A una settimana dal congresso della Lega, Massimo Garavaglia lancia una sfida alla leadership di Matteo Salvini, denunciando un progressivo allontanamento del partito dalle proprie origini. "La Lega ha perso la sua anima", afferma il presidente della commissione Finanze del Senato, che salvo sorprese si candiderà alla guida del Carroccio per portare all’attenzione temi e posizioni che, a suo giudizio, rischiano di rimanere ai margini.
L’obiettivo dichiarato da Garavaglia è favorire l’unità interna attraverso un confronto sulle prospettive politiche del movimento. L’ex ministro rivendica le radici della Lega, ricordando il progetto di Umberto Bossi e la sua impostazione federalista. "La Lega non è un partito di estrema destra", sostiene, sottolineando come il movimento sia nato con l’ambizione di riunire sensibilità politiche differenti attorno a un’identità comune.
Tra i punti indicati dal senatore c’è anche una maggiore attenzione alle nuove generazioni, in particolare alle loro richieste sul fronte dei diritti. Garavaglia invita i vertici del partito ad ascoltare maggiormente i giovani e chiarisce la propria posizione anche in materia economica, dichiarando di preferire l’impostazione del ministro Giancarlo Giorgetti a quella del senatore Claudio Borghi. "Siamo liberali nel senso che dovendo scegliere tra la linea di Borghi e Giorgetti, tutta la vita Giorgetti", afferma.
Il congresso, in programma tra una settimana, sarà un passaggio importante non soltanto per la leadership, ma anche per la definizione della nuova segreteria politica e la presentazione del simbolo aggiornato del partito. Tra le ipotesi circolate negli ultimi tempi figura anche un possibile avvicendamento ai vertici dei gruppi parlamentari, con un eventuale cambio di Massimiliano Romeo al Senato e Riccardo Molinari alla Camera. Al momento, tuttavia, non ci sono conferme ufficiali.
Garavaglia riferisce di essersi confrontato con diversi esponenti del partito, tra cui governatori e parlamentari, e auspica un congresso capace di favorire un dibattito aperto senza compromettere la coesione interna. Per il senatore, la priorità è ricostruire il rapporto con gli elettori e riportare il partito a un contatto più diretto con i cittadini. "Il primo obiettivo è quello di tornare a parlare con la gente. Questo farebbe molto bene alla Lega", sottolinea.
Le dichiarazioni dell’ex ministro hanno però suscitato la reazione di Igor Iezzi, deputato vicino a Salvini, che contesta la mancanza di proposte concrete. "Bisognerebbe chiedergli in concreto che cosa vuole fare della Lega", afferma, criticando quelli che considera soltanto slogan. Iezzi precisa che, a suo avviso, nessuno nel partito ritiene necessario trasformare la Lega in una formazione di estrema destra, ma chiede a Garavaglia di chiarire quali conseguenze politiche deriverebbero dalla sua posizione.
"Che non lo debba essere cosa vuol dire? Che non possiamo parlare di sicurezza? Vuol dire uscire dai patrioti per entrare nel Ppe? Nel concreto cosa vuole fare? Aspettiamo che ce lo dica", conclude il deputato, portando al centro del confronto le questioni dell’identità politica e della collocazione europea del Carroccio.
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