Il Giappone ha iniziato il suo viaggio verso Phobos. La sonda MMX, acronimo di Martian Moons eXploration, è partita con successo alla volta della più grande delle due lune di Marte, dando il via a una missione che punta a riportare sulla Terra campioni di rocce e sabbia provenienti dal sistema marziano.
Il decollo è avvenuto alle 4:41 ora locale dal centro spaziale di Tanegashima, nel sud-ovest del Giappone, quando in Italia erano le 21:41. A portare nello spazio MMX è stato un razzo H3 nella sua configurazione più potente, dotata di due motori e quattro booster.
Circa un'ora dopo il lancio, l'agenzia spaziale giapponese Jaxa ha confermato la separazione della sonda dal vettore e il suo inserimento nell'orbita prevista. I primi segnali ricevuti hanno inoltre indicato il regolare funzionamento dei sistemi di bordo.
«Il lancio è avvenuto con precisione eccezionale», ha commentato Makoto Arita, project manager del programma H3.
Anche la premier giapponese Sanae Takaichi ha celebrato sui social l'inizio della missione: «Spero che questa storica impresa riesca».
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MMX è una sonda imponente: pesa circa 4.480 chilogrammi ed è alta 5,3 metri. Secondo il programma della missione, dovrebbe raggiungere la regione di Marte intorno all'agosto 2027.
Prima delle operazioni principali entrerà in azione IDEFIX, un piccolo rover sviluppato con la collaborazione di Francia e Germania. Il veicolo sarà inviato sulla superficie di Phobos per raccogliere informazioni utili alle successive operazioni della sonda e contribuire alla scelta di condizioni sicure per la discesa.
MMX tenterà quindi due discese sulla luna marziana con l'obiettivo di prelevare almeno 10 grammi di materiale dalla superficie.
Se l'operazione riuscirà, quei frammenti potrebbero offrire agli scienziati informazioni preziose non soltanto su Phobos, ma anche sulla storia del sistema marziano.
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Uno degli obiettivi principali della missione è infatti rispondere a una domanda ancora aperta: come si sono formate Phobos e Deimos?
Tra le ipotesi studiate dagli scienziati c'è quella secondo cui le due lune sarebbero asteroidi catturati dalla gravità di Marte. Un'altra possibilità è che siano nate dai detriti prodotti da un gigantesco impatto avvenuto nel passato del pianeta.
L'analisi diretta dei campioni di Phobos potrebbe fornire nuovi elementi per distinguere tra questi scenari.
Dopo aver completato le operazioni sulla luna più grande, MMX osserverà anche Deimos, il secondo e più piccolo satellite naturale di Marte.
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La missione avrà una durata complessiva di diversi anni. MMX dovrebbe lasciare l'orbita marziana nel novembre 2030 per iniziare il lungo viaggio di ritorno.
Una volta raggiunta la Terra, la sonda rilascerà una capsula contenente i campioni raccolti su Phobos. L'arrivo è programmato per luglio 2031.
Il progetto è guidato dal Giappone ma coinvolge anche agenzie e istituzioni spaziali statunitensi ed europee, in una collaborazione internazionale che punta ad ampliare la conoscenza delle lune marziane e dell'ambiente che circonda il Pianeta Rosso.
Il lancio assume un significato particolare anche per il programma spaziale giapponese. MMX avrebbe dovuto partire già nel 2024, ma la missione era stata rinviata dopo il fallimento del volo inaugurale del razzo H3.
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Gli obiettivi della missione guardano anche al futuro dell'esplorazione umana.
Gli scienziati vogliono studiare la possibilità di utilizzare un giorno Phobos come una sorta di «stazione spaziale naturale» per le missioni dirette verso Marte.
La bassissima gravità della luna potrebbe renderla interessante come punto di appoggio per operazioni nello spazio marziano, riducendo alcune delle difficoltà legate alla discesa e alla successiva partenza dalla superficie del pianeta.
Prima, però, MMX dovrà completare un viaggio di quasi cinque anni. Se tutte le tappe previste verranno rispettate, nel luglio 2031 una piccola capsula proveniente dal sistema di Marte porterà sulla Terra almeno 10 grammi di Phobos: una quantità minima in termini di peso, ma potenzialmente enorme per comprendere la storia del Pianeta Rosso e delle sue enigmatiche lune.
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