Italia, la vittoria sulla Turchia vale doppio: Mancini trova nuove soluzioni e rilancia la corsa in Nations League

di

Mario Tosetti

Gli azzurri superano 3-1 la Turchia dopo una partita più difficile di quanto racconti il risultato. Il turnover iniziale non convince, poi gli ingressi di Calafiori, Kayode, Pio Esposito e Tonali cambiano volto alla squadra

Italia, la vittoria sulla Turchia vale doppio: Mancini trova nuove soluzioni e rilancia la corsa in Nations League

Tre gol, tre punti e soprattutto qualche risposta in più per Roberto Mancini. L’Italia chiude con una vittoria per 3-1 sulla Turchia una sequenza durissima di quattro partite concentrate in appena undici giorni e resta pienamente in corsa per raggiungere i quarti di finale della Nations League.

Il punteggio finale racconta una serata positiva, ma non restituisce completamente le difficoltà attraversate dagli azzurri. Per quasi un’ora, infatti, la Nazionale ha faticato a trovare equilibrio e continuità. Poi Mancini ha corretto le proprie scelte, inserendo alcuni degli uomini più affidabili, e la partita ha cambiato direzione.

A rendere ancora più favorevole la serata di Bologna è arrivato il risultato di Francia-Belgio. I francesi hanno vinto 4-1 in rimonta grazie alle reti di Doué, Cherki e alla doppietta nel finale di Olise. Una combinazione che permette all’Italia di occupare il secondo posto e di guardare con maggiore fiducia alla sfida di Bruxelles, destinata a diventare decisiva per la qualificazione.

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Mancini aveva scelto di rivoluzionare la formazione vista contro la Francia, confermando soltanto Donnarumma e Bastoni. Nove cambi rappresentavano inevitabilmente un rischio, soprattutto contro una Turchia capace di attaccare rapidamente gli spazi.

La mancanza di automatismi si è vista fin dalle prime battute. L’Italia ha avuto difficoltà nella costruzione e soprattutto nella gestione delle transizioni avversarie, concedendo più di quanto il commissario tecnico avrebbe probabilmente desiderato.

Al 26' è comunque arrivato il vantaggio. A firmarlo Gianluca Scamacca, tornato al gol con la maglia della Nazionale dopo un lungo digiuno. La rete dell'attaccante dell'Atalanta non ha però risolto i problemi degli azzurri, che hanno continuato a mostrare una certa fragilità nell'occupazione degli spazi.

Il turnover era comprensibile considerando il calendario e le condizioni della rosa, ma l'esperimento ha confermato anche un dato piuttosto evidente: cambiare quasi completamente una squadra significa inevitabilmente rinunciare a parte della sua identità.

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La correzione è arrivata dopo circa dieci minuti della ripresa. Mancini ha richiamato Di Lorenzo, Ruggeri e Scamacca, affidandosi a Kayode, Calafiori e Pio Esposito.

Gli effetti si sono visti rapidamente, anche se al 61' è stata la Turchia a trovare il pareggio con Simşir. Il momento potenzialmente più complicato della partita è durato pochissimo.

Quattro minuti più tardi Calafiori, con un colpo di testa, ha riportato avanti l'Italia. L'ingresso successivo di Tonali ha aumentato ulteriormente qualità e personalità in mezzo al campo, permettendo agli azzurri di controllare meglio il finale.

All'87' è arrivato il gol della sicurezza. Pio Esposito ha trasformato in rete un assist di Romano e fissato il risultato sul 3-1. Anche Romano ha beneficiato degli aggiustamenti tattici della ripresa, mostrando maggiore efficacia una volta spostato nel ruolo di mezzala.

La differenza tra le due fasi della gara è stata evidente. Quando sono entrati alcuni degli uomini che oggi occupano le posizioni più alte nelle gerarchie, l'Italia ha guadagnato intensità, ordine e capacità di incidere negli ultimi metri.

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La serata di Bologna lascia soprattutto indicazioni interessanti sul futuro della Nazionale. Pio Esposito continua a dimostrare una qualità preziosa per qualsiasi centravanti: la capacità di sfruttare le occasioni. Il suo gol nel finale aggiunge un altro elemento a una candidatura ormai sempre più credibile per il ruolo di riferimento dell'attacco azzurro.

Molto positiva anche la prova di Vergara. Dinamico, tecnico e capace di partecipare alle diverse fasi del gioco, ha mostrato personalità fino all'uscita provocata da alcuni problemi fisici.

Tra le sorprese più piacevoli c'è inoltre Doumbia, arrivato per tre volte vicino alla rete e capace di proporsi con continuità. Buono anche l'impatto di Kayode, mentre Calafiori, oltre al gol, ha restituito sicurezza e autorevolezza al reparto arretrato.

Donnarumma ha confermato ancora una volta la propria importanza con interventi decisivi, pur concedendosi un'uscita decisamente avventurosa che non è sfuggita neppure a Mancini.

Resta invece da sistemare la protezione della difesa. La Turchia è riuscita in diverse occasioni ad attraversare troppo facilmente le linee italiane, sfruttando velocità e campo aperto. Contro avversari di livello superiore, situazioni del genere potrebbero costare molto più care.

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Il bilancio complessivo di questo ciclo resta comunque incoraggiante. L'Italia ha ampliato il numero delle alternative, trovato nuove soluzioni soprattutto a centrocampo e ricevuto risposte importanti dai giovani. Non tutti gli esperimenti hanno funzionato, ma proprio una partita come quella di Bologna ha permesso di distinguere ciò che può diventare una risorsa stabile da ciò che necessita ancora di lavoro.

Mancini non ha nascosto il rischio corso con una formazione tanto diversa da quella abituale. Ai microfoni Rai ha spiegato che una rotazione così profonda avrebbe inevitabilmente ridotto la fluidità della squadra, sottolineando però la necessità di distribuire le energie dopo quattro incontri disputati in undici giorni. Il commissario tecnico considera positivo il bilancio complessivo e guarda già al prossimo appuntamento: la qualificazione ai quarti verrà giocata a Bruxelles.

Sul campo, dunque, qualche certezza in più esiste. Pio Esposito si sta prendendo spazio, Calafiori resta una garanzia, mentre giocatori come Vergara, Doumbia e Kayode offrono alternative che fino a poco tempo fa apparivano meno evidenti.

Fuori dal terreno di gioco rimane invece l'incertezza legata alla situazione federale e al futuro degli equilibri ai vertici. È un rumore di fondo che rischia di accompagnare una Nazionale finalmente concentrata sulla propria ricostruzione.

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