Il Premio Nobel per la Medicina 2026 è stato assegnato a Karl Deisseroth, Peter Hegemann e Georg Nagel per le scoperte che hanno posto le basi dell’optogenetica, una disciplina che combina genetica e luce per studiare e modificare con grande precisione l’attività delle cellule.
L’annuncio inaugura ufficialmente la settimana dei Premi Nobel. Dopo il riconoscimento per la Medicina, il calendario proseguirà il 6 ottobre con l’assegnazione del Nobel per la Fisica e il 7 ottobre con quello per la Chimica.
Alla vigilia del verdetto, tra le ipotesi più accreditate per il Nobel della Medicina figuravano anche la ricerca sui farmaci anti-obesità basati sul GLP-1, gli studi sull’orexina e sui meccanismi che regolano il sonno, la tecnica OCT per l’osservazione non invasiva della retina e le ricerche dedicate ai recettori del sistema immunitario.
A conquistare il premio sono stati invece Deisseroth, statunitense, e i tedeschi Hegemann e Nagel, riconosciuti per i loro studi sui canali ionici attivati dalla luce e per il contributo decisivo allo sviluppo dell’optogenetica.
Il lavoro dei tre scienziati ha cambiato il modo di studiare il sistema nervoso. Attraverso la luce è infatti possibile intervenire sull’attività dei neuroni con una precisione senza precedenti, fino ad accendere o spegnere singole cellule nervose all’interno di un cervello vivente. La tecnica è oggi impiegata nei laboratori di tutto il mondo per comprendere meglio i meccanismi alla base di funzioni come la memoria e le emozioni.
Le fondamenta di questo approccio risalgono agli studi di Hegemann e Nagel sulla canalrodopsina, una proteina capace di rendere sensibili alla luce le cellule nelle quali viene introdotta.
Su questa scoperta si è poi sviluppato il lavoro di Deisseroth, che ha trasferito il gene della canalrodopsina nei neuroni di ratti. Illuminando le cellule con una luce blu, lo scienziato è riuscito a stimolarne l'attività e a provocare la trasmissione di un segnale nervoso.
Gli esperimenti successivi hanno dimostrato le potenzialità di questo vero e proprio «interruttore biologico»: utilizzando la luce è stato possibile controllare l’attività dei neuroni direttamente nel cervello di animali vivi.
Le scoperte di Deisseroth, Hegemann e Nagel hanno così aperto una nuova frontiera nella ricerca neuroscientifica, offrendo agli scienziati uno strumento estremamente preciso per studiare il funzionamento del cervello e il ruolo delle singole cellule nervose.
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