi. Seguono i Verdi al 14,3% e la Spd al 12%.
I numeri aprono ora il confronto sulla futura amministrazione della capitale. Una combinazione tra Linke, Verdi e Spd avrebbe, sulla base dei risultati riportati, la possibilità numerica di costruire una maggioranza, ma saranno i negoziati tra i partiti a stabilire la composizione effettiva del prossimo governo cittadino.
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