Islanda resta fuori dall'Unione Europea: il 'No' vince con il 52,8%

di

Ennio Bassi

Con una partecipazione altissima, il popolo islandese ha deciso di non aderire all'Unione Europea, con il 52,8% dei voti contrari. La decisione non sarà rivisitata fino alla fine dell'attuale legislatura, nel 2028.

Islanda resta fuori dall'Unione Europea: il  'No' vince con il 52,8%

Dopo un'attesa campagna referendaria, l'Islanda ha deciso di non avanzare ulteriormente con i negoziati per l'adesione all'Unione Europea. Con oltre 190mila schede scrutinate, la scelta del 'No' ha prevalso con il 52,8% dei voti, mentre il 'Sì' si è fermato al 47,2%. Questa decisione, come comunicato dalla premier islandese Kristrún Frostadóttir, non tornerà ad essere discussa almeno fino alla fine dell'attuale legislatura, prevista per il 2028. La premier ha espresso soddisfazione per la notevole affluenza alle urne, sottolineando che il 53% della popolazione ha espresso un chiaro desiderio di mantenere lo status quo. Il governo islandese aveva presentato il piano di adesione come un'opportunità da cogliere immediatamente, descrivendola come una scelta definitiva di 'ora o mai più'.

Tuttavia, il dibattito pubblico ha mostrato una nazione divisa, con un significativo 47% favorevole a proseguire con i negoziati. Frostadóttir ha dichiarato che, nonostante la vittoria del 'No', è essenziale rispettare tutte le opinioni, considerato il ristretto margine di vittoria. Dopo il voto, la premier ha criferito di aver scambiato messaggi con il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, per discutere l'esito e le sue implicazioni. Le ragioni dietro le scelte degli islandesi sono diverse. 

I sostenitori del 'Sì' vedevano nell'adesione un modo per stabilizzare l'economia e garantire sicurezza in un contesto globale incerto, segnato dalla guerra in Ucraina e dalle tensioni geopolitiche. D'altro canto, i sostenitori del 'No' temevano per la sovranità nazionale, in particolare per le politiche riguardanti le acque di pesca, un settore cruciale per l'economia islandese. Questo voto non esclude definitivamente la possibilità di future trattative, ma rappresenta un chiaro segnale delle priorità attuali del popolo islandese.

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